Dieci cose da sapere sul Papilloma virus

Non sempre l’infezione da Papilloma virus causa condilomi e tumori. Ma la prevenzione contro l’Hpv è sempre consigliata.

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Non sempre l’infezione da Papilloma virus causa condilomi e tumori. Ma la prevenzione contro l’Hpv è sempre consigliata.

L’infezione da Papilloma virus umano (o Hpv) è la principale causa di tumori della cervice. Ciò accade però solo se il virus in questione appartiene a un ceppo "ad alto rischio", che è riuscito a sfuggire al controllo del sistema immunitario.

Come per tutte le infezioni sessualmente trasmissibili, per proteggersi è sufficiente l’utilizzo del profilattico durante ogni rapporto. Ma nel caso del Papilloma virus abbiamo a disposizione anche un’arma in più: la vaccinazione.

Che cos’è il Papilloma virus?

Il Papilloma virus umano appartiene a una famiglia di virus di cui esistono più di 120 tipi diversi. Arrivano a infettare almeno il 70% delle donne, e una quota minore di uomini, nel corso della vita.

Che cosa può provocare l’Hpv?

È il principale responsabile del tumore del collo dell’utero (o cervice uterina). Circa il 70% di questi carcinomi è associato ai tipi di Hpv 16 o 18. Altri ceppi, in particolare il 6 e l’11, provocano i condilomi (verruche) genitali.

Come ci si può infettare?

Il virus si trasmette durante i rapporti sessuali (anche oro-genitali e anali) per contatto diretto tra la pelle o le mucose di una persona infettata e quelle di una che non ha mai incontrato in precedenza quel ceppo di Hpv.

Come ci si può difendere dall’infezione da Papilloma virus?

Con la vaccinazione che ha un’efficacia massima in chi non ha ancora avuto rapporti sessuali. Sono disponibili due vaccini: uno bivalente contro i ceppi 16 e 18 e l’altro quadrivalente contro gli Hpv 16 e 18 e i tipi 6 e 11.

Quando è indicata la vaccinazione?

In Italia la vaccinazione è offerta in modo gratuito a tutte le bambine tra gli 11 e i 12 anni di età. Alcune Regioni si sono attivate per offrirla anche ai ragazzi. Nel sesso maschile l’Hpv può causare, oltre ai condilomi, il cancro di ano, pene e cavo orale.

Quale vaccino si usa contro l’Hpv?

In Italia le diverse Regioni decidono in modo autonomo sulla scelta dell’uno o dell’altro prodotto da somministrare nei programmi vaccinali. Non esistono studi di confronto con casistiche consistenti. Entrambi risultano validi e sicuri.

Come si esegue la vaccinazione?

Si somministra per via intramuscolare. Le dosi cambiano in funzione dell’età: tra i 9 e i 14 anni inclusi se ne somministrano due a distanza di 6 mesi. Dopo i 15 anni si somministrano tre dosi al tempo 0, 1, 6 mesi.

Il vaccino sostituisce lo screening periodico?

La vaccinazione non previene la totalità delle infezioni da Hpv che possono provocare il tumore, perché protegge soltanto dalle lesioni causate dai ceppi 16 e 18. Occorre quindi continuare a seguire i programmi di screening con il Pap test e l’Hpv Dna test.

Chi deve effettuare lo screening per il Papilloma virus?

Le donne sessualmente attive, comprese quelle vaccinate, dovrebbero sottoporsi al Pap test a partire dai 25 anni, ogni tre anni. Dai 30 anni è raccomandato l’Hpv Dna test ogni cinque anni, eseguendo anche il Pap test in caso di positività a questo esame.

Antonella Sparvoli

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Le 5 cose da sapere sulle malattie sessualmente trasmissibili

  • Clamidia

    Clamidia e tricomoniasi fra le più diffuse

    Secondo i dati dell’OMS 2016, ogni giorno nel mondo sono più di un milione le nuove infezioni causate da microrganismi sessualmente trasmissibili: fra le più diffuse la clamidia (131 milioni di nuove infezioni all’anno), la gonorrea (78 milioni), la sifilide (5,6 milioni) e la tricomoniasi (143 milioni). Inoltre, sono 500 milioni le persone con un'infezione genitale da virus herpes simplex (HSV) e oltre 290 milioni le donne che hanno contratto il papillomavirus umano (HPV).

  • Sintomi

    Sintomi spesso lievi ma complicanze gravi

    Le infezioni sessualmente trasmissibili sono spesso asintomatiche. Se non diagnosticate e curate per tempo, possono però causare complicanze anche gravi tra cui, nel caso del papilloma virus, anche tumori della cervice uterina. I responsabili sono virus, batteri, funghi e parassiti, che colpiscono con maggiore facilità le donne, gli adolescenti e gli individui con un sistema immunitario compromesso.

  • Prevenzione

    Prevenire è meglio che curare

    I microrganismi responsabili delle infezioni sessualmente trasmissibili possono essere contratti con qualunque tipo di rapporto sessuale, a causa del contatto con liquidi organici infetti (sperma, secrezioni vaginali, saliva). L’unica arma per difendersi è quindi l’utilizzo del preservativo durante ogni rapporto. Nel caso dell’epatite B e del papilloma virus esiste anche la possibilità di prevenire l’infezione sottoponendosi a un vaccino, che nel caso dell’HPV protegge da quattro ceppi virali, due dei quali (Hpv 16 e 18) sono responsabili di circa il 70% dei casi di tumore della cervice.

  • Falsi miti

    I falsi miti da sfatare

    Sono ancora tanti i falsi miti sulle malattie sessualmente trasmissibili. Per esempio, si pensa erroneamente che l’unica infezione che si può contrarre con rapporti non protetti sia l’HIV, oppure che epatite B e C non facciano parte di questo gruppo di malattie. O ancora che la pillola o la spirale possano proteggere le donne e che le cosiddette “malattie veneree” causino solo piccoli fastidi, come bruciore o prurito intimo.

  • Controlli periodici

    Utili i controlli periodici

    Dal momento che, soprattutto nelle fasi iniziali, queste infezioni spesso non causano alcun sintomo, è importante sottoporsi periodicamente a controlli dallo specialista (ginecologo per le donne, andrologo per gli uomini), soprattutto in caso di rapporti occasionali non protetti. Alcune di queste malattie (non tutte purtroppo), se diagnosticate precocemente e curate adeguatamente, possono essere facilmente debellate.


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