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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Curcuma ed effetti lassativi"

Sono un uomo di 42 anni e 10 anni fa, a causa di un periodo di stipsi, ho cominciato ad assumere lassativi catartici diventandone in breve tempo schiavo. Dalla colonscopia risulta un colon atonico con severa melanosi. Recentemente, su suggerimento di un amico, ho smesso di assumere i lassativi e ho cominciato a prendete della curcuma in polvere la sera. I risultati sono stati oltre ogni mia aspettativa. Mi chiedo se questo effetto lassativo della curcuma sia meno dannoso di quello degli antrachinoni e se questo nuovo corso si accompagnerà alla scomparsa della melanosi o se anche la curcuma presenta gli effetti indesiderati dei catartici.

La curcuma è una spezie e un fitoterapico molto antico. Il rizoma contiene il 3% di curcumina, un polifenolo ad azione antinfiammatoria (inibisce l’attività di molte molecole ad azione proinfiammatoria come COX-2 e lipossigenasi). La curcuma è inoltre nota per le sue attività antibatterica, e le si attibuisce anche una azione antitumorale. Una delle principali caratteristiche è l’effetto protettivo sul fegato, per la documentata azione colagoga, coleretica (ovvero efficace nell’aumentare la produzione di bile) e spasmolitica delle vie biliari, che porta anche a un miglioramento della produzione e immissione di bile nel lume intestinale con importanti effetti benefici digestivi. Alcuni studi hanno inoltre documentato una sua efficacia nelle malattie del colon e nei suoi stati infiammatori, in particolare si è visto riduce il dolore addominale e il meteorismo nella sindrome del colon irritabile. Questo sempre in conseguenza della riduzione delle molecole infiammatorie responsabili delle alterazioni della motilità intestinale alla base di questa sindrome. Non è noto un effetto lassativo diretto, come quello irritante proprio degli antachinoni, sicuramente la sua azione antinfiammatoria sul colon non può che migliorare i danni creati dai catartici. Non sono stati riscontrati effetti collaterali in relazione alla sua assunzione, ma risulta controindicata in pazienti affetti da ostruzioni a carico delle vie biliari e calcoli della colecisti; dosi eccessive possono però causare disordini di origine gastrica.


Ha risposto Mazzocchi Samanta

Samanta mazzocchi

Samanta Mazzocchi

Specialista in Gastroenterologia ed endoscopia digestiva

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 2002 presso l’Università degli Studi di Pavia. Ha conseguito nel 2008 il diploma di Specializzazione in "Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva". Dal 2013 è dirigente medico presso l’Azienda Ospedaliere di Piacenza all’Ospedale di Castel San Giovanni e, in qualità di Medico Gastroenterologo, si occupa dell’ambulatorio di gastroenterologia e di endoscopia digestiva.

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