Proteine nelle urine: quando sono troppo alte

Da una patologia renale cronica a un momento di stress: sono diverse le cause della proteinuria e anche le terapie per affrontarla.

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Da una patologia renale cronica a un momento di stress: sono diverse le cause della proteinuria e anche le terapie per affrontarla.

Si chiama proteinuria e significa che nelle urine è presente un’eccessiva quantità di proteine. Questo fenomeno si verifica quando i reni, che hanno il compito di filtrare il sangue espellendo le sostanze di scarto, non funzionano bene: il risultato è che componenti che dovrebbero rimanere nel sangue, come appunto le proteine, sfuggono al setaccio renale e vengono espulse nelle urine.

Perché i reni funzionano male?

Le cause possono essere diverse e non necessariamente è il caso di spaventarsi: spesso infatti la presenza di proteine nelle urine in quantità superiori alla norma può essere del tutto fisiologica e si verifica in caso di forte stress, febbre oppure attività fisica molto intensa.

Esistono però situazioni in cui la proteinuria è sintomo di un danno ai reni più o meno grave. Tanto più questi organi sono danneggiati, tanto maggiore sarà la dimensione e la quantità delle proteine che sfuggono alla filtrazione e si raccolgono nelle urine.

La proteinuria può essere la conseguenza di diverse malattie renali, come:

  • malattie dei glomeruli renali, piccoli "gomitoli" che filtrano il sangue a livello dei reni. Quando non funzionano correttamente, alcune proteine circolanti, principalmente l’albumina, possono passare nell’urina. Queste patologie possono essere primitive, quando sono originate all’interno del rene e non coinvolgono altri organi, o secondarie, quando sono la manifestazione di un disturbo presente a livello di altri organi, come nel caso del lupus eritematoso sistemico, del diabete mellito, dell’ipertensione arteriosa, dell’amiloidosi, e di molte altre patologie
  • malattie dei tubuli renali, quando si verifica proteinuria ma la quota di albumina nell’urina è bassa.

La proteinuria può essere anche causata da malattie del sangue, come per esempio alcuni tumori.

Quante proteine?

Può accadere che una quantità minima di proteine (meno di 200 mg) e di albumina (meno di 30 mg) possano essere individuate nelle urine raccolte nell’arco di 24 ore. Si tratta di un fenomeno piuttosto comune e che non è sintomo di alcun danno renale.

Quando invece le concentrazioni di queste sostanze nelle urine aumentano, in base al valore registrato nelle 24 ore, è possibile parlare di:

  • microalbuminuria (30-150 mg)
  • proteinuria lieve (150-500 mg)
  • proteinuria moderata (500-1.000 mg)
  • proteinuria grave (1.000-3.000 mg)
  • proteinuria indice della sindrome nefrotica (> 3.500 mg).

Gli esami da fare

Nella maggior parte dei casi la proteinuria è un disturbo che non dà sintomi specifici. Sono rare le situazioni in cui si può osservare gonfiore alle caviglie o al viso, oppure un leggero aumento di peso, dovuto alla ritenzione di liquidi, a sua volta provocata dalla ridotta presenza di proteine circolanti.

Il modo migliore per individuare la proteinