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Raffreddore cardiopatici

Raffreddore: più attenzioni se cardiopatici

Il raffreddore in chi soffre di cuore potrebbe rappresentare un pericolo. Ecco come comportarsi, anche rispetto ai farmaci da assumere.


È fondamentale sapere quali sono i pericoli di un semplice raffreddore se si soffre di una cardiopatia. Ecco come trattarlo ed evitare le complicanze.

Il raffreddore è di solito un’infezione banale, in ogni caso non pericolosa. Quando però colpisce individui che presentano una malattia al cuore, può creare problemi potenzialmente seri.

Possono infatti insorgere complicazioni, come la polmonite, che rendono difficoltosa la respirazione e, di conseguenza, possono provocare una carenza di ossigenazione.

Ciò rende più gravoso il lavoro del cuore, costretto a pompare più sangue per portare la giusta quantità di ossigeno nei tessuti.

Una maggiore richiesta al cuore che può rivelarsi abbastanza seria se l’organo è già sofferente per una patologia cardiaca.

Se la cura è peggio della malattia

La prima misura che in genere si adotta quando si respira male è assumere preparati decongestionanti nasali. Che, invece, vanno evitati da chi soffre di malattie dell’apparato cardiovascolare.

Soprattutto da chi ha la pressione alta, perché possono innalzarla ulteriormente. I cardiopatici e gli ipertesi, quindi, dovrebbero prestare massima attenzione a tali farmaci.

È sempre meglio rivolgersi al proprio medico o al farmacista affinché ci possano consigliare farmaci adatti.

Poi ci sono le possibili interazioni tra farmaci contro i sintomi del raffreddore e medicinali che si stanno assumendo per le patologie cardiocircolatorie; in questo caso è raccomandabile controllare i foglietti illustrativi prima di assumere un farmaco per i sintomi del raffreddore e, nel dubbio, consultare un medico.

Come evitare i rischi?

Seguire le norme di igiene quotidiana contribuisce a impedire le infezioni respiratorie come raffreddore e influenza: per esempio, lavarsi accuratamente e regolarmente le mani rallenta la diffusione dei virus.

Non esiste un vaccino contro il raffreddore, ma è possibile e consigliata l’immunizzazione contro altre patologie respiratorie quali influenza e polmonite.

Non a caso, le autorità sanitarie includono, tra i soggetti ai quali offrire per primi la vaccinazione antinfluenzale e anti-pneumococco, tutti i portatori di patologie croniche, comprese le malattie di cuore.

La stagione influenzale può cominciare a ottobre e protrarsi fino a maggio. Ottobre o novembre è il momento migliore per vaccinarsi, ma è possibile sottoporsi alla vaccinazione anche in un periodo successivo.

Chi soffre di patologie cardiache dovrebbe poi evitare i luoghi affollati durante la stagione del raffreddore e dell’influenza e mantenere il proprio sistema immunitario alla massima efficienza, riposandosi abbondantemente, seguendo una dieta ricca di frutta e di verdura, facendo regolare esercizio fisico e riducendo gli stress.

Infine, meglio evitare il fumo, anche quello passivo, e gli ambienti inquinati.

A cura della redazione

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Panciroli
Claudio Panciroli
Cardiologo

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