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Raffreddore e influenza, quante leggende metropolitane

Sono tanti falsi miti sui malanni invernali che resistono al passare degli anni.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 3 minuti

Sono tanti falsi miti sui malanni invernali che resistono al passare degli anni. Facciamo un po’ di chiarezza.

Raffreddore e influenza sono causati dallo stesso virus

No. L’influenza è causata da uno o due ceppi virali, che cambiano ogni anno. «Il raffreddore invece» spiega il farmacologo Corrado Giua «è scatenato da rinovirus, quindi germi diversi, che hanno la capacità di mutare di continuo: è come se intelligentemente dessero vita a diversi “cuginetti” simili ma non uguali. Sono loro a ingannare di continuo gli anticorpi del nostro organismo». Per questo è possibile prendere il raffreddore anche più volte all’anno e non soltanto durante l’inverno.

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Se prendi freddo buschi di sicuro l’influenza

«No, il nesso non è così matematico» risponde Giua «ma sicuramente rappresenta un fattore predisponente insieme ad altre condizioni di diversa natura, come lo stress dovuto a super lavoro, problemi familiari, poco sonno». Tutte condizioni che abbassano le nostre difese immunitarie.

Se hai l’influenza devi prendere gli antibiotici

«Per la gran parte dei pazienti» puntualizza il farmacologo «gli antibiotici comportano più rischi che vantaggi: abbassano le naturali difese dell’organismo ritardando la fisiologica risposta immunitaria e incrementano quel fenomeno chiamato resistenza batterica, che determina una minore efficacia del farmaco in caso di effettiva necessità futura». Sono veramente poche le situazioni in cui ha senso, durante un’influenza, prendere antibiotici. «Sono sovrainfezioni batteriche importanti o quando si è in presenza di patologie croniche respiratorie, oppure si tratta di bambini e anziani. Tutte situazioni che vanno gestite dal medico curante».

Se hai la febbre alta devi stare molto coperto

«No, è bene stare a riposo, ma non è consigliato coprirsi troppo o stare in ambienti oltremodo riscaldati» afferma Corrado Giua. «Anzi è importante arieggiare la stanza ed evitare sia l’umido sia il secco eccessivo». Possono al contrario dare sollievo gli impacchi freddi sulla fronte per far calare la febbre. «La febbre è una risposta del nostro organismo all’infezione e pertanto ha un ruolo positivo, va solo monitorata e gestita senza farle superare certi limiti».

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I sintomi del raffreddore e quelli dell'influenza, sebbene causati da agenti diversi hanno in comune l'infiammazione. Il farmacista ci spiega come mai sono utili gli antinfiammatori in entrambi i casi.

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Sette trucchi per scansare l'influenza

  • Influenza aria aperta

    Esci di più all'aria aperta

    La leggenda secondo cui in inverno è meglio stare il più possibile al chiuso è falsa: negli ambienti ristretti, soprattutto se molto riscaldati, è più probabile ritrovarsi a stretto contatto con qualcuno che ha già preso l’influenza, e passarvi il virus. Stare all’aria aperta, soprattutto facendo delle passeggiate, riduce il rischio contagio e fa bene alla salute in generale.

  • Influenza stress

    Tieni alla larga lo stress

    Ritagliarsi momenti per rilassarsi un po' fa bene alla psiche, ma soprattutto rinforza le difese immunitarie. Alcuni studi hanno infatti dimostrato che se l’organismo è stressato, i virus dell’influenza hanno maggiori probabilità di infettare e replicarsi. Quale tecnica adottare? Quella che piace di più, a seconda dei gusti: lo yoga, la ginnastica, leggere un libro, un massaggio, fare una passeggiata. L’importante è tenere alla larga lo stress. E assieme a lui, i virus influenzali.

  • Influenza lavarsi le mani

    Lava le mani appena puoi

    Le mani sono il mezzo preferito dai virus del raffreddore e dell’influenza per diffondersi. Senza che ce ne accorgiamo, stringiamo le mani di qualcuno, apriamo una porta, ci appoggiamo a una sedia. Se qualcuno prima di noi ha toccato la stessa superficie ed è influenzato il gioco è fatto. Lavarsi le mani spesso e con accuratezza evita il diffondersi dei virus e riduce il rischio di ammalarsi.

  • Influenza sonno

    Chi dorme bene non piglia… l’influenza

    Una notte in bianco non è un dramma. Ma se la mancanza di sonno dura per più giorni il nostro sistema immunitario comincia a perdere colpi. In questa stagione è opportuno dormire almeno sette ore per notte, così da dare il tempo all’organismo di rigenerarsi dalle fatiche della giornata ed essere in grado di fronteggiare con successo i germi responsabili dei malanni invernali.

  • Influenza dieta

    Mangia in modo sano

    L’influenza si previene anche a tavola. Frutta e verdura di stagione sono fonti preziose di vitamine antiossidanti e sali minerali essenziali al buon funzionamento delle difese naturali dell’organismo. Legumi e cereali sono invece un ottimo rifornimento di proteine, anch’esse importanti perché alcuni aminoacidi contribuiscono alla sintesi degli anticorpi. In questa stagione è bene non sottovalutare anche la quota di carboidrati, pasta e pane per intenderci. Un po’ di calorie in più aiutano infatti l’organismo a rinforzare le sue difese naturali.

  • Influenza sport

    Fai attività fisica regolare

    È ormai dimostrato in diversi studi: un’attività fisica moderata, ma regolare, abbassa il rischio di buscarsi l’influenza. Una ricerca pubblicata sul British Journal of Sports Medicine, per esempio, ha scoperto che chi è fisicamente attivo almeno cinque giorni alla settimana ha una probabilità di prendere l’influenza e il raffreddore quasi dimezzata rispetto a chi lo è soltanto una volta alla settimana.

  • Influenza virus occhi

    Tieni giù le mani

    Spesso non ci si fa caso, ma tendiamo con una certa frequenza a portare le mani al viso. Siccome le tre principali vie d’accesso dei virus nel nostro organismo sono il naso, gli occhi e la bocca, è altamente sconsigliabile toccare queste parti del corpo senza prima aver lavato accuratamente le mani. Il problema è che a volte lo si fa senza accorgersi. Basta sforzarsi di dedicare un po’ di attenzione ai proprio movimenti involontari per ridurre parecchio il rischio di contagio.


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