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Pubblicato: 16 Luglio 2020 Ultimo aggiornamento: 16 Luglio 2020

Acne neonatale

Chi l’ha detto che i brufoli colpiscono solo gli adolescenti? Al contrario, l’acne può manifestarsi anche sulla pelle del neonato. Vediamo insieme come riconoscerla e quali sono le strategie e le terapie da usare per eliminarla.

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Che cosa è l'acne neonatale

Si tratta di una forma di acne che si sviluppa durante il periodo infantile e che si manifesta sul viso, soprattutto su guance, naso, fronte e mento.

È uno dei disturbi più comuni dell’età neonatale e, nella maggior parte dei casi, è temporaneo.

L'acne, sia quella neonatale sia le forme che si sviluppano più avanti, è causata da un’infiammazione della pelle, che interessa principalmente i follicoli piliferi. Si tratta di strutture simili a un canale a fondo cieco, rivestito di cellule chiamate cheratinociti. I follicoli sono presenti non solo sulla pelle del volto, ma anche in tutto il corpo, incluse schiena, spalle, braccia e cuoio capelluto.

Al loro interno sono presenti le ghiandole sebacee che producono il sebo, una sostanza costituita prevalentemente da grasso. In condizioni normali, attraverso i pori questo materiale raggiunge la superficie della pelle, con lo scopo di lubrificarla; il sebo partecipa infatti alla formazione del cosiddetto film idrolipidico cutaneo, un sottile strato protettivo, che mantiene idratata l'epidermide. 

In alcuni casi, però, possono verificarsi due circostanze, che possono provocare infiammazione della pelle, eruzione cutanea e la comparsa dei tipici brufoletti:

  • un’eccessiva secrezione di sebo da parte delle ghiandole sebacee
  • la desquamazione del condotto a causa dell’eccessiva proliferazione dei cheratinociti che lo rivestono.

Quando questi due eventi si verificano contemporaneamente, può manifestarsi l’ostruzione del canale follicolare, che a sua volta favorisce la proliferazione di batteri normalmente presenti sulla pelle e che di solito sono innocui, in particolare Propionibacterium acnes.

Esistono diversi gradi di acne:

  • grado 1 (acne lieve): presenza di brufoli e punti neri con poche papule contenenti pus
  • grado 2 (moderato): presenza di papule e pustole in particolare nella zona del viso
  • grado 3 (moderatamente grave): elevata presenza di papule e pustole e di alcuni noduli non solo a livello del viso, ma anche di schiena e torace
  • grado 4 (grave): presenza di un elevato numero di papule, pustole e noduli sottocutanei grandi e dolorosi.

Sintomi dell'acne neonatale

L’acne che colpisce nei primi mesi di vita si manifesta con la comparsa sulla pelle del bambino di lesioni come:

  • papule, lesioni cutanee che appaiono come piccole escrescenze di colore rosato, che a volte possono provocare dolore o prurito
  • pustole, simili alle papule, caratterizzate da una punta bianca che contiene pus.

Tutti questi fenomeni possono manifestarsi contemporaneamente nello stesso bimbo e associarsi alla comparsa di milia, puntini bianchi che possono comparire su naso, mento e guance.

Contrariamente all’acne che si manifesta in altri periodi della vita, nell’acne neonatale non compaiono i comedoni, anche detti punti bianchi (comedoni chiusi) e punti neri (comedoni aperti). Rara anche la formazione di noduli o cisti, che possono causare la comparsa di cicatrici più o meno profonde.

Cause dell'acne neonatale

La causa di questo disturbo pediatrico non è ancora chiara. Ci sono diverse teorie secondo cui l’acne potrebbe essere provocata da:

  • predisposizione familiare, in quanto si ritiene che l'acne infantile possa essere influenzata da fattori genetici (le probabilità di essere colpiti da acne sono maggiori se in famiglia uno dei due genitori ne ha sofferto e aumentano notevolmente se entrambi sono stati colpiti da questo disturbo)
  • eccessiva attività delle ghiandole sebacee in risposta alla normale produzione ormonale di androgeni (sia nei bambini che nelle bambine)
  • alcuni agenti esterni, farmaci (come gli steroidi) o sostanze irritanti presenti in creme e lozioni.

