Vuoi digerire bene? Prenditi cura del fegato

Non sempre, se la digestione è difficile, la colpa è soltanto dello stomaco.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti
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Mal di stomaco, bocca “cattiva”, gonfiore, sonnolenza dopo i pasti, mal di testa. Sono i segnali di una digestione difficile, che non sempre è colpa solo dello stomaco.

I disturbi digestivi sono sempre più comuni: in Italia si stima che affliggano oltre il 35% della popolazione.

Complice il moderno stile di vita, che ci costringe il più delle volte a un’alimentazione scorretta alla quale si aggiungono stress, nervosismo e ansia che facilmente si scaricano sull'apparato digerente.

E anche quando ci mettiamo con calma in cucina, con il buon proposito di preparare un pranzetto leggero e salutare, spesso le materie prime a nostra disposizione contengono conservanti e altri additivi che le rendono poco genuine.

Senza contare che nella maggior parte dei casi mangiamo troppo in fretta e, forse per gola forse per trovare gratificazione, più del necessario. Non di rado poi accompagniamo il tutto con vino, birra e caffè.

Una dieta di questo tipo affatica non soltanto lo stomaco, ma tutto l’apparato digestivo. Fegato compreso.

Il ruolo del fegato

Quest’organo svolge innumerevoli attività indispensabili per le nostre funzioni vitali e ogni giorno adempie a più di 500 compiti tra i quali c’è anche quello di assicurare una buona digestione.

Ruolo che svolge attraverso la secrezione nel duodeno di bicarbonato e della bile.

Il primo aiuta a neutralizzare gli acidi in arrivo dallo stomaco mentre la bile, grazie al contenuto in sali biliari, provoca l'emulsione dei grassi alimentari permettendone la digestione e l'assorbimento. E, nello stesso tempo, stimola i movimenti peristaltici.

Nel fegato hanno anche luogo processi metabolici che favoriscono lo sfruttamento delle sostanze digerite e una attività detossificante, con trasformazione ed eliminazione di composti potenzialmente nocivi (compresi alcol e additivi alimentari).

Ecco perché, se quest’organo non è nelle migliori condizioni, tutto il processo digestivo ne risente.

Aiutiamo il fegato ad aiutarci

Di fronte a disturbi tipici della “cattiva digestione”, quindi, i primi accorgimenti dovranno essere volti ad aiutare lo stomaco, ma anche ad agevolare il fegato nelle sue funzioni.

Anzitutto occorre fare attenzione a ciò che si mette in tavola. Meglio evitare:

  • cibi piccanti e speziati
  • grassi
  • salumi
  • formaggi fermentati
  • alcolici
  • caffè

Se possibile è molto meglio scegliere alimenti freschi e non conservati, mangiare prendendosi il giusto tempo, masticare lentamente e allontanare lo stress.

E, quando compaiono i sintomi dispeptici, oltre a calmare l’acidità con un apposito antiacido possiamo ricorrere a quei rimedi naturali, come per esempio l’estratto di carciofo, che possono aiutare la digestione e a mantenere il fegato sano.

Questo vegetale contiene principi attivi naturali che stimolano la produzione di bile da parte del fegato, migliorano i processi digestivi e aiutano la crescita della flora intestinale.

Con in più una importante azione antiossidante, che aiuta a preservare le cellule epatiche dallo stress ossidativo alle quali sono sottoposte a causa del metabolismo di sostanze tossiche.

Nicoletta Limido

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Sette trucchi per digerire meglio

  • Digerire pranzo stress

    Mangia con calma

    La fretta è il peggior nemico della digestione. Meglio prendersi il tempo necessario per mangiare e masticare con calma, boccone dopo boccone. Meglio evitare quindi il panino ingurgitato in fretta e furia al bancone del bar perché è il modo migliore per sentirlo andare su e giù per tutta la giornata. Se possibile, nella pausa pranzo, vanno evitate anche le fonti di stress. Quindi niente discussioni di lavoro, almeno a tavola.

  • Digestione pantaloni

    Evita le cinture che “strizzano” la vita

    Almeno un merito la tanto vituperata moda dei pantaloni “a vita bassa” ce l’ha: lascia libero lo stomaco da inutili costrizioni, facendo appoggiare le cinture o fasce sui fianchi. Chi invece preferisce vestirsi in modo più classico deve orientarsi verso tagli più morbidi e tessuti meno rigidi. E le donne che indossano gonne o shorts e collant dovrebbero evitare di posizionare gli elastici proprio all’altezza dell’ombelico.

  • Digerire fritto

    Stai lontano dai cibi grassi

    Fritti e condimenti a base di burro sono tra gli alimenti più difficili e lunghi da digerire. Lo stomaco deve lavorare un bel po’ prima di riuscire a smaltirli. Chi soffre di problemi digestivi deve quindi evitare, a pranzo e a cena, di mettere troppi grassi nel piatto.

  • Pennicchella digestione

    No alla pennichella

    Dopo un pranzo abbondante, a volte anche dopo un pasto leggero, viene l’abbiocco. Non è nulla di grave: il sangue scorre copioso verso lo stomaco, per favorire la digestione, e diminuisce l’afflusso al cervello. Stanchezza, spossatezza, palpebre abbassate sono un fenomeno naturale. Meglio evitare però la classica pennichella se si fa fatica a digerire perché la posizione orizzontale e il sonno non facilitano il lavoro dello stomaco.

  • Acqua digestione

    L’acqua frizzante non serve

    C’è chi pensa che l’acqua gassata aiuti a digerire. Sarebbe bello, ma in realtà è soltanto un’impressione. L'anidride carbonica non ha alcuna proprietà digestiva: le bollicine si limitano a dilatare lo stomaco, favorendo l'espulsione del gas. Ma questo non certo è sinonimo di digestione.

  • Digestione freddo

    Niente sbalzi di temperatura dopo mangiato

    Anche il classico colpo d’aria allo stomaco, così come il tuffarsi in acqua, subito dopo un pasto è un deterrente alla digestione. Il freddo è un ostacolo al lavoro dello stomaco e se per alcune fortunate persone non cambia nulla, per quelli che soffrono di difficoltà digestive può rappresentare un problema.

  • Antiacido

    Un antiacido all’occorrenza

    Se dopo il pasto insorgono bruciori e dolori allo stomaco è molto probabile che ci sia un problema di iperacidità gastrica. Niente di grave, se succede di tanto in tanto. Nella gran parte dei casi può bastare un antiacido, di quelli che si comprano in farmacia senza ricetta medica. Si tratta di sostanze che reagiscono con l'acido cloridrico, neutralizzandolo. Si presentano sotto forma di compresse o granulati, come per esempio i preparati a base di carbonato di calcio e di magnesio. Neutralizzano rapidamente l'iperacidità e sono rimedi efficaci per facilitare la digestione.


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