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Influenza: le complicazioni nei bambini

L'influenza nei bambini sani in genere si risolve senza conseguenze. Ma le eventuali complicazioni richiedono attenzioni specifiche.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti
Influenza bambini complicazioni

Orecchio, seni paranasali e bronchi: sono queste le sedi in cui più spesso si verificano le complicazioni dell’influenza nei bambini. Di solito non sono molto gravi, anche se richiedono attenzioni specifiche.

Nella stragrande maggioranza dei casi l’influenza, anche nei bambini, si risolve senza particolari conseguenze.

Questo vale soprattutto per i bambini non troppo piccoli e per quelli che non hanno altri disturbi.

Quelli più piccoli rappresentano invece una categoria considerata a rischio di complicanze, e richiedono cure specifiche. Soprattutto i neonati, il cui sistema immunitario non è ancora sviluppato del tutto.

Le complicanze più frequenti tra i bambini sono le otiti e le bronchiti, che in genere non sono particolarmente pericolose; meno comuni sono il croup, cioè un’ostruzione della laringe, le convulsioni febbrili e le polmoniti.

Le più gravi, ma per fortuna molto rare, sono quelle che coinvolgono il sistema nervoso centrale, come per esempio la Sindrome di Reye o l’encefalite.

Otiti post influenza

Nei bambini e nei ragazzi giovani l’otite media è una delle complicanze più frequenti. Si presenta con dolore locale e febbre, a volte accompagnati da fuoriuscita di siero dall’orecchio e perdita temporanea dell’udito.

I più piccoli potrebbero avere difficoltà a spiegare ai genitori l’origine del dolore però hanno spesso atteggiamenti tipici, come tirarsi l’orecchio, associati a irritabilità, pianto, difficoltà ad addormentarsi.

L’ispezione dell’orecchio da parte del pediatra potrà confermare la presenza di otite e, nei casi di infezione batterica, verrà prescritto un trattamento antibiotico.

Croup e si rimane senza fiato

La parola “croup” indica un’infezione acuta che coinvolge laringe, trachea e bronchi e si manifesta con difficoltà a respirare, tosse rauca e secca e un suono stridulo durante l’inspirazione.

Sono il gonfiore e l’edema causati dall’infiammazione a ostruire il passaggio dell’aria.

La forma virale colpisce di solito prima dei tre anni e in genere migliora con l’inalazione di aria calda e umida tramite aerosol.

Convulsioni febbrili, terribili ma non pericolose

Possono comparire come reazione alla febbre, specie all’inizio di una malattia infettiva, in bambini di età inferiore ai sei anni e con sistema nervoso particolarmente eccitabile.

Possono durare anche alcuni minuti e il bambino può a volte perdere conoscenza. Alla fine dell’episodio in genere compare una profonda sonnolenza.

Le convulsioni febbrili, anche se molto scioccanti per i genitori, di solito non sono pericolose e non hanno ripercussioni sulla salute del bambino. Basta fare attenzione a escludere altre cause (come meningiti o encefaliti).

Dal momento che a provocarle è la febbre, la temperatura nei bambini va sempre abbassata, anche quando non è molto elevata.

E se compaiono convulsioni bisogna scoprire il bambino e applicare qualche cosa di fresco (borsa del ghiaccio, asciugamani bagnati) su fronte e collo. Soltanto quando la convulsione è cessata si può somministrare paracetamolo.

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Battaglioli1 Marina Battaglioli
Pediatra e neonatologa

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