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bronchite, tosse, febbre

Bronchite senza febbre? Ecco che cosa fare

Come affrontarla e superarla. I farmaci vanno usati soltanto in alcuni casi.

Come affrontarla e superarla. I farmaci vanno usati soltanto in alcuni casi. Anche le terme sono utili.

Un'infiammazione scatenata da virus, batteri o agenti irritanti come il fumo di sigaretta, gli inquinanti presenti nell'aria e i gas tossici che contaminano alcuni ambienti di lavoro: la bronchite è tutto questo.

I sintomi caratteristici sono tosse, produzione di muco e dolori al petto.

La febbre non è, invece, una costante. In ogni caso, le cure da mettere in atto devono essere mirate a ridurre i disturbi e migliorare le capacità respiratorie.

Diverse sono le metodologie che il medico può applicare per diagnosticare una bronchite. Nella seguente tabella sono descritte le principali.

Esame
Funzione
Auscultazione attraverso stetoscopio
Individuare eventuali rumori anomali durante la respirazione
Radiografia al torace
Valutare infezioni più estese e che interessano per esempio i polmoni nel loro complesso (polmonite)
TAC
Accertare eventuali anomalie strutturali
Esami del sangue
Effettuare la conta leucocitaria e la ricerca di stati infettivi
Messa a coltura dell’espettorato
Determinare la presenza o meno di batteri
Spirometria
Misurare la quantità di aria che si immette nei polmoni

Farmaci soltanto in caso di necessità

La strategia migliore per guarire da questa infiammazione consiste nel garantirsi un riposo adeguato, bere molto ed evitare di respirare sostanze che possono irritare le vie respiratorie.

Non è invece sempre necessario assumere antibiotici: se non sono presenti batteri questi farmaci sono assolutamente inutili.

E se non c'è febbre è superfluo assumere antinfiammatori, mentre in presenza di muco non bisogna fare affidamento su farmaci che sopprimono la tosse, il cui impiego intrappolerebbe il catarro nelle vie respiratorie insieme agli irritanti che provocano la bronchite.

Per saperne di più leggi anche la scheda Mucolitici.

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Piuttosto, se la bronchite è dovuta ad asma o a una broncopatia cronica ostruttiva (BPCO) il medico potrebbe prescrivere farmaci, anche sotto forma di spray, che riducono l'infiammazione e facilitano la respirazione.

Un altro aspetto fondamentale della terapia è circondarsi di aria calda e umida, che aiuta a contrastare la tosse e a fluidificare il muco. Da questo punto di vista anche le terme possono rappresentare un valido aiuto.

I benefici delle acque sulfuree

Le acque termali sulfuree sono ricche di sostanze saline e di idrogeno solforato, la stessa molecola che conferisce loro il tipico odore di uovo marcio.

Oltre a favorire l'idratazione delle mucose, esercitano un'azione antisettica e battericida, promuovono la fluidificazione del muco, normalizzano il funzionamento delle vie nasali, stimolano il sistema immunitario e svolgono un'azione antinfiammatoria, il tutto senza effetti collaterali.

I diversi centri termali offrono soluzioni differenti (inalazioni caldo-umide, aerosol, nebulizzazioni, humage e docce nasali micronizzate), utili per svariate forme di bronchite (croniche, catarrali, asmatiche e bronchiectasie).

L'obiettivo è sempre far entrare acqua nelle vie respiratorie. Ciò che varia è la dimensione delle goccioline: per curare i bronchi sono più indicati gli aerosol, la nebulizzazione e l'humage, ma in presenza di molto muco può essere utile anche la ventilazione polmonare a pressione positiva intermittente.

Un’unica precauzione: non sottoporsi alle cure termali durante la fase acuta della bronchite, ma quando si ha a che fare con i suoi strascichi o per prevenire le recidive.

Seguendo questa semplice regola i benefici della terapia dovrebbero essere visibili dopo 12 giorni consecutivi di trattamento.

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Tursi
Francesco Tursi
Pneumologo


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