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Morbillo: le dieci cose da sapere

L’aumento dei casi di morbillo, registrato anche in Italia, sembra associato al calo delle vaccinazioni.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 6 minuti

L’aumento dei casi di morbillo, registrato anche in Italia, sembra associato al calo delle vaccinazioni.

1. Che cos’è il morbillo? Il morbillo è una malattia infettiva di origine virale particolarmente contagiosa, che può dar luogo a epidemie e che in alcuni casi può causare pericolose complicazioni a carico del sistema nervoso centrale.

2. Qual è la causa del morbillo? Il morbillo è causato da un virus appartenente al genere morbillivirus (famiglia Paramyxoviridae), che infetta più facilmente i bambini, ma che può colpire anche adolescenti e adulti.

3. Come avviene il contagio? Il virus responsabile del morbillo si trasmette per via respiratoria attraverso le goccioline emesse con tosse, starnuti e secrezioni nasali. Il periodo di incubazione ha una durata di circa una decina di giorni, a partire da 3-4 giorni prima della comparsa dell’eruzione cutanea, fino a circa 5 giorni dopo.

4. Come viene diagnosticato? Di solito la diagnosi di morbillo è clinica, avviene mediante l’osservazione dell’eruzione cutanea tipica della malattia. In caso il medico lo ritenga necessario, si possono anche ricercare nel siero, dopo 3 o 4 giorni dalla comparsa dell’eruzione, gli anticorpi specifici contro il virus del morbillo.

5. Quali sono i sintomi? I primi sintomi del morbillo sono molto simili a quelli di un’infezione respiratoria: raffreddore, tosse e febbre, che può arrivare anche a 40°C. Successivamente compaiono puntini bianchi all’interno della bocca e, dopo 3-4 giorni, appare l’eruzione cutanea caratteristica, con piccole macchie di colore rosso che si estendono progressivamente su tutto il corpo.

6. Quali sono le possibili complicanze? Le complicanze più frequenti del morbillo sono le sovrainfezioni batteriche (per esempio otite, polmonite eccetera) contratte nel periodo di convalescenza, dovute al calo delle difese immunitarie dopo la fase acuta del morbillo.

Esistono anche complicanze meno frequenti, ma molto più pericolose: infezioni a carico del sistema nervoso centrale, come l’encefalite o la panencefalite sclerosante subacuta, che possono causare danni neurologici permanenti o addirittura la morte del paziente.

7. Come si cura? Non esiste una terapia specifica contro il morbillo. Trattandosi di un’infezione virale gli antibiotici sono del tutto inefficaci, mentre possono essere utili gli antipiretici per abbassare la febbre o altri farmaci sintomatici per calmare per esempio la tosse.

Per tutta la durata della malattia e della convalescenza sarà inoltre necessario rimanere il più possibile a riposo per permettere all’organismo di riprendersi dall’infezione.

8. Come si previene? Il morbillo può essere prevenuto sottoponendosi a un vaccino solitamente somministrato in associazione a quelli contro parotite e rosolia (vaccino trivalente MPR). Si tratta di un vaccino non obbligatorio, ma fortemente raccomandato. Se ne consiglia una prima dose entro i due anni di vita, preferibilmente tra il 12° e il 15° mese, con un richiamo verso i 5-6 anni o gli 11-12 anni.

9. Esiste oggi un’emergenza morbillo? I dati del Ministero della salute indicano che nel solo mese di gennaio 2017 i casi di morbillo in Italia sono stati 238, contro i 77 osservati nello stesso mese dello scorso anno. Nel 2016, in totale, sono stati registrati 844 casi, il che vuol dire che quest’anno, in un solo mese, si è già verificato ben un quarto dei casi avvenuti in tutto il 2016.

Gli specialisti sono convinti che la causa principale dell’elevato numero di casi di morbillo sia il minore ricorso ai vaccini da parte della popolazione. In Italia, infatti, nel 2015 la percentuale di bambini sotto i due anni che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino contro il morbillo è risultata pari all’85,3%. Si è quindi ben lontani dal 95% necessario per garantire la cosiddetta “immunità di gregge”, che protegge tutta la popolazione dalla possibilità che si verifichino focolai epidemici.

10. Si può morire di morbillo? Sì. Secondo un rapporto pubblicato da UNICEF, OMS (Organizzazione mondiale della sanità), CDC (Centers for disease control and prevention) e GAVI (Alleanza globale per le vaccinazioni) l’introduzione su larga scala del vaccino ha permesso, tra il 2000 e il 2015, di ridurre il numero di morti per morbillo del 79%. Tuttavia, ancora oggi, a causa di questa malattia, muoiono circa 400 bambini al giorno in tutto il mondo. La maggior parte dei decessi si verifica in Paesi in via di sviluppo, come il Congo o l’Etiopia, in cui vive la metà di tutti i bambini non vaccinati contro questa malattia.

Di morbillo però si muore ancora anche in Europa: secondo i dati dell’Ecdc (European centre for disease prevention and control) dal 1 febbraio 2016 al 31 gennaio 2017 sono stati registrati 13 decessi, 12 in Romania e uno nel Regno unito.

Lisa Trisciuoglio

CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
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