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Reflusso gastroesofageo, attenti al peso

Le cause dei disturbi digestivi sono molteplici. E anche un eccesso di peso può favorire o aggravare i sintomi del reflusso.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti
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La malattia da reflusso gastroesofageo è un disturbo assai diffuso. Colpisce con maggiore prevalenza le donne e la sua gravità può dipendere dallo stile di vita, dall’alimentazione, ma anche dal peso corporeo.

I chili di troppo non fanno bene alla digestione. Anzi, a volte un eccesso di peso è all’origine di difficoltà digestive, senso di pesantezza gastrica dopo un pasto e di reflusso gastroesofageo, un disturbo che consiste nella risalita di acido dallo stomaco verso l’esofago.

Le cause del reflusso, è bene precisare, possono essere molteplici. Anche i sintomi possono variare da individuo a individuo.

Un altro buon motivo per restare in forma

Recenti studi hanno messo in evidenza che oltre alle cattive abitudini alimentari (mangiare in fretta, saltare i pasti, abbuffarsi a cena eccetera) anche l’eccesso di peso può favorire o aggravare i sintomi del reflusso.

In pratica, chi è in sovrappeso, o addirittura obeso, dovrebbe prestare attenzione ai sintomi del reflusso, perché se insorgono vanno curati.

Attenzione quindi se compare una sensazione di rigurgito acido nell’esofago, associata a bruciore localizzato al petto e nello stomaco.

È soprattutto di notte o quando ci si corica che il fastidio si fa sentire di più. Nei casi più gravi, il dolore al petto è così intenso da essere confuso con un attacco di angina pectoris.

Possono anche insorgere: irritazione delle mucose delle vie respiratorie e della gola, disturbi alle corde vocali, abbassamento di voce, laringite, raucedine, tosse cronica e asma.

Sport e dieta sono fondamentali

Una regolare attività fisica, in particolare di tipo aerobico, aiuta a bruciare le calorie in eccesso e mantenere costante il peso.

Oltre a prevenire l’insorgenza del disturbo, è utile anche a chi ne soffre già: tenere sotto controllo il reflusso e i suoi sintomi, attraverso i farmaci giusti, è più semplice se si perdono i chili di troppo.

Senza dimenticare l’importanza dell’alimentazione: vanno evitati tutti quegli alimenti o bevande che possono aumentare la secrezione gastrica di acido (cioccolato, bibite gassate, caffé, té eccetera).

E ovviamente vanno tenute d’occhio le calorie complessive da assumere ogni giorno.

Se questi correttivi non bastano

Quando, nonostante tutte le attenzioni a dieta ed esercizio fisico, il reflusso si fa sentire, seguendo le prescrizioni del proprio medico curante è possibile associare alle corrette linee di condotta anche un trattamento farmacologico.

A questo scopo sono disponibili farmaci che riducono la secrezione di acido gastrico, come gli inibitori della pompa protonica, che oggi si possono trovare anche in formulazioni da banco, cioè che non richiedono la ricetta medica.

Questi farmaci, andandosi a legare in modo specifico alle strutture dello stomaco deputate alla produzione di acido, ne inibiscono l’attività e questo concorre al mantenimento di pH gastrico adeguato.

Domenico Lombardini

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Samanta mazzocchi Samanta Mazzocchi
Specialista in Gastroenterologia ed endoscopia digestiva

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Reflusso gastroesofageo, tutte le terapie

Reflusso terapie

La terapia del reflusso gastroesofageo si basa essenzialmente su tre tipi di farmaci: antiacidi, anti H2 e inibitori della pompa protonica

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Sette trucchi per digerire meglio

  • Digerire pranzo stress

    Mangia con calma

    La fretta è il peggior nemico della digestione. Meglio prendersi il tempo necessario per mangiare e masticare con calma, boccone dopo boccone. Meglio evitare quindi il panino ingurgitato in fretta e furia al bancone del bar perché è il modo migliore per sentirlo andare su e giù per tutta la giornata. Se possibile, nella pausa pranzo, vanno evitate anche le fonti di stress. Quindi niente discussioni di lavoro, almeno a tavola.

  • Digestione pantaloni

    Evita le cinture che “strizzano” la vita

    Almeno un merito la tanto vituperata moda dei pantaloni “a vita bassa” ce l’ha: lascia libero lo stomaco da inutili costrizioni, facendo appoggiare le cinture o fasce sui fianchi. Chi invece preferisce vestirsi in modo più classico deve orientarsi verso tagli più morbidi e tessuti meno rigidi. E le donne che indossano gonne o shorts e collant dovrebbero evitare di posizionare gli elastici proprio all’altezza dell’ombelico.

  • Digerire fritto

    Stai lontano dai cibi grassi

    Fritti e condimenti a base di burro sono tra gli alimenti più difficili e lunghi da digerire. Lo stomaco deve lavorare un bel po’ prima di riuscire a smaltirli. Chi soffre di problemi digestivi deve quindi evitare, a pranzo e a cena, di mettere troppi grassi nel piatto.

  • Pennicchella digestione

    No alla pennichella

    Dopo un pranzo abbondante, a volte anche dopo un pasto leggero, viene l’abbiocco. Non è nulla di grave: il sangue scorre copioso verso lo stomaco, per favorire la digestione, e diminuisce l’afflusso al cervello. Stanchezza, spossatezza, palpebre abbassate sono un fenomeno naturale. Meglio evitare però la classica pennichella se si fa fatica a digerire perché la posizione orizzontale e il sonno non facilitano il lavoro dello stomaco.

  • Acqua digestione

    L’acqua frizzante non serve

    C’è chi pensa che l’acqua gassata aiuti a digerire. Sarebbe bello, ma in realtà è soltanto un’impressione. L'anidride carbonica non ha alcuna proprietà digestiva: le bollicine si limitano a dilatare lo stomaco, favorendo l'espulsione del gas. Ma questo non certo è sinonimo di digestione.

  • Digestione freddo

    Niente sbalzi di temperatura dopo mangiato

    Anche il classico colpo d’aria allo stomaco, così come il tuffarsi in acqua, subito dopo un pasto è un deterrente alla digestione. Il freddo è un ostacolo al lavoro dello stomaco e se per alcune fortunate persone non cambia nulla, per quelli che soffrono di difficoltà digestive può rappresentare un problema.

  • Antiacido

    Un antiacido all’occorrenza

    Se dopo il pasto insorgono bruciori e dolori allo stomaco è molto probabile che ci sia un problema di iperacidità gastrica. Niente di grave, se succede di tanto in tanto. Nella gran parte dei casi può bastare un antiacido, di quelli che si comprano in farmacia senza ricetta medica. Si tratta di sostanze che reagiscono con l'acido cloridrico, neutralizzandolo. Si presentano sotto forma di compresse o granulati, come per esempio i preparati a base di carbonato di calcio e di magnesio. Neutralizzano rapidamente l'iperacidità e sono rimedi efficaci per facilitare la digestione.


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