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Sindrome rientro sport

Sindrome da rientro? Fai sport che ti passa

La fine delle vacanze può provocare disturbi, ma la soluzione c'è.

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La fine delle vacanze può provocare disturbi, ma la soluzione c'è.

Ansia, irritabilità, scarsa concentrazione: la fine delle vacanze può provocare disturbi che sembrano vanificare i benefici delle ferie. Ma una soluzione c’è: rientro graduale e attività fisica.

Ne soffre un italiano su 10, rivela l’Istat, e in alcuni casi la diagnosi di sindrome da rientro può addirittura compromettere la salute, e quindi la ripresa delle attività professionali.

La conferma arriva da una recente ricerca condotta alla Radboud University, Olanda, dalla quale emerge che sono sufficienti 2 giorni di ritorno alla quotidianità per perdere ogni beneficio psicofisico prodotto da una bella vacanza.

L’indagine coordinata da Jessica de Bloom, esperta in gestione dello stress, ha registrato, tra i disturbi riferiti dagli intervistati, ansia, senso di frustrazione, irritabilità, noia e mancanza di concentrazione.

E allora, rinunciare alle vacanze? Mai, anzi, l’ideale sarebbe poterne fare di più, magari più brevi e distribuite nell’arco dell’anno. Oppure, impostare una vera e propria strategia di rientro per combattere il “post vacation blues”. A partire dall’attività fisica.

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La parola d’ordine è gradualità

Impensabile tornare dalle vacanze la domenica sera per riprendere il lavoro lunedì mattina: l’organismo ha bisogno di riabituarsi ai soliti ritmi e ci vuole qualche giorno. Ne bastano 2 o 3, durante i quali continuare le buone e divertenti abitudini prese in ferie.

Per esempio, fare lunghe passeggiate a piedi o in bicicletta, andare a nuotare in piscina, prenotare il campo da tennis o invitare gli amici per il rito delle foto/video con annessa partita a ping pong, uscita al bowling, persino una gara a freccette può servire. Insomma, l’importante è non arrendersi alla poltrona e alla tivù.

L’estate sta finendo

Giornate ogni giorno un pochino più corte, meno ore di luce: la sindrome da rientro, per i vacanzieri d’agosto e settembre, corrisponde anche all’avvicinarsi dell’autunno.

A risentire maggiormente di questi cambiamenti è l’ipotalamo, un’area del cervello predisposta a supervisionare il ritmo sonno/veglia e l’attività degli ormoni del benessere: serotonina e melatonina.

Per evitare gli effetti potenzialmente negativi della fine dell’estate, gli esperti consigliano:

  • Intraprendere una leggera attività fisica durante le primissime ore del mattino. L’ideale resta il soft jogging (140 calorie smaltite in un’ora) o un giro in bicicletta (280 calorie per un’oretta di pedalate).
  • In ufficio, prevedere frequenti brevi pause, da un minimo di 5 a un massimo di 15 minuti, per sgranchirsi con semplici esercizi di stretching. Per chi dispone di un luogo adatto, sfruttare l’iPod per ballare, preferibilmente a tempo di percussioni.
  • Pausa pranzo o palestra? Meglio scegliere un corso o il libero accesso dedicando parte del tempo della pausa al fitness. È più sicura la frequenza; la palestra serale, dopo tutta una giornata di lavoro sulle spalle, potrebbe facilmente saltare per stanchezza. E, comunque, è più salutare fare sport durante la giornata.
  • Almeno per il primo periodo di ritorno dalle vacanze, regalarsi qualche week end fuori porta, magari dedicato a qualche sport speciale e avventuroso come il canyoning, il rafting, l’arrampicata, la passeggiata a cavallo.

L’attività giusta

Ci vuole qualcosa di divertente, che scarichi la tensione e distragga dalla ripresa della routine.

  • Fly Boxe. Le tecniche della boxe a ritmo di musica, uno sport aerobico che unisce la filosofia delle arti marziali al divertimento. Utile anche come autodifesa, coinvolge tutti i muscoli del corpo.
  • Aquawave. Per chi ama la piscina. Tutti i benefici dell’acqua associati a una serie di esercizi di fitness adatti a tutti, con musica.
  • Power Yoga. Niente new age e meditazione, questo tipo di attività s’ispira alla disciplina orientale ma la rende molto più dinamica e simile agli esercizi di fitness.

Se vuoi saperne di più leggi il dossier Affaticamento mentale.



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