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Non mandare “in fumo” la virilità

Fumare sigari e sigarette fa male ai polmoni e al cuore. Ma non solo...

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 6 minuti

Fumare sigari e sigarette fa male ai polmoni e al cuore. Ma non solo...

Il fumo fa male. Su questo non ci sono dubbi. Se per caso i rischi sanitari più noti, primo su tutti il tumore al polmone non fossero abbastanza convincenti, per i fumatori di sesso maschile c’è un altro motivo per abbandonare le sigarette.

Al fumo abituale si associa, infatti, una maggiore probabilità di sviluppare precocemente quella condizione definita in termini medici disfunzione erettile. Un disturbo che ovviamente incide in modo rilevante sulla qualità della vita sessuale.

Oltretutto, questo non è l’unico effetto negativo del fumo sulla funzionalità riproduttiva maschile: negli uomini fumatori si riscontra anche una diminuita produzione di spermatozoi, che appaiono meno vitali, dotati di una ridotta capacità fecondante e più spesso portatori di anomalie genetiche.

Più ne accendi, più ti spegni

L’associazione tra fumo e disfunzione erettile è ormai ampiamente dimostrata da diverse indagini epidemiologiche e cliniche condotte in popolazioni diverse (Stati Uniti, Italia, Cina, Australia, Brasile, Giappone, Turchia, ecc.).

È stato osservato che nei fumatori il rischio di incorrere in tale disturbo sia al contempo dose-dipendente e durata-dipendente, vale a dire proporzionale sia al consumo giornaliero di sigarette sia al numero di anni passati a fumare.

Per quantificare l’esposizione complessiva individuale viene generalmente utilizzata un’unità di misura detta “pacchetto-anno”, che equivale al numero di pacchetti di sigarette consumati al giorno moltiplicato per gli anni dediti al fumo.

A sottolineare che, se da un lato non si può determinare una dose “sicura” al di sotto della quale il fumo non produce danni, dall’altro è certo che le sigarette -siano esse diluite in molti anni oppure concentrate in pochi- hanno un effetto cumulativo.

I maschi più colpiti da disfunzione erettile sono i fumatori o gli ex fumatori con 20 o più pacchetti-anni nei propri trascorsi.

Secondo i dati della Società italiana di contraccezione e Federazione italiana di sessuologia scientifica, costoro hanno una probabilità di sviluppare un deficit erettile superiore al 60 per cento.

Seguono con un rischio un po’ più basso, ma sempre superiore a quello dei non fumatori, coloro che hanno totalizzato un numero di sigarette inferiore.

Ma non c’è soltanto l’assunzione diretta: il fumo passivo comporta un aumento del rischio simile a quello dei fumatori più moderati (con 10-19 pacchetti-anni sulle spalle).

Non-smokers do it better

Negli ultimi anni gli studi scientifici hanno cercato di chiarire se il disturbo erettile sia semplicemente la conseguenza delle lesioni aterosclerotiche prodotte dal fumo nei vasi sanguigni di tutto l’organismo oppure sia dovuto anche a un effetto indipendente del fumo sul funzionamento dei meccanismi dell’erezione.

Quest’ultima ipotesi sembra essere la più probabile, in base all’osservazione che l’associazione tra fumo e disfunzione erettile è presente anche in uomini relativamente giovani (entro i 50 anni) che ancora non hanno segni clinici di malattie cardiovascolari e presentano in misura minore altri fattori di rischio.

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A spiegare il disturbo dell’erezione, prima ancora che intervengano le alterazioni vascolari di natura aterosclerotica, potrebbe essere l’alto contenuto nel fumo di sigaretta di radicali liberi dell’ossigeno (ROS, Reactive Oxigen Species), composti tossici che hanno un effetto nocivo immediato sulla microcircolazione del pene.

I dati clinici dimostrano anche che in questo stadio, in cui il deficit erettile è ancora solo funzionale, la cessazione del fumo porta a un sensibile miglioramento. Rinunciare, davvero, ne vale la pena.

Un disturbo, molte cause

L’erezione è il risultato finale di una serie di processi che si innescano a catena, coinvolgendo le strutture nervose, muscolari e vascolari del pene.

Poiché nell’attivazione della sequenza sono implicati anche fattori psicologici (stress, ansia, depressione, problemi relazionali eccetera) defaillance occasionali o di breve periodo non devono preoccupare.

Inoltre, una diminuzione dell’efficienza di questi meccanismi è un fenomeno da considerarsi normale in età avanzata: a 70 anni oltre il 60% degli uomini presenta, in vario grado, difficoltà nel raggiungimento o nel mantenimento dell’erezione.

All’origine del calo fisiologico della potenza sessuale sono soprattutto le alterazioni vascolari normalmente legate all’invecchiamento.

Motivo per cui un di­sturbo erettile persistente che insorga precocemente, soprattutto al di sotto dei 50 anni, deve invece essere ricondotto a condizioni non fisiologiche.

Tra queste ci sono alcune patologie sistemiche e alcuni fattori locali che danneggiano l’innervazione e le strutture vascolari del pene, oppure interferiscono con la componente neuro-endocrina dell’eccitazione sessuale.

Le altre possibili cause

  • Cause vascolari: ipertensione, aterosclerosi, diabete.
  • Cause endocrine: deficit di testosterone, iperprolattinemia, disfunzioni tiroidee.
  • Cause neurologiche: sclerosi multipla, morbo di Parkinson, patologie o traumi della colonna vertebrale, traumi o interventi chirurgici in sede pelvica (per esempio sulla prostata o sulla vescica).
  • Cause iatrogene: effetti collaterali di terapie si riscontrano per alcuni sedativi, ansiolitici, antidepressivi, antipertensivi, antinfiammatori, in caso di cure ormonali o radioterapia a livello dei testicoli.
  • Stili di vita: fumo di sigaretta, abuso di alcol, consumo di droghe.

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Fotomggi Mario Maggi
Andrologo e sessuologo

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