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Fegato: che cosa fa, come funziona e la sua anatomia

Spesso trascurato, il fegato svolge innumerevoli funzioni essenziali. È quindi essenziale mantenerlo in salute.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 7 minuti
Fegato funzioni

Nonostante sia un organo che svolge innumerevoli funzioni essenziali, il fegato è spesso trascurato. Un errore da non fare. Vediamo perché e come tenerlo in salute.

Il fegato è l'organo più grande e uno dei più complessi del nostro organismo, anche se spesso tendiamo a sottovalutarne l’importanza. Questo in parte è dovuto al fatto che il fegato non da segno di sé nemmeno quando è danneggiato per il 70 per cento della sua estensione.

Non soltanto, infatti, riesce a far fronte ai suoi doveri anche quando è molto compromesso, ma al suo interno mancano i recettori del dolore ed è quindi difficile capire presto che qualcosa non va come dovrebbe.

Cerchiamo, quindi, di conoscerlo meglio e di imparare che cosa fare per non danneggiarlo.

Un laboratorio chimico specializzato

Definire che cosa sia il fegato non è semplice. Dal punto di vista anatomico e funzionale può essere considerata una ghiandola in quanto molte delle sue attività consistono nel sintetizzare, immagazzinare e secernere sostanze.

A tutti gli effetti si comporta però soprattutto come un “laboratorio chimico altamente specializzato”, definizione meno ortodossa, ma senz’altro calzante con quella che è la sua vera attività di centro multifunzionale.

Tutte le molecole che vengono prodotte o introdotte nell’organismo prima o poi devono, infatti, fare i conti con il fegato per essere metabolizzate, modificate e quindi rimesse in circolo o eliminate per sempre.

L’anatomia del fegato

Non è un caso se è al centro del nostro corpo, anche fisicamente: si trova all’estremità superiore dell’addome (un po' decentrato sulla destra) tra il diaframma e lo stomaco e l’intestino. Una posizione protetta, almeno parzialmente, da eventuali colpi.

Nell’adulto raggiunge i 1.200-1.500 grammi. È suddiviso in due lobi, destro e sinistro ed è rivestito da un involucro di tessuto connettivo il quale forma setti che penetrano all’interno suddividendolo in numerose formazioni denominate lobuli epatici che sono le vere unità funzionali dell’organo.

Il 75% del sangue che arriva al fegato è venoso e arriva dal tratto gastrointestinale e dalla milza. Si tratta di sangue scarsamente ossigenato ma ricco di sostanze nutritive introdotte con l’alimentazione che il fegato ha il compito di metabolizzare o immagazzinare a seconda delle necessità.

Il sangue arterioso ricco di ossigeno che come per tutti gli organi è necessario per mantenere vitali le sue cellule fornisce il rimanente 25% dell’apporto ematico complessivo al fegato.

Le attività principali

In estrema sintesi le funzioni del fegato possono essere suddivise in:

  • Regolazione, sintesi e secrezione di sostanze importanti per la stabilità delle normali condizioni fisiologiche dell’organismo (omeostasi).

  • Immagazzinamento e metabolismo di importanti sostanze nutritive, quali glicogeno (usato come “energia a rapido utilizzo” per l’organismo), proteine, grassi (lipidi) e vitamine.

  • Metabolismo ed escrezione di prodotti di rifiuto, farmaci e tossine.

Per quanto riguarda le sostanze prodotte non si può non citare per prima la bile, che viene trasportata e immagazzinata nella vicina colecisti (o cistifellea) da dove viene rilasciata nell’intestino all’occorrenza, per favorire la digestione e l’assorbimento dei grassi e delle vitamine alimentari A, E e K.

Oltre alla bile il fegato produce anche il glucosio, alcuni lipidi e proteine.

La funzione fondamentale nel metabolismo dei carboidrati è mantenere costanti i valori della glicemia immagazzinando glicogeno oppure scindendolo rapidamente e immettendo nel sangue glucosio, in relazione con le esigenze che di volta in volta l’organismo presenta.

Tra i lipidi il fegato sintetizza il tanto bistrattato colesterolo che però è fondamentale per mantenere l’integrità delle membrane cellulari e per la sintesi della bile e delle lipoproteine che circolano nel sangue trasportando colesterolo e acidi grassi (una fonte di energia) tra il fegato e gli altri tessuti e viceversa.

Delle proteine va detto, invece, che la maggior parte di quelle plasmatiche (a esclusione degli anticorpi che sono prodotti dalle cellule del sistema immunitario) vengono sintetizzate e secrete dal fegato.

Tra queste è importante ricordare l’albumina e la maggior parte delle proteine responsabili della coagulazione del sangue (fattori della coagulazione) che, se carenti come in molte patologie epatiche, possono portare rispettivamente a edema (gonfiore dovuto al ristagno di liquidi nello spazio interstiziale) o emorragia massiva anche per traumi lievi.

Per quanto concerne la funzione di immagazzinamento, oltre al glucosio (in forma di glicogeno) il fegato immagazzina anche vitamine liposolubili (vitamine A, D, E e K), folati, vitamina B12 e minerali, come rame e ferro.

Il fegato svolge poi un ruolo chiave nel metabolismo della maggior parte degli ormoni e dei farmaci attivandoli per le loro funzioni o al contrario degradandoli per renderli inutilizzabili quando non sono più necessari.

Uno spazzino eccellente

La funzione che però rende meglio l’idea dell’importanza anche vitale del fegato è senza dubbio quella di metabolismo ed escrezione di sostanze che possono risultare tossiche.

Il fegato metabolizza l’alcol e i veleni ingeriti anche accidentalmente con gli alimenti trasformandoli in composti meno dannosi per l’organismo e rimuove dal sangue sostanze quali per esempio l’ammoniaca (che deriva dal metabolismo delle proteine ma è tossica soprattutto per il cervello) e la bilirubina, un pigmento di colore giallastro proveniente dalla degradazione dell’emoglobina contenuta nei globuli rossi, eliminandole con le urine e nell’intestino insieme con la bile.

Questa funzione lo espone però a subire per primo le azioni degli agenti lesivi che possono essere neutralizzate fino a un certo punto. Per questo, è sempre bene stare attenti a quello che si introduce e, nel caso di sostanze che possono sovraffaticare il fegato (primi tra tutti alcol, sostanze d'abuso e molti farmaci), limitarne il più possibile le quantità.

Emanuela Zerbinatti

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