Vaccinazioni infantili, facciamo chiarezza

Negli ultimi anni sono cresciute le famiglie che decidono di non vaccinare i proprio figli. Libertà di scelta o pura incoscienza?

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Vaccinazioni infantili, facciamo chiarezza

Negli ultimi anni sono cresciute le famiglie che decidono di non vaccinare i proprio figli. Libertà di scelta o pura incoscienza?

Tanti vaccini in un’unica somministrazione sono dannosi? Possono indebolire il sistema immunitario? Contengono ingredienti pericolosi?

Sono queste alcune delle domande più comuni che si pongono i genitori quando si tratta di vaccinare i propri figli.

Domande legittime, che però vanno affrontate con raziocinio e senza farsi prendere da paure che non hanno ragione di esistere.

L’argomento, non c’è bisogno di dirlo, è delicato e importante. Va affrontato con attenzione. Anche perché in questi ultimi anni in molti Paesi occidentali, compresa l’Italia, sono aumentante le famiglie che non vogliono vaccinare i loro bambini.

Dilaga il timore di possibili danni causati dagli effetti collaterali di un vaccino, compresa l’insorgenza di malattie anche gravi.

Nel 2014, per la prima volta, nessun vaccino, neppure quelli obbligatori, ha raggiunto il 95% di copertura sul territorio nazionale. L’allarme arriva dalla Società Italiana di Igiene e Medicina Preventiva (Siti).

C’è chi accusa il web. L’80% dei genitori di piccoli in età vaccinale usa internet per cercare informazioni sulla salute (dati Istat).

Certo, è piuttosto facile trovare in rete contenuti che mettono in guardia dai pericoli dei vaccini. Siti, social network, blog e forum diffondono messaggi spesso terrorizzanti.

I motori di ricerca propongono anche fonti affidabili, ma sul web è difficile capire chi è autorevole e chi la sta sparando grossa. Per questo il punto di riferimento principale deve restare sempre il pediatra di famiglia.

Hanno debellato malattie terribili

Le vaccinazioni sono una delle più importanti conquiste della medicina. In pochi decenni hanno eradicato del tutto o in parte malattie causa di un'elevata mortalità infantile o di gravi danni permanenti.

La poliomielite e la difterite, per esempio, sono state debel¬late in molti Paesi occidentali, tra cui l'Italia, mentre il vaiolo è ormai scomparso in tutto il mondo.

Si può dire che le vaccinazioni sono “vittime del loro successo”: non essendo più visibili le malattie che hanno vinto, è diminuita la percezione dell’importanza delle vaccinazioni.

Ma come funzionano? Il principio di azione dei vaccini è l'immunizzazione attiva contro le infezioni, ottenuta tramite l’esposizione a una piccolissima quantità di agenti infettivi inattivati (virus o batteri) che mimano l'infezione naturale senza provocare malattia.

In tal modo si attivano i meccanismi di riconoscimento e difesa del sistema immunitario. Il quale sarà così in grado di eliminare il “nemico” nel momento in cui si fosse esposti al contagio.

Le prime vaccinazioni sono consigliate dal terzo mese. Si deve iniziare presto perché gli anticorpi pas¬sati al feto dalla mamma in gravidanza calano progressiva¬mente, e il bambino incomincia a essere in grado di produrre i propri mezzi di difesa.

Spiega Giuseppe Mele, presidente SIMPe/Paidòss: «Si consiglia di dare una copertura vaccinale quanto più ampia possibile al bambino. Purtroppo le offerte vaccinali variano a seconda della Regione di apparenza. Attualmente in Italia non c’è un’offerta omogenea di vaccini somministrati senza doverli pagare. Una situazione che va cambiata. Abbiamo chiesto di far rientrare i vaccini per i bambini nei LEA, i livelli essenziali di assistenza».

Il calendario vaccinale del Ministero della Salute stabilisce quando un bambino deve essere portato a vaccinarsi.

Il Ministero mette a disposizione il Numero Verde 800.561856 per informazioni e una pratica App per smartphone e tablet, scaricabile dal sito del Ministero stesso, per tenere d’occhio le date.

Nel primo anno di vita avviene una gran parte delle vaccinazioni. Quattro sono obbligatorie, altre consigliate.

È obbligatoria la vaccinazione contro difterite, tetano, poliomielite (IPV), epatite B (HBV). Sono raccomandate quelle per prevenire: pertosse, meningite - tramite i vaccini contro haemophilus influenzae tipo B (Hib), pneumococco e meningococco (C Men C5), morbillo, parotite, rosolia, varicella.

E più in là negli anni (dagli 11 anni) la vaccinazione contro il papillomavirus.

L’antidifterica e l’antitetanica si somministrano insieme attraverso il vaccino combinato (DT) o col vaccino trivalente antidifterico-tetanico-pertossico (DTPa) se i genitori acconsentono ad aggiungere quest’ultima vaccinazione facoltativa. La vaccinazione contro il morbillo può essere singola o associata alla vaccinazione antiparotite e antirosolia (vaccino MPR).

E i temuti effetti collaterali? «Effettivamente tutti i vaccini possono provocare effetti dannosi, ma il ri¬schio è molto basso se vengono somministrati nei tempi e nei modi pre¬scritti, con le dovute precauzioni. In ogni caso è nettamente inferiore al rischio che si potrebbe correre se invece si contraesse la malattia» conclude Mele.

Alessandra Margreth

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