L'agopuntura che "spegne" il conato

Il vomito si può tenere sotto controllo anche con l'antica disciplina orientale.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti
Agopuntura vomito efficacia

La nausea, quella sgradevolissima sensazione che spesso esita nell’espulsione del contenuto gastrico, ovvero nel vomito, può essere tenuta sotto controllo anche da metodi alternativi.

Nausea e vomito: siano essi causati da stati fisici come la gravidanza, o da disturbi come gastrite, intossicazione alimentare, digestione difficile, oppure da intolleranza a un farmaco o da disagio legato al trasporto su veicoli, sono sempre accompagnati da spiacevolissime sensazioni.

Si parte in genere con malessere generale, vertigini e senso di svenimento, repulsione per il cibo e mal di testa fino a passare alle contrazioni dell’apparato digerente (i conati di vomito) che determinano l’espulsione di cibi o altre sostanze gastriche.

Dalla Cina i rimedi alternativi

Tra i rimedi, anche la medicina cinese offre delle soluzioni con l’agopuntura.

Questa tecnica si basa su concetti quali “l’equilibrio dinamico” delle energie del corpo, ovvero un equilibrio, un’armonia che costantemente ridefinisce se stessa, e “l’approccio olistico” al paziente, cioè la visione globale dell’essere vivente nelle sue componenti psico-fisiche.

Per l’agopuntura l’organismo è in grado di mantenere costanti le condizioni chimico-fisiche interne anche al variare delle condizioni ambientali e questo è possibile grazie all’equilibrio tra le energie opposte del nostro corpo chiamate “yin” e “yang”.

Per semplificare possiamo dire che tutto ciò che è basso, buio, freddo, immobile, interno sotterraneo, passivo, ricettivo è yin, mentre ciò che è alto, chiaro, caldo, etereo, mobile, esterno, solare, attivo e dinamico è yang.

La proposta di riequilibrio dell’agopuntura è quella della stimolazione dei punti che convogliano l’energia e che si concentrano lungo i “meridiani”, delle linee immaginarie che collegano diversi punti del corpo.

Come spiega un esperto del settore, Emilio Minelli, l’agopuntura è basata sul concetto che infiggendo gli aghi in punti ben precisi si modula e regolarizza il flusso energetico.

La declinazione occidentale dell’agopuntura

Esistono oggi in commercio dei prodotti che sfruttano le teorie dell’agopuntura e dell’agopressione (a differenza dell’agopuntura si stimolano i punti energetici senza bucare la cute) oppure la digitopressione (che si effettua con le mani al posto de gli aghi).

Questi prodotti, che si trovano nelle nostre farmacie, sono dei bracciali elastici che hanno un bottoncino da un lato con il quali è possibile stimolare un punto posto vicino al polso, per ottenere sollievo da tutti i tipi di nausea, senza nessun tipo di controindicazione.

Anche la fitoterapia viene “naturalmente” in aiuto

Qualche suggerimento? Eccone alcuni. Nausea da viaggio? Portate con voi un kit composto da olio essenziale di basilico, di bergamotto o di rosmarino da annusare ai primi sintomi. Oppure masticate delle tavolette di zenzero.

Mal di mare? Usate qualche goccia di olio essenziale di sandalo o mandarino.

Siete delle neomamme e soffrite di gonfiore addominale e nausea? Usate il cocktail terapeutico di finocchio e menta.

Se state pagando con la nausea delle indigestioni alimentari, ricorrete invece a infusi di santoreggia.

Quando la nausea si accompagna a coliche e spasmi usate infine delle gocce di melissa, oppure la semplice e tradizionale tazza di camomilla.

Bruna Parisi

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Samanta mazzocchi Samanta Mazzocchi
Specialista in Gastroenterologia ed endoscopia digestiva

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A provocare la nausea possono essere tante cause. Ecco i consigli del farmacista su come mandarla via in fretta.

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Sette trucchi per digerire meglio

  • Digerire pranzo stress

    Mangia con calma

    La fretta è il peggior nemico della digestione. Meglio prendersi il tempo necessario per mangiare e masticare con calma, boccone dopo boccone. Meglio evitare quindi il panino ingurgitato in fretta e furia al bancone del bar perché è il modo migliore per sentirlo andare su e giù per tutta la giornata. Se possibile, nella pausa pranzo, vanno evitate anche le fonti di stress. Quindi niente discussioni di lavoro, almeno a tavola.

  • Digestione pantaloni

    Evita le cinture che “strizzano” la vita

    Almeno un merito la tanto vituperata moda dei pantaloni “a vita bassa” ce l’ha: lascia libero lo stomaco da inutili costrizioni, facendo appoggiare le cinture o fasce sui fianchi. Chi invece preferisce vestirsi in modo più classico deve orientarsi verso tagli più morbidi e tessuti meno rigidi. E le donne che indossano gonne o shorts e collant dovrebbero evitare di posizionare gli elastici proprio all’altezza dell’ombelico.

  • Digerire fritto

    Stai lontano dai cibi grassi

    Fritti e condimenti a base di burro sono tra gli alimenti più difficili e lunghi da digerire. Lo stomaco deve lavorare un bel po’ prima di riuscire a smaltirli. Chi soffre di problemi digestivi deve quindi evitare, a pranzo e a cena, di mettere troppi grassi nel piatto.

  • Pennicchella digestione

    No alla pennichella

    Dopo un pranzo abbondante, a volte anche dopo un pasto leggero, viene l’abbiocco. Non è nulla di grave: il sangue scorre copioso verso lo stomaco, per favorire la digestione, e diminuisce l’afflusso al cervello. Stanchezza, spossatezza, palpebre abbassate sono un fenomeno naturale. Meglio evitare però la classica pennichella se si fa fatica a digerire perché la posizione orizzontale e il sonno non facilitano il lavoro dello stomaco.

  • Acqua digestione

    L’acqua frizzante non serve

    C’è chi pensa che l’acqua gassata aiuti a digerire. Sarebbe bello, ma in realtà è soltanto un’impressione. L'anidride carbonica non ha alcuna proprietà digestiva: le bollicine si limitano a dilatare lo stomaco, favorendo l'espulsione del gas. Ma questo non certo è sinonimo di digestione.

  • Digestione freddo

    Niente sbalzi di temperatura dopo mangiato

    Anche il classico colpo d’aria allo stomaco, così come il tuffarsi in acqua, subito dopo un pasto è un deterrente alla digestione. Il freddo è un ostacolo al lavoro dello stomaco e se per alcune fortunate persone non cambia nulla, per quelli che soffrono di difficoltà digestive può rappresentare un problema.

  • Antiacido

    Un antiacido all’occorrenza

    Se dopo il pasto insorgono bruciori e dolori allo stomaco è molto probabile che ci sia un problema di iperacidità gastrica. Niente di grave, se succede di tanto in tanto. Nella gran parte dei casi può bastare un antiacido, di quelli che si comprano in farmacia senza ricetta medica. Si tratta di sostanze che reagiscono con l'acido cloridrico, neutralizzandolo. Si presentano sotto forma di compresse o granulati, come per esempio i preparati a base di carbonato di calcio e di magnesio. Neutralizzano rapidamente l'iperacidità e sono rimedi efficaci per facilitare la digestione.


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