Sesta malattia nel neonato: consigli per mamma e papà

È molto comune e fortunatamente non è associata a gravi conseguenze. Ma come gestirla? Ecco come comportarsi quando un bambino si ammala

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti

È molto comune e fortunatamente non è associata a gravi conseguenze. Ma come gestirla? Ecco come comportarsi quando un bambino si ammala

La sesta malattia è una patologia esantematica causata dall'herpes virus umano. Molto diffusa, in genere si risolve da sé senza lasciare conseguenze.

Per questo anche quando ad esserne colpito è un neonato non è necessario andare nel panico: il problema dà complicanze solo in rarissimi casi (in genere nei bambini con difese immunitarie compromesse).

In realtà il rischio che un neonato venga colpito da questa infezione non è molto elevato. Infatti in genere i bambini molto piccoli sono protetti dagli anticorpi che hanno ricevuto dalla loro mamma, che però tendono a diminuire con il passare dei giorni.

Tra i 6 mesi e i 2 anni di vita la probabilità di ritrovarsi alle prese con la sesta malattia è invece più elevata, e il piccolo può ritrovarsi alle prese con febbre alta (a volte anche superiore ai 40 °C) accompagnata, in alcuni casi, da sintomi simil influenzali. In una fase successiva può comparire un esantema formato da piccole papule rossastre, piane, concentrate soprattutto a livello del tronco.

Cosa fare

Come la maggior parte delle infezioni virali, anche la sesta malattia deve fare il suo corso. Di solito la febbre svanisce già al quarto giorno, e in genere anche l'esantema dura al massimo un paio di giorni. Una volta che la temperatura sarà diminuita il piccolo si sentirà meglio nonostante l'eruzione cutanea.

Come sempre, in presenza di febbre o di sfoghi cutanei in un neonato è bene chiedere consiglio sul da farsi al pediatra, evitando di somministrare al piccolo farmaci da banco senza prima aver chiesto il suo parere. In attesa dell'appuntamento fissato con il medico il piccolo deve essere fatto bere molto e lasciato riposare, magari cercando di alleviare i fastidi generati dalla febbre con spugnature di acqua tiepida o impacchi freschi.

Una volta dal pediatra, per facilitare la diagnosi è importante descrivere bene i sintomi di cui soffre il piccolo e specificare da quanto tempo sono presenti, se il neonato è stato a contatto con bambini guariti da poco da una febbre o da sfoghi cutanei e se ha recentemente assunto dei farmaci.

Allo stesso tempo, mamma e papà devono sentirsi liberi di fare al medico qualsiasi domanda sulla sesta malattia. Potrebbe ad esempio essere utile chiedergli come gestire la febbre del bambino, in quanto tempo ci si dovrebbero aspettare dei miglioramenti e per quanto tempo la sesta malattia è contagiosa.

Dopo la diagnosi

Una volta confermata la diagnosi non resta che aspettare che la sesta malattia si risolva. Nel frattempo è importante che il piccolo si riposi, rimanendo nel suo lettino finché la febbre non sarà diminuita.

È importante farlo bere molto e cercare di rinfrescarlo con spugnature tiepide o con un panno fresco; sono invece da evitare acqua fredda, ghiaccio, ventilatori o bagni freddi, che potrebbero scatenare nel piccolo dei brividi indesiderati.

Per quanto riguarda invece lo sfogo cutaneo, purtroppo non c'è nessun trattamento specifico per l'esantema da sesta malattia. Fortunatamente, però, non dura che pochi giorni e tende a risolversi da sé senza creare particolari problemi.

Se pur seguendo le indicazioni del pediatra la febbre dovesse continuare per più di una settimana, se dovesse superare i 39,4 °C e se lo sfogo cutaneo non dovesse migliorare nell'arco di pochi giorni è bene rivolgersi nuovamente al medico.

Le cure non sono però tutto, e anche qualche coccola non guasta. Una volta passata la febbre la mamma o il papà possono intrattenere il bambino con attività che divertano entrambi.

Silvia Soligon

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