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Artrosi cervicale, quali soluzioni esistono?

È la causa più comune di dolore al collo, a cui spesso si associano anche mal di testa e nausea.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 8 minuti

È la causa più comune di dolore al collo, a cui spesso si associano anche mal di testa e nausea.

L’invecchiamento, si sa, è inevitabile. Se sul viso compare sotto forma di rughe sempre più marcate, a livello delle articolazioni si manifesta con dolori dovuti all’assottigliamento della cartilagine e al conseguente sfregamento delle ossa. E quando le ossa in questione sono le prime sette vertebre della colonna, allora si parla di artrosi cervicale.

A favorirla anche il “colpo di frusta”

L’artrosi cervicale è un disturbo cronico degenerativo legato all’invecchiamento ed è annoverato fra le cause più frequenti di dolore al collo nei Paesi occidentali: non è possibile fermarne il decorso, ma solo mitigarne i sintomi.

Compare di solito dai 40-45 anni in poi, soprattutto nei soggetti che hanno subito traumi al collo (come il classico “colpo di frusta”) o che hanno svolto per molti anni attività usuranti per questa porzione della colonna, sia compiendo ripetutamente sforzi eccessivi, sia assumendo per molte ore al giorno posture scorrette.

Il processo di artrosi inizia con il progressivo assottigliamento della cartilagine dei dischi intervertebrali, che possono arrivare a rompersi o uscire dalla propria sede, dando luogo a un’ernia. Di conseguenza, le vertebre tendono a usurarsi più velocemente, favorendo un processo di infiammazione che coinvolge i muscoli e i legamenti che sorreggono la colonna.

Il primo sintomo è il dolore

In genere, il primo sintomo dell’artrosi cervicale è il dolore nella zona posteriore e laterale del collo, spesso intenso e accompagnato da contrattura muscolare, che si irradia alle spalle e rende pressoché impossibile ruotare o piegare la testa. Non di rado, in occasione di un attacco di cervicalgia acuta, a queste manifestazioni si aggiungono anche cefalea, vertigini, disturbi della vista, formicolii e cali di forza a una o entrambe le braccia, fino alle mani.

All’origine di questi disagi di norma si riconosce la combinazione di un processo infiammatorio acuto, promosso dalla presenza di un’artrosi più o meno significativa a livello delle vertebre cervicali, e di una altrettanto acuta contrattura dei muscoli di sostegno del collo e delle spalle. La rilevanza delle due componenti nel determinare l’attacco di cervicalgia può variare da caso a caso, ma per ottenere un sollievo apprezzabile è necessario affrontare entrambi gli aspetti, con una tempistica adeguata.

Attenzione alle complicanze

L’artrosi può dar luogo anche a complicanze ben più gravi: per esempio, la formazione di un’ernia, dovuta all’assottigliamento dei dischi intervertebrali, può causare la compressione dei nervi cefalici o del midollo spinale, provocando sintomi neurologici, come la comparsa di formicolio a gambe o braccia.

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Anche gli osteofiti sono pericolosi: si tratta di protuberanze ossee che possono svilupparsi sulle vertebre dei soggetti con artrosi cervicale in seguito a un tentativo di autoriparazione messo in atto dall’organismo stesso. Queste “spine ossee”, oltre a peggiorare lo stato infiammatorio e facilitare contratture muscolari, possono ledere i nervi spinali che scorrono nella zona cervicale.

Ecco perché è bene non sottovalutare dolori al collo che si estendono anche a spalle e braccia, o che compaiono periodicamente senza una causa nota; oppure quando è presente anche nausea, mal di testa, disturbi alla vista, febbre o difficoltà di linguaggio. In questi casi è opportuno rivolgersi subito al proprio medico, che valuterà la necessità di indagini strumentali, come TAC o risonanza magnetica.

FANS utili per spegnere l’infiammazione acuta

Eliminare l’artrosi non è possibile: è un processo degenerativo, che non si può fermare, ma i sintomi possono però essere alleviati in maniera sicura ed efficace per esempio con l’utilizzo di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). Questi farmaci possono essere assunti per via orale o applicati direttamente sul collo sotto forma di gel, massaggiando delicatamente. Le formulazioni topiche sono consigliate soprattutto quando si hanno episodi frequenti di cevricalgia, perché il lieve massaggio con cui vengono applicate favorisce l’allentamento della tensione muscolare; inoltre, la somministrazione locale riduce il rischio di eventi avversi.

Al primo episodio di dolore cervicale è consigliabile chiedere un parere al proprio medico o al farmacista per individuare quale farmaco assumere e a che dosaggio. Se invece si tratta di un dolore che si ripresenta occasionalmente, o è ricorrente, è possibile “automedicarsi” con FANS già assunti in precedenza. In questo caso bisogna ricordare di seguire attentamente i dosaggi indicati sulla confezione e di non superare i 4-5 giorni di assunzione, un periodo di tempo di norma sufficiente per attenuare il dolore in modo sostanziale e riprendere a muovere il collo senza troppi problemi.

Se, nonostante i farmaci, il dolore non accenna a diminuire, allora è opportuno rivolgersi al medico, che valuterà se è il caso di fare accertamenti diagnostici ed eventualmente proporre terapie farmacologiche alternative o più incisive (per esempio, gli stessi o altri FANS a maggior dosaggio), oppure altri trattamenti mirati.

Calore e movimento per allentare la contrattura

L’artrosi cervicale è caratterizzata dall’alternarsi di periodi in cui il dolore è sotto controllo, ad altri in cui si riaccende. Se i FANS sono particolarmente indicati nelle fasi acute, la terapia termica, grazie al suo potere miorilassante, può essere utile quando il dolore si è attenuato, ma permangono la rigidità e la difficoltà di movimento (di solito intorno al 3°-5° giorno dall’inizio della cervicalgia).

Gli effetti benefici del calore possono essere sfruttati applicando sul collo o sulle spalle una borsa dell’acqua calda, un panno riscaldato, o ancora meglio fasce autoriscaldanti sagomate, in modo da aumentare di pochi gradi la temperatura, portandola a circa 38-41°C rispetto ai fisiologici 35-37°C.

Le fasce auto-riscaldanti, acquistabili in farmacia, vanno applicate sulla cute con una lieve pressione e lasciate agire fino a 8 ore. Entro 30 minuti, si inizieranno a percepire lo sviluppo di calore e i relativi benefici in termini di riduzione della contrattura muscolare e del dolore, riuscendo a svolgere le attività abituali con maggiore serenità.

Nelle fasi di dolore sub-acuto può essere utile anche eseguire esercizi volti a mantenere attiva e tonica la muscolatura e a stimolare la mobilità delle vertebre. Tenere a riposo troppo a lungo il collo, per esempio dopo un “colpo di frusta”, è infatti controproducente, perché contribuisce ad aumentare la rigidità tipica dell’artrosi e favorisce la perdita di tonicità dei muscoli del collo.

Rosanna Feroldi

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