Un’altra ipotesi è che l’acne nel neonato sia provocata dagli ormoni della mamma, che passano al figlio attraverso la placenta e il cordone ombelicale. 

Anche se al momento della nascita il collegamento tra mamma e bimbo viene interrotto, gli ormoni materni (soprattutto estrogeni) rimangono nell’organismo del neonato per le prime settimane di vita e devono essere smaltiti dal fegato del piccolo. La presenza nel sangue di queste sostanze in eccesso potrebbe provocare la comparsa delle lesioni tipiche dell’acne neonatale.

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Falsi miti da sfatare

Se una spiegazione unica e definitiva ancora non esiste, abbondano però le “bufale”. Di seguito ne sveliamo alcune, che riguardano tutte le forme di acne, non solo quella neonatale:

  • l’acne è causata da una cattiva alimentazione: falso, perché non esiste una correlazione stretta tra l'assunzione di uno specifico alimento e la comparsa delle lesioni. Questo vale anche per i neonati: l’acne non dipende né dal tipo di latte in formula, né dall’alimentazione della madre nel caso il bambino si nutra di latte materno
  • l’acne è provocata da scarsa igiene della pelle: falso perché non è la mancanza di pulizia a causare l’eruzione tipica di questo disturbo
  • spremere i punti neri e i brufoli è un buon metodo per eliminarli: falso poiché questa pratica, se eseguita autonomamente a casa, può peggiorare le manifestazioni e potrebbe addirittura lasciare cicatrici sulla pelle.

Diagnosi di acne neonatale

La diagnosi di acne neonatale può essere posta dal medico con un semplice esame obiettivo della cute del neonato, osservando le zone interessate dalla comparsa delle lesioni, in particolare, volto, torace e schiena.

È importante giungere a una diagnosi di acne neonatale, soprattutto per distinguerla da altre patologie, tra cui:

Si tratta infatti di disturbi comuni nei bebè, anche in periodi come l’allattamento o lo svezzamento, che possono essere caratterizzati dalla presenza di macchie o chiazze, che in alcuni casi potrebbero essere confuse con le lesioni tipiche dell’acne.

Fenomeni di arrossamento e rash cutaneo, a volte scambiati per acne infantile, possono manifestarsi anche dopo le vaccinazioni.

Rimedi per l'acne neonatale

Nella maggior parte dei casi, l’acne è un fenomeno che si esaurisce spontaneamente entro qualche mese dalla comparsa dei primi sintomi. Se però è particolarmente grave o fastidioso, o si protrae molto a lungo, il pediatra potrebbe decidere di prescrivere una terapia appropriata. 

È possibile utilizzare una pomata o un detergente appositamente studiati per l’acne nel neonato, che possono essere applicati localmente sulle lesioni. In caso all’acne si associ un’infezione batterica, il pediatra potrebbe prescrivere un antibiotico.

La raccomandazione fondamentale? Evitare il fai da te e non acquistare mai prodotti senza il consiglio del pediatra. La pelle del neonato è infatti particolarmente delicata.

Prevenzione dell’acne neonatale

Per la prevenzione dell’acne neonatale, ma anche per evitarne il peggioramento, può essere utile seguire alcuni semplici norme igieniche:

  • lavare spesso le mani in modo accurato, per ridurre il rischio di infezioni, ed evitare di toccare troppo il viso del bebè (o cercare di evitare che si tocchi troppo)
  • non lavare per più di due volte al giorno le zone della pelle colpite dall’acne
  • durante il bagnetto, usare acqua tiepida e saponi delicati appositamente formulati per i neonati, per non peggiorare l’irritazione della pelle
  • non sfregare la pelle del viso per asciugarla, ma utilizzare una salvietta morbida e leggera (meglio se di cotone) per tamponare delicatamente il volto
  • evitare di spremere i brufoli.

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