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febbre raffreddore influenza

Influenza: attenti ai colpi di coda dell’inverno

È meglio continuare a seguire le regole della prevenzione se si vuole evitare il problema influenza.
Tempo di lettura: 4 minuti
Ultimo aggiornamento: 28 Novembre 2019

Fare attenzione agli sbalzi di temperatura, stare lontani dai luoghi troppo affollati, lavare spesso le mani ed evitare di portarle alla bocca, al naso o agli occhi. Mettere in tavola frutta e verdura ricche di vitamine e minerali, coprirsi bene quando si esce di casa.

Le regole che per tutto l’inverno ci hanno messo al riparo dai malanni di stagione devono essere rispettate ancora per un po’. I virus sono ancora in circolazione e possono sempre colpirci a tradimento.

Fondamentale, in questi casi, è agire subito nel modo corretto. Se ai primi segnali di stanchezza le ossa sembrano dolorare un po’, la testa diventa pesante e scoppia il primo starnuto e non vedete l’ora di mettervi a letto, nessun problema. Andateci, in caso di influenza il riposo è la migliore medicina.

Consente all’organismo di risparmiare energie e di concentrarsi sull’attività più importante e urgente: combattere i virus attraverso il sistema immunitario.

Per alcuni giorni (da tre a sette) bisogna restare a casa, in un ambiente non troppo caldo, mangiando cibi digeribili ma nutrienti, aumentando l’assunzione di vitamine, con tanta frutta fresca e/o integratori multivitaminici e di minerali di qualità.

Bisogna anche bere molti liquidi, perché la febbre alta fa sudare parecchio e, quindi, occorre reidratare l’organismo.

I farmaci contro l’influenza

Ormai è assodato che, in caso di influenza, la terapia da mettere in atto è squisitamente sintomatica e si basa su farmaci di automedicazione.

A seconda dell’azione richiesta si possono utilizzare: antidolorifici per alleviare il dolore (mal di testa, mal di gola e indolenzimenti muscolari); antipiretici e antinfiammatori per spegnere l’infiammazione e abbassare la febbre sedativi della tosse e decongestionanti nasali per inibire rispettivamente lo stimolo della tosse e ridurre la produzione di muco; mucolitici ed espettoranti per favorire l’espettorazione delle secrezioni catarrali.

Negli ultimi anni si è parlato parecchio dei medicinali antivirali come “strumenti” per combattere l’influenza. In realtà molto spesso sono superflui, dal momento che l’influenza è una patologia che si autolimita, cioè si risolve da sola nella stragrande maggioranza dei casi.

Inoltre, tali medicinali devono essere prescritti da un medico, proprio perché il loro profilo rischio/beneficio deve sempre essere valutato attentamente.

Un’altra categoria di farmaci tirata spesso in ballo quando si parla di malanni invernali è quella degli antibiotici.

Anzitutto è bene ribadire che, nell’influenza, gli antibiotici normalmente non servono, dal momento che non sono efficaci contro i virus.

Vanno usati soltanto nel caso in cui insorgano complicazioni batteriche e deve sempre essere il medico, dopo attenta analisi, a prescriverli.

Peraltro, la brutta abitudine di assumerli per contrastare malanni lievi, tanto frequente negli anni scorsi e oggi per fortuna meno diffusa, ha generato il cosiddetto fenomeno della resistenza antibiotica che, nel tempo, ha portato allo sviluppo di ceppi di batteri non più sensibili a determinati farmaci.

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