Pubblicità

Acidità gastrica: cure e consigli utili

Acidità gastrica: cause, sintomi e cure

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 6 minuti
Acidità stomaco terapie consigli

Le ragioni che possono indurre problemi digestivi più o meno importanti a qualunque età sono innumerevoli e non sempre evitabili. Impariamo a riconoscerle e a curarle adeguatamente.

Gli effetti dell'iperacidità sono più o meno sempre gli stessi, anche se possono combinarsi in maniera diversa: sensazione di gonfiore, pesantezza, sonnolenza, a volte nausea, quasi sempre bruciore. Spesso compaiono subito dopo il pasto, dopo qualche ora o soltanto dopo essersi coricati la sera.

Benché decisamente fastidiosi, nella stragrande maggioranza dei casi, i sintomi di un’indigestione o associati all’aumento occasionale dell’acidità di stomaco non devo destare preoccupazione.

Di solito, dopo alcune ore, passano. Ma ciò non significa che si debba sopportare inermi. Quando i disturbi sono realmente sporadici, per attenuarli si può ricorrere a semplici ed efficaci rimedi antiacidi da banco a base di bicarbonati e citrati, oppure di carbonati.

Pubblicità

I rimedi utili

Acquistabili in qualunque farmacia senza bisogno di ricetta medica, sono sempre immediatamente reperibili nel momento del bisogno, anche quando non si è avuta l’accortezza di tenerne una confezione di scorta in casa o di infilarla in valigia prima di mettersi in viaggio.

Questi prodotti danno rapido sollievo da acidità a bruciore: basta sciogliere un paio di cucchiaini da caffé o una bustina di granulato effervescente in mezzo bicchiere d’acqua, ripetendo se necessario l’assunzione fino a 3-4 volte nell’arco delle 24 ore.

Se si è in ufficio o fuori casa, si può optare per le formulazioni in compresse da masticare, più pratiche e maneggevoli perché possono essere assunte senza acqua.

Data la loro sicurezza e innocuità gli antiacidi a base di bicarbonati e citrati sono indicati anche in gravidanza, durante l’allattamento e nei bambini (ricordando, però, che in quest’ultimo caso i dosaggi indicati vanno dimezzati). Questi rimedi possono essere impiegati in assoluta tranquillità, ma sempre con ragionevolezza.

E se l’iperacidità si associa a gonfiore addominale e nausea, possono essere indicati prodotti che, ai bicarbonati e citrati, associano sostanze come metoclopramide e dimeticone, in grado di tenere sotto controllo anche questi sintomi.

Se i disturbi digestivi tendono a ripresentarsi un po’ troppo spesso (vale a dire una o più volte al mese) oppure senza che sia possibile riconoscere una causa scatenante evidente meglio non insistere: acidità e pesantezza potrebbero dipendere da una patologia gastroenterica che merita di essere valutata dal medico e curata con farmaci specifici.

Attenti alle cause se il disturbo è frequente

Per esempio, se bruciore, gonfiore e dolore compaiono sistematicamente a digiuno o poco dopo i pasti potrebbe trattarsi di gastrite, dispepsia funzionale o ulcera. Se i fastidi insorgono per lo più di notte, invece, si è probabilmente vittima di reflusso gastroesofageo.

Tutte condizioni che potrebbero essere mascherate dall’uso troppo frequente di antiacidi, impedendo al medico di emettere una diagnosi corretta e di intraprendere la terapia più opportuna in tempi rapidi.

Come trattare i sintomi persistenti

La prima cosa da fare in caso di pirosi gastrica persistente o ricorrente è analizzare con razionalità (e onestà), insieme al medico, le proprie abitudini, alimentari e non.

State mangiando in modo sano ed equilibrato? E poi: fumate? Bevete alcolici? Siete persone tranquille o avete la tendenza a reagire male alle situazioni stressanti o a innervosirvi per un nonnulla?

Definito il quadro di base, ecco che fare per ridurre i disagi:

  • Mangiare cibi sani, preferibilmente freschi e preparati al momento
  • Ridurre il consumo di condimenti, grassi, dolci e piatti molto elaborati
  • Limitare l’uso di spezie piccanti e salse ricche di sale
  • Concedere ai pasti il tempo necessario e consumarli in luoghi confortevoli, lontano dallo stress del lavoro
  • Masticare a lungo ogni boccone
  • Evitare i pasti troppo abbondanti, soprattutto la sera
  • Limitare l’uso di bevande gassate o eccitanti, quali tè, caffè, bibite e alcolici
  • Bere preferibilmente lontano dai pasti per evitare un’eccessiva distensione gastrica
  • Non fumare o cercare di ridurre il numero di sigarette
  • Evitare i cibi che favoriscono il reflusso, come la menta e il cioccolato
  • Non coricarsi mai a stomaco pieno e possibilmente muoversi un po’ dopo i pasti (per esempio, fare una passeggiata)
  • Se si è in sovrappeso, cercare di dimagrire
  • Non indossare abiti o cinture che stringano troppo la vita

Quando la pirosi gastrica non migliora

Se i disturbi gastrici non migliorano è consigliabile sottoporsi ad alcuni esami di controllo. Come la gastroscopia, consigliata soprattutto quando il dolore è molto intenso e gli antiacidi non riescono ad alleviarlo in modo adeguato. O la pHmetria, se la pirosi insorge soprattutto la sera e si associa alla risalita verso l’esofago del contenuto acido dello stomaco.

Valentina Crepaldi

CHIEDI ALL'ESPERTO

Hai bisogno di un consiglio? Un team di esperti è a tua disposizione per consulti online gratuiti e anonimi. Chiedi ai nostri esperti per avere risposte sulla tua salute. Le domande saranno pubblicate in forma anonima. Per inviare le tue domande registrati o effettua il login qui .

Samanta mazzocchi Samanta Mazzocchi
Specialista in Gastroenterologia ed endoscopia digestiva

CONSULTA IL TEAM DI ESPERTI

VIDEO

Acidità di stomaco dopo aver mangiato: che fare?

Acidita di stomaco dopo mangiato

Può essere occasionale e spesso è legata a un pasto ricco di grassi. Ecco i consigli del farmacista

LEGGI TUTTO
Fotogallery

Sette trucchi per digerire meglio

  • Digerire pranzo stress

    Mangia con calma

    La fretta è il peggior nemico della digestione. Meglio prendersi il tempo necessario per mangiare e masticare con calma, boccone dopo boccone. Meglio evitare quindi il panino ingurgitato in fretta e furia al bancone del bar perché è il modo migliore per sentirlo andare su e giù per tutta la giornata. Se possibile, nella pausa pranzo, vanno evitate anche le fonti di stress. Quindi niente discussioni di lavoro, almeno a tavola.

  • Digestione pantaloni

    Evita le cinture che “strizzano” la vita

    Almeno un merito la tanto vituperata moda dei pantaloni “a vita bassa” ce l’ha: lascia libero lo stomaco da inutili costrizioni, facendo appoggiare le cinture o fasce sui fianchi. Chi invece preferisce vestirsi in modo più classico deve orientarsi verso tagli più morbidi e tessuti meno rigidi. E le donne che indossano gonne o shorts e collant dovrebbero evitare di posizionare gli elastici proprio all’altezza dell’ombelico.

  • Digerire fritto

    Stai lontano dai cibi grassi

    Fritti e condimenti a base di burro sono tra gli alimenti più difficili e lunghi da digerire. Lo stomaco deve lavorare un bel po’ prima di riuscire a smaltirli. Chi soffre di problemi digestivi deve quindi evitare, a pranzo e a cena, di mettere troppi grassi nel piatto.

  • Pennicchella digestione

    No alla pennichella

    Dopo un pranzo abbondante, a volte anche dopo un pasto leggero, viene l’abbiocco. Non è nulla di grave: il sangue scorre copioso verso lo stomaco, per favorire la digestione, e diminuisce l’afflusso al cervello. Stanchezza, spossatezza, palpebre abbassate sono un fenomeno naturale. Meglio evitare però la classica pennichella se si fa fatica a digerire perché la posizione orizzontale e il sonno non facilitano il lavoro dello stomaco.

  • Acqua digestione

    L’acqua frizzante non serve

    C’è chi pensa che l’acqua gassata aiuti a digerire. Sarebbe bello, ma in realtà è soltanto un’impressione. L'anidride carbonica non ha alcuna proprietà digestiva: le bollicine si limitano a dilatare lo stomaco, favorendo l'espulsione del gas. Ma questo non certo è sinonimo di digestione.

  • Digestione freddo

    Niente sbalzi di temperatura dopo mangiato

    Anche il classico colpo d’aria allo stomaco, così come il tuffarsi in acqua, subito dopo un pasto è un deterrente alla digestione. Il freddo è un ostacolo al lavoro dello stomaco e se per alcune fortunate persone non cambia nulla, per quelli che soffrono di difficoltà digestive può rappresentare un problema.

  • Antiacido

    Un antiacido all’occorrenza

    Se dopo il pasto insorgono bruciori e dolori allo stomaco è molto probabile che ci sia un problema di iperacidità gastrica. Niente di grave, se succede di tanto in tanto. Nella gran parte dei casi può bastare un antiacido, di quelli che si comprano in farmacia senza ricetta medica. Si tratta di sostanze che reagiscono con l'acido cloridrico, neutralizzandolo. Si presentano sotto forma di compresse o granulati, come per esempio i preparati a base di carbonato di calcio e di magnesio. Neutralizzano rapidamente l'iperacidità e sono rimedi efficaci per facilitare la digestione.


CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
Torna su