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febbre raffreddore influenza

Influenza: attenti ai colpi di coda dell’inverno

È meglio continuare a seguire le regole della prevenzione se si vuole evitare il problema influenza.

Fare attenzione agli sbalzi di temperatura, stare lontani dai luoghi troppo affollati, lavare spesso le mani ed evitare di portarle alla bocca, al naso o agli occhi. Mettere in tavola frutta e verdura ricche di vitamine e minerali, coprirsi bene quando si esce di casa.

Le regole che per tutto l’inverno ci hanno messo al riparo dai malanni di stagione devono essere rispettate ancora per un po’. I virus sono ancora in circolazione e possono sempre colpirci a tradimento.

Fondamentale, in questi casi, è agire subito nel modo corretto. Se ai primi segnali di stanchezza le ossa sembrano dolorare un po’, la testa diventa pesante e scoppia il primo starnuto e non vedete l’ora di mettervi a letto, nessun problema. Andateci, in caso di influenza il riposo è la migliore medicina.

Consente all’organismo di risparmiare energie e di concentrarsi sull’attività più importante e urgente: combattere i virus attraverso il sistema immunitario.

Per alcuni giorni (da tre a sette) bisogna restare a casa, in un ambiente non troppo caldo, mangiando cibi digeribili ma nutrienti, aumentando l’assunzione di vitamine, con tanta frutta fresca e/o integratori multivitaminici e di minerali di qualità.

Bisogna anche bere molti liquidi, perché la febbre alta fa sudare parecchio e, quindi, occorre reidratare l’organismo.

I farmaci contro l’influenza

Ormai è assodato che, in caso di influenza, la terapia da mettere in atto è squisitamente sintomatica e si basa su farmaci di automedicazione.

A seconda dell’azione richiesta si possono utilizzare: antidolorifici per alleviare il dolore (mal di testa, mal di gola e indolenzimenti muscolari); antipiretici e antinfiammatori per spegnere l’infiammazione e abbassare la febbre sedativi della tosse e decongestionanti nasali per inibire rispettivamente lo stimolo della tosse e ridurre la produzione di muco; mucolitici ed espettoranti per favorire l’espettorazione delle secrezioni catarrali.

Negli ultimi anni si è parlato parecchio dei medicinali antivirali come “strumenti” per combattere l’influenza. In realtà molto spesso sono superflui, dal momento che l’influenza è una patologia che si autolimita, cioè si risolve da sola nella stragrande maggioranza dei casi.

Inoltre, tali medicinali devono essere prescritti da un medico, proprio perché il loro profilo rischio/beneficio deve sempre essere valutato attentamente.

Un’altra categoria di farmaci tirata spesso in ballo quando si parla di malanni invernali è quella degli antibiotici.

Anzitutto è bene ribadire che, nell’influenza, gli antibiotici normalmente non servono, dal momento che non sono efficaci contro i virus.

Vanno usati soltanto nel caso in cui insorgano complicazioni batteriche e deve sempre essere il medico, dopo attenta analisi, a prescriverli.

Peraltro, la brutta abitudine di assumerli per contrastare malanni lievi, tanto frequente negli anni scorsi e oggi per fortuna meno diffusa, ha generato il cosiddetto fenomeno della resistenza antibiotica che, nel tempo, ha portato allo sviluppo di ceppi di batteri non più sensibili a determinati farmaci.


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