Le cose da sapere se soffri di allergie respiratorie

Fenomeno in crescita, colpisce il 25% degli italiani. Alcuni suggerimenti per vivere bene e non rinunciare alle attività che preferite.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 5 minuti

Fenomeno in crescita, colpisce il 25% degli italiani. Alcuni suggerimenti per vivere bene e non rinunciare alle attività che preferite.

La più comune malattia del sistema immunitario, che colpisce, solo in Italia, un quarto della popolazione compresa tra i 18 e i 44 anni. Parliamo delle allergie respiratorie, con cui è però possibile convivere senza ansie, mettendo in pratica alcuni semplici suggerimenti.

Che cosa sono?

Le allergie rappresentano una risposta "sbagliata" del nostro sistema immunitario, che identifica come dannosa una sostanza che invece non lo è. Queste molecole vengono denominate allergeni: ne esistono centinaia, ma alcuni sono più comuni di altri.

I principali allergeni respiratori sono rappresentati da:

  • polline, fieno o altri frammenti di piante
  • acari della polvere
  • animali (in particolare il loro pelo)
  • spore e muffe.

Le allergie da polline, che sono tra le più diffuse, sono caratterizzate da una certa stagionalità e ricorrenza nel corso dell’anno, determinata dal ciclo delle piante che producono e immettono nell’ambiente i diversi tipi di polline.

Cosa provocano?

Quando il nostro organismo entra in contatto con un allergene considerato nocivo, attiva tutta una serie di reazioni allo scopo di espellerlo il più in fretta possibile. In particolare, produce degli anticorpi, le IgE, che sono specifici rispetto a ogni singolo allergene. Gli anticorpi, a loro volta, attivano una risposta infiammatoria, definita attacco allergico.

I sintomi di questo fenomeno possono comprendere:

  • congestione e naso gocciolante
  • prurito e lacrimazione degli occhi
  • infiammazione delle mucose
  • tosse continua.

Possono però manifestarsi anche sintomi più intensi, come le difficoltà respiratorie gravi tipiche di un attacco asmatico, durante il quale:

  • i muscoli delle vie aeree si contraggono, restringendo il passaggio e riducendo il flusso d'aria ai polmoni
  • i tessuti circostanti si infiammano, gonfiandosi, e rendendo sempre più difficile il passaggio dell'aria
  • a volte, può verificarsi la produzione di muco, che va a ostruire ulteriormente bronchi e trachea.

Come prevenire le crisi?

In camera da letto:

  • utilizzate fodere e lenzuola antiallergici
  • lavate la biancheria almeno una volta a settimana in acqua calda (superiore ai 60°C) per eliminare gli acari della polvere
  • attivate deumidificatori per ridurre la formazione di muffa
  • eliminate tappeti o animali di peluche, oppure lavateli spesso in acqua calda (superiore ai 60°C).

Inoltre, non permettete ai vostri amici animali di salire su letti o divani, per impedire che vi si depositino peli.

Se invece siete allergici al polline:

  • cercate di prediligere attività sportive indoor, almeno nei mesi in cui le piante rilasciano i pollini che vi provocano sofferenza
  • preferite le uscite in prima mattina o tarda serata, evitando le ore di maggiore concentrazione pollinica
  • evitate le gite in campagna, soprattutto in caso di vento
  • non passeggiate nei prati dove sia stato fatto di recente il taglio dell'erba
  • se viaggiate in macchina o in treno, tenete i finestrini chiusi e attivate un impianto di aria condizionata, possibilmente munito di filtro anti-polline.

Cosa fare durante una crisi?

Se la cosa migliore da fare per prevenire un attacco allergico è, di fatto, evitare il contatto con l'allergene incriminato, fondamentale è sapere come comportarsi in caso si verifichi una crisi.

I sintomi possono essere contenuti assumendo farmaci da banco, come:

Nel caso di allergie più gravi, i cui sintomi perdurano per periodi di tempo più lunghi e con maggiori effetti, una soluzione è quella di sottoporsi all'immunoterapia: si tratta di iniezioni di allergene diluito a concentrazioni via via crescenti. Lo scopo è quello di rieducare il nostro sistema immunitario, in modo che l'organismo si abitui alla presenza dell'antigene e riduca la risposta che scatena l’allergia.

Valentina Torchia

CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
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