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Prurito pelle dermatite

Prurito e dermatite: mandalo via così

Meglio usare i prodotti giusti ed evitare di tormentare la pelle.

Può essere di tipo allergico o da contatto. In ogni caso è bene utilizzare i prodotti più adeguati per evitare di tormentare la pelle.

Crisi o non crisi, con la bella stagione, il tempo di viaggi più o meno esotici e gite fuoriporta arriva quasi per tutti, a prescindere dall’età.

L’indubbio entusiasmo della scoperta di luoghi nuovi e il piacere di concedersi ritmi di vita più rilassati in ambienti naturali possono, però, essere accompagnati da fastidi imprevisti, magari non gravi, ma sufficienti a rovinare la serenità del momento.

Uno di questi è la dermatite da contatto che può comparire dopo aver accidentalmente toccato sostanze allergizzanti o irritanti, particolarmente diffuse nel mondo vegetale. Esistono anche altri tipi di dermatite, ognuna delle quali ha cause diverse. Vediamole riassunte nella seguente tabella.


Tipo di dermatiteCause
AtopicaReazione allergica dell'intero organismo che si manifesta attraverso la pelle (spesso si associano altre allergie, come il rinite-allergica">raffreddore da fieno, l'asma, l'orticaria o le allergie alimentari). Ha una componente ereditaria anche se la causa non è ancora del tutto chiarita
SeborroicaAlterata attività delle ghiandole della pelle che producono sebo
Da contattoContatto con sostanze irritanti, come detergenti e detersivi, cosmetici, saliva di animali, metalli come il nickel, lattice

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Le cause e i sintomi caratteristici

La dermatite da contatto può essere di natura allergica (ossia basata su una reazione immunitaria cutanea particolarmente accentuata nei confronti di sostanze di per sé non pericolose per l’organismo) oppure irritativa e legata all’azione lesiva sui tessuti biologici di specifici composti sintetici o naturali.

In entrambi i casi, i sintomi cutanei compaiono poco dopo il contatto con l’agente irritante o l’allergene (oppure nell’arco delle 24-48 ore successive nel secondo caso) e sono pressoché sovrapponibili. I più tipici comprendono arrossamento, bruciore, prurito e gonfiore nell’area cutanea interessata, talvolta accompagnati dalla comparsa di piccole vescicole e dolore.

In contesti naturali, manifestazioni di questo tipo possono svilupparsi dopo aver toccato piante urticanti o averne spezzato i rami o le foglie, lasciando fuoriuscire la linfa, il lattice o le resine caratteristici. È il caso di ortiche, fico, sambuco, cactus, edera, euforbia, giacinto, peonia, ranuncolo, elleboro, clematis, mughetto, stella di natale, soltanto per fare alcuni esempi.

I sintomi della dermatite irritativa, di norma, insorgono a prescindere dalla sensibilità individuale. La tendenza a reazioni allergiche da contatto è, invece, più soggettiva e le sostanze che possono indurle estremamente variabili da persona a persona, quindi meno prevedibili.

In alcuni casi, reazioni di sensibilizzazione più o meno marcata possono derivare anche dalla combinazione della presenza sulla pelle di una sostanza naturale (per esempio, olii essenziali, estratti di agrumi ecc.) o sintetica (farmaci topici, creme antiacne, preparati contro le rughe ecc.) fotosensibilizzante e dell’esposizione al sole: in questi casi, di solito, la dermatite assume la forma di un eritema solare più o meno intenso.

Gli accorgimenti utili

Se non interessa superfici corporee molto estese e non si localizza in aree dove l’epidermide è molto delicata, un episodio occasionale di dermatite da contatto non è un’emergenza medica e non comporta problemi significativi, neppure se a esserne interessati sono bambini o anziani.

Ciò che conta è intervenire subito in modo corretto per placare irritazione, infiammazione e prurito ed evitare di sfregare la pelle, nel tentativo di ottenere sollievo. Il risultato sarebbe, infatti, esattamente l’opposto, ossia un’accentuazione del fastidio e l’ulteriore rischio di facilitare l’insorgenza di ferite e infezioni.

Che a scatenare la dermatite da contatto sia un composto naturale o sintetico, la prima azione fondamentale è allontanare la sostanza incriminata, con un lavaggio sotto acqua corrente, eseguito in modo da evitare di estendere l’area interessata dall’irritazione.

Dopo aver asciugato con delicatezza, per ridurre infiammazione, prurito e bruciore si possono applicare creme a base di corticosteroidi per uno o più giorni, in relazione all’intensità e alla persistenza dei sintomi. Se bruciore e prurito sono molto intensi, impacchi freddi possono aiutare a ridurre il disagio.

Per ottenere un maggior sollievo e favorire il ripristino dell’equilibrio cutaneo è, inoltre, consigliabile applicare creme altamente idratanti, protettive ed emollienti di qualità farmacologica.

L’ideale è puntare su formulazioni contenenti lipidi simili a quelli naturalmente presenti nell’epidermide (ceramidi) e sostanze umettanti ed emollienti (pantenolo, olio di cocco, burro di karité), in grado di favorire la rigenerazione della barriera dermoepidermica, rendendo anche la pelle più resistente agli agenti esterni potenzialmente lesivi.

Questo tipo di creme sono molto utili anche per prevenire ulteriori sensibilizzazioni. Tuttavia, va ricordato che la migliore strategia difensiva dalle dermatiti da contatto, sia allergiche sia irritative, consiste nell’evitare o, quantomeno, nel ridurre il più possibile il contatto con le sostanze irritanti e gli allergeni.

Quindi, quando ci si trova in prati e boschi si dovrebbe evitare di toccare piante di cui non si conoscono le caratteristiche, mentre nella vita di tutti i giorni, in casa o sul luogo di lavoro, si dovrebbero sempre indossare guanti e/o abbigliamento protettivo idoneo durante la manipolazione di composti a rischio (detersivi, liquidi e polveri irritanti o corrosive, lattice, nichel, solventi, colle ecc.).

A cura della redazione

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Garonzi
Francesco Garonzi
Dermatologo

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