Rinite allergica, che fare?

La primavera si sente innanzitutto nell'aria e mette tutti subito di buonumore. Quasi tutti.

Molte persone sanno che il merito del “friccichìo” (o la colpa, a seconda dei punti di vista) è anche dei pollini.

E per loro cominceranno prurito e naso che cola, starnuti, bruciore agli occhi e notti insonni. Quasi un italiano su cinque soffre di rinite allergica, secondo un'indagine promossa da Assosalute, Associazione nazionale farmaci di automedicazione.

Il “raffreddore da fieno” interferisce allo stesso modo nella vita quotidiana di uomini e donne: ma i più infastiditi sono i primi, che si sentono meno concentrati e più suscettibili (un uomo su tre, contro una donna su quattro), al punto che quasi il 12 per cento rinuncia all'attività sportiva, contro solo il 2,4 per cento delle donne (che però si chiudono di più in casa, il 27,2 per cento contro il 19,7 per cento degli uomini).

Una risposta anomala dell’organismo

«L'allergia è una risposta anomala dell’organismo quando viene a contatto con sostanze estranee innocue per la maggior parte di noi», spiega Lorenzo Pignataro, direttore UOC di Otorinolaringoiatria e chirurgia cervico facciale della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico Milano.

«Alcune persone predisposte, però, dopo il contatto sviluppano delle “armi” ad hoc, gli anticorpi specifici (immunoglobuline E). Al prossimo incontro con l'allergene, il sistema immunitario scatenerà una reazione difensiva, con la liberazione di istamina, una sostanza infiammatoria responsabile dei sintomi dell'allergia. La rinite allergica (dovuta ai pollini, ma anche alla polvere, al pelo del gatto...,) è tra le più frequenti: secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità ne soffrono 500 milioni di persone. Anche in Italia è molto diffusa: colpisce sia adulti che bambini, interessando dal 15 al 25 per cento della popolazione, e si stima che nell’ultimo decennio la popolazione allergica sia cresciuta ogni anno del 5 per cento».

Le cause sono ancora da chiarire

Il perché non è chiaro: «C'è una complessa interazione tra assetto genetico, fattori ambientali e l’età di esposizione a tali fattori ambientali. L'inquinamento, e in particolari le polveri sottili, aumentano la predisposizione: infatti la rinite allergica è più diffusa in città che in campagna, nel nord Italia che nel sud e nel mondo Occidentale più che in quello Orientale».

Anche se non è una malattia genetica, la rinite allergica ha sicuramente una forte predisposizione familiare: «In altre parole, i bambini che hanno genitori allergici, hanno buone probabilità di esserlo a loro volta», spiega Lorenzo Pignataro.

«Questo, insieme a una iperattività del naso, può far sospettare la predisposizione: esiste un esame citologico (un tampone nasale) che va alla ricerca di particolari cellule (eosinofili) che sono più numerose nel paziente allergico. In questo caso, è possibile mettere in atto una prevenzione strategica con farmaci nasali spray che, oltre a migliorare i sintomi, possono evitare che il bambino sviluppi un'allergia franca, prevenendone le complicanze (sinusiti, cefalea, mal d'orecchio...)»

I consigli anti starnuto

Cosa fare? «È buona norma tenere sempre sott'occhio il calendario dei pollini per non farsi trovare impreparati da una fioritura precoce e utilizzare per chi soffre di allergia la mascherina e gli occhiali da sole. Sicuramente bisogna evitare il più possibile gli ambienti in cui si è esposti agli allergeni. Inoltre, la mucosa delle vie respiratorie dei pazienti con rinite allergica in fase acuta è più “permeabile”, perciò le reazioni peggiorano se nell'aria ci sono altre sostanze irritanti, come tabacco, fumi, particolati, odori molto intensi e anche se l'aria è semplicemente fredda», risponde il professor Pignataro.

«È utile chiudere le finestre, utilizzare l’aria condizionata, fare la doccia e lavare i capelli quotidianamente (il polline intrappolato la notte può depositarsi sul cuscino peggiorando la situazione), non uscire nelle giornate ventose ma anche subito dopo un temporale (l’acqua rompe i granuli pollinici in frammenti più piccoli che raggiungono facilmente le vie aeree e in maggiore profondità). In generale, è bene consultare il proprio medico o lo specialista per pianificare una terapia per ridurre i sintomatiche o, se possibile, evitarne l’insorgenza».

Il “gold standard” della terapia per la rinite allergica è il vaccino, che a partire dai 4 anni si può fare anche ai bambini.

Spiega l'esperto: «È in grado di modificare la storia della malattia, dando sollievo prolungato ai sintomi anche al termine della terapia. Però l'immunoterapia (in forma sublinguale, sottocutanea o per bocca) è molto efficace per i pazienti che hanno sintomi causati da un solo allergene (per esempio, solo polline di graminacee, solo di parietarie...), mentre non lo è altrettanto nei polisensibilizzati, per i quali gli studi sono ancora in corso».

Nei casi più gravi, per esempio se il paziente è asmatico, le terapie a base di cortisonici vanno prescritte dal medico.

In tutti gli altri, i farmaci di automedicazione (da banco, senza cioè l'obbligo della ricetta, riconoscibili dal bollino rosso sulla confezione) sono molto utili per liberarsi dai sintomi più fastidiosi: «Antistaminici e antiallergici a uso locale (spray nasali e colliri) o sistemico, assunti cioè per via orale (difenidramina, dimetindene, cetirizina, loratadina, levocabastina, azelastina cloridrato, quelli più nuovi non danno sonnolenza), e farmaci vasocostrittori (efedrina, nafazolina nitrato...) che si associano prodotti per l’igiene nasale (soluzioni saline isotoniche e ipertoniche)».

Mariateresa Truncellito
Mariateresa Truncellito
Brianzola di nascita, lucana di famiglia, si è formata alla Scuola di giornalismo Rizzoli-Corriere della Sera dopo aver vinto una delle dodici borse di studio dopo la laurea in Scienze Politiche. Giornalista professionista, in oltre vent'anni di lavoro ha scritto per oltre una cinquantina di testate nazionali, cartacee e on line. Ha lavorato per molti anni al desk, in quotidiani e periodici, fino al ruolo di caporedattore per il mensile Top Salute. Oggi è freelance. Scrive per numerose testate, collabora con professionisti del settore della salute, modera conferenze e tavole rotonde, corsi di aggiornamento per giornalisti e presentazioni, collabora con diverse agenzie di comunicazione. Si occupa di molti temi che riguardano le donne, con particolare attenzione alla divulgazione sulla salute e il benessere femminile, la medicina di genere, gli aspetti più delicati e controversi della ginecologia e della fertilità, dai vaccini alla menopausa alle malattie a trasmissione sessuale, grazie ai quali ha vinto numerosi premi giornalistici. Nel tempo libero è una ballerina appassionata di lindy hop, boogie woogie e altri balli swing, attività che non manca mai di consigliare nei suoi articoli di benessere perché consentono di fare movimento divertendosi e socializzando. E sono adatte a tutti e a tutte le età.

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