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Diabete, i legumi possono aiutare

Fagioli & Co. regolano l'assorbimento degli zuccheri, dando una mano alla glicemia.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti
Diabete legumi dieta

Fagioli, piselli, lenticchie e affini mentre forniscono energia e proteine, ma aiutano anche a regolare l’assorbimento degli zuccheri mantenendo controllata la glicemia.

Nella cura del diabete l’obiettivo principale è tenere sotto controllo la glicemia perché una concentrazione di glucosio nel sangue costantemente elevata è la maggior causa dei danni a tutti i principali organi legati alla malattia.

Nel caso del diabete di tipo 2 un’alimentazione corretta, talvolta da sola, più spesso accompagnata da farmaci ed esercizio fisico, è uno dei mezzi fondamentali per raggiungere lo scopo.

Tra gli alimenti più utili e sani da inserire regolarmente in una dieta equilibrata ci sono i legumi. Molti studi hanno dimostrato che fagioli, piselli, fave, ceci, lenticchie e tutti gli altri semi delle leguminose hanno benefici effetti sulla glicemia.

Perché fanno bene

I legumi fanno parte degli alimenti con basso indice glicemico, cioè quegli alimenti che hanno un’influenza diretta sulla glicemia poco significativa e possono quindi essere consumati abbastanza liberamente anche in presenza di diabete.

Si è scoperto inoltre che esercitano un’azione positiva generale perché funzionano come una specie di regolatori del traffico nel nostro organismo: fanno in modo che i carboidrati, assunti per esempio con la pasta o il riso, siano assorbiti lentamente e gradualmente, evitando così che gli zuccheri che ne derivano si riversino nel sangue troppo rapidamente causando brusche impennate di glicemia subito dopo il pasto.

Questo effetto di “contenimento” dei rapidi aumenti di glicemia è particolarmente importante perché proprio i picchi iperglicemici ripetuti sono corresponsabili dello sviluppo di complicanze, soprattutto di quelle vascolari e circolatorie, in particolar modo nel diabete di tipo 2.

Buoni per diabetici e per gli altri

Per la loro capacità di favorire la stabilità della glicemia i legumi aiutano a prevenire anche le crisi ipoglicemiche, ovvero l’eccessivo abbassamento dei livelli di glucosio nel sangue tra un pasto e l’altro.

Un’altra evenienza negativa, che causa malessere, debolezza e che, se protratta nel tempo, può condurre fino al coma. Rischio a cui vanno incontro soprattutto i diabetici in terapia insulinica.

Il consumo abituale di legumi contribuisce anche a far diminuire il colesterolo e i grassi (trigliceridi) e a prevenire quindi disturbi cardiovascolari. Per questo sono consigliabili non soltanto a chi ha il diabete, ma a tutti.

Almeno tre volte la settimana

Secondo le indicazioni della Società italiana di diabetologia è opportuno consumare questi cibi almeno tre volte la settimana.

La grande varietà di legumi esistente, i tanti modi di cucinarli e le innumerevoli possibilità di abbinamenti (nel sugo di un primo piatto, o come zuppa, o, ancora come contorno e così via) tengono lontano il rischio di una dieta monotona.

Piatti unici come pasta e fagioli e zuppa di ceci o di lenticchie sono particolarmente raccomandabili per il mantenimento di un buon controllo glicemico, oltre che per l’apporto di proteine e per l’effetto equilibratore sulla funzionalità intestinale.

Complemento a una vita sana

Naturalmente, una dieta ricca di fagioli, fave, ceci, piselli e altri legumi può dare benefici soltanto all’interno di una corretta gestione del proprio diabete: scrupoloso rispetto della terapia prescritta, regolare autocontrollo glicemico, comportamenti e stili di vita sani ed equilibrati, a partire dalla moderazione a tavola.

Stefano Visintin

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