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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Linee guida per la prescrizione degli anticoncezionali ormonali"

Sono una ragazza di 29 anni. Pochi giorni fa mi sono recata al consultorio di riferimento per richiedere la prescrizione della pillola anticoncezionale. La dottoressa mi ha fatto l'anamnesi, misurato la pressione e il peso e mi ha prescritto la pillola. Mi ha stranita molto il fatto che non mi abbia fatto fare nessun esame del sangue prima della prescrizione. Forse perché non sono emerse patologie familiari rilevanti. Ma non sarebbe sempre meglio basarsi anche sugli esami di laboratorio, visto le patologie anche gravi a cui si può andare incontro con l'assunzione della pillola?

La collega ginecologa non ha fatto altro che applicare molto correttamente le linee guida per la prescrizione degli anticoncezionali ormonali che sono approvate e applicate in tutto il mondo. Ciò è scritto anche in molti documenti italiani, inclusi quelli della conferenza nazionale di consenso sulla prevenzione delle complicanze trombotiche associate all’uso degli estroprogestinici in eta riproduttiva, tenuta a Roma all’Istituto Superiore di Sanità il 18 e 19 settembre 2008. Gli esami di laboratorio non sono necessari, se non in particolari casi, che la corretta anamnesi personale e famigliare riesce a evidenziare. Peraltro la pillola non induce patologie gravi, semmai ne riduce. Ad esempio riduce grosso modo della metà l'incidenza dei tumori dell’utero e dell’ovaio, riduce o fa scomparire i dolori mestruali, migliora le condizioni di anemia, eccetera. Se invece ci si riferisce alla trombosi venosa profonda, va ricordato che essa può avvenire in 10-20 casi ogni 100.000 anni d’uso, e che l’embolia polmonare può avvenire in 10-20 casi ogni 1 milione di anni d’uso. Tali numeri sono inferiori di 10-30 volte a quelli della possibile trombosi in gravidanza, che è il principale fatto biologico per cui la pillola viene assunta.


Ha risposto Arisi Emilio

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Emilio Arisi

Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Parma, si è specializzato in Ostetricia e Ginecologia nella stessa Università. Dal 1993 al 2010 è stato Direttore della U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Regionale “S. Chiara” di Trento dove, dall’inizio del 2002 è stato coordinatore del Dipartimento Materno-Infantile della Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia di Trento.

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