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Allergie e intolleranze alimentari: qual è la differenza?

Sono sempre più numerose le persone che sostengono di soffrire di un’allergia o di un’intolleranza a un alimento, senza conoscerne la reale differenza.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti

Sono sempre più numerose le persone che sostengono di soffrire di un’allergia o di un’intolleranza a un alimento, senza conoscerne la reale differenza.

Spesso i termini allergia e intolleranza alimentare vengono confusi fra loro.

L’allergia alimentare è una reazione avversa a un alimento mediata da meccanismi immunologici. Ha la caratteristica di essere riproducibile, nel senso che viene provocata ripetutamente dall’esposizione a un determinato cibo. Si può manifestare con vari tipi di reazione, in base al coinvolgimento di specifici anticorpi e/o di altri “mediatori” cellulari. Le forme più pericolose sono quelle mediate da anticorpi della classe delle immunoglobuline E (IgE), ma esistono anche forme non IgE-mediate o miste.

Quando si parla di intolleranze alimentari ci si riferisce, invece, a tutte quelle reazioni avverse al cibo che non sono mediate dal sistema immunitario come, per esempio, l’intolleranza al lattosio, dovuta alla mancata o ridotta produzione dell’enzima lattasi, che consente di digerire questo zucchero contenuto soprattutto nel latte e nei suoi derivati.

I diversi tipi di intolleranza alimentare

I meccanismi alla base delle intolleranze alimentari sono ancora poco chiari. Di norma queste reazioni avverse al cibo vengono distinte in alcune categorie principali: enzimatiche, farmacologiche e “tossiche”.

Le forme enzimatiche, come l’intolleranza al lattosio, derivano dall’incapacità di metabolizzare sostanze contenute negli alimenti per la mancanza o la carenza di specifici enzimi. Alcuni considerano anche la celiachia un’intolleranza (in questo caso al glutine), ma in realtà si tratta di una malattia autoimmune.

Le forme farmacologiche sono legate all’eccessiva “sensibilità” ad alcune sostanze contenute nei cibi, per esempio caffeina, istamina, etanolo.

Le forme tossiche sono le più complesse: si tratta di intolleranze associate agli additivi aggiunti agli alimenti, come per esempio solfiti, glutammato di sodio, addensanti, dolcificanti. In questi casi è spesso molto labile il confine tra allergia e intolleranza: le manifestazioni sono così variabili che non si può escludere la possibilità di un’interazione tra meccanismi biochimici e immunologici.

Purtroppo ancora oggi non esistono test validati scientificamente per diagnosticarle, fatta eccezione per l’intolleranza al lattosio (breath test).

Come diagnosticare un'allergia alimentare

Diversamente da quanto accade con le intolleranze, le allergie alimentari, in particolare quelle IgE-mediate, possono contare su test diagnostici di provata efficacia.

Di norma, in presenza di sintomi sospetti, si ricorre a test cutanei e/o sierologici (la determinazione delle IgE-specifiche). Questi esami consentono di identificare la sensibilizzazione nei confronti dei vari alimenti che possono comportarsi come allergeni. La conferma diagnostica si può però avere solo con il test di provocazione orale in ambiente protetto, che comporta alcuni rischi e quindi viene proposto solo in casi selezionati.

Antonella Sparvoli

CONSULTA L’ARCHIVIO DI ALLERGIE ALIMENTARI
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