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tosse, raffreddore, aerosol, acqua di mare

Bambini: aerosol contro tosse e raffreddore

Bastano poche gocce di acqua marina nell'apparecchio.

Poche gocce di acqua marina nell’apparecchio possono fare molto, sia nella fase acuta sia come prevenzione nei confronti dei malanni invernali.

Non sempre i bambini le amano, ma le inalazioni con aerosol possono rivelarsi uno straordinario alleato per prevenire e curare infiammazioni e infezioni di naso e gola, così frequenti durante tutto l’anno e all’ordine del giorno nei mesi più freddi e nei cambi di stagione.

In base ai dati epidemiologici e all’esperienza pratica, durante l’infanzia gli episodi di raffreddore e tosse possono arrivare fino a 7-10 nell’arco dei dodici mesi e disporre di un metodo efficace e innocuo per contrastarli è fondamentale per assicurare al bambino il massimo benessere.

I benefici del vapore

L’aerosol rappresenta senz’ombra di dubbio una soluzione ideale. Il calore del vapore, infatti, insieme all’effetto umidificante delle microparticelle di acqua, permette di alleviare la sensazione di secchezza a carico della gola tipicamente associata alla tosse intensa (specie se non produttiva, come spesso è quella che accompagna l’influenza e i colpi di freddo) e di fluidificare l’eventuale muco troppo concentrato e ostico da espellere, facilitandone l’eliminazione.

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È un aspetto da non sottovalutare soprattutto nei bambini più piccoli (0-2 anni), nei quali l’impiego di farmaci mucolitici di qualunque tipo è assolutamente controindicato.

Questa azione favorevole può essere, poi, ulteriormente potenziata aggiungendo nel serbatoio del dispositivo per l’aerosol soluzioni caratterizzate da un’azione lenitiva e riequilibrante più specifica, come quelle isotoniche all’acqua di mare, acquistabili in farmacia.

Grazie ai sali minerali che contengono, in composizione simile a quelle dell’acqua marina, amplificano l’effetto preventivo e terapeutico del vapore, senza creare alcun problema al bambino, neppure in caso di somministrazioni ripetute nell’arco della giornata o protratte per periodi prolungati.

Oltre alle soluzioni isotoniche è possibile utilizzare le soluzioni ipertoniche, con una maggior concentrazione di sali. La tabella seguente riporta le differenze di impiego.



Concentrazione salina
Funzione
Soluzione isotonica
0,9%
Decongestiona e umidifica le mucose e fluidifica le secrezioni nasali e bronchiali
Soluzione ipertonica
3%
Permette di richiamare per osmosi l’acqua in eccesso contenuta nelle cellule edematose, aiutando così a rimuovere il muco ispessito

Igiene periodica delle vie aeree

Se il bambino collabora, prevedere trattamenti aerosol regolari una o più volte al giorno nei mesi di massima diffusione dei virus del raffreddore e dell’influenza (ossia da ottobre a marzo) è assolutamente consigliabile.

Con un po’ di pazienza e fantasia non è difficile coinvolgere il piccolo e rendere il momento dell’aerosol gradevole e allegro. Il rumore dello strumento e l’uso della mascherina, spesso percepiti come fastidiosi, possono per esempio essere sfruttati per inventare storie di immersioni subacquee, esperimenti fantascientifici o missioni spaziali, da sviluppare giorno dopo giorno, come le puntate di un cartone animato.

Per tranquillizzare i più piccoli possono bastare un po’ di coccole, la vicinanza dei giocattoli preferiti e una musica rilassante in sottofondo, senza dimenticare di sottolineare la loro bravura e ringraziarli per la disponibilità dimostrata al termine di ogni inalazione andata a buon fine.

Vietato, invece, fare le cose di fretta, incalzando il bambino e pretendendo che se ne stia buono e calmo per i 7-0 minuti necessari (è inutile prolungare oltre questo tempo l’aerosol) per completare la procedura, mentre lo si sgrida o ci si lamenta in continuazione. È il modo migliore per far odiare l’aerosol a chiunque.

Se il bambino tossisce durante l’inalazione non ci si deve preoccupare: è una reazione del tutto normale che indica che il vapore e la soluzione isotonica all’acqua di mare stanno producendo l’effetto desiderato.

Anche dopo aver terminato la procedura l’intensità della tosse potrà aumentare per un certo tempo, risultando anche più produttiva. Il bambino va incoraggiato a tossire (e a soffiarsi il naso) perché in questo modo riuscirà a eliminare il muco e i microrganismi patogeni che contiene in modo più efficiente.

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A cura della redazione

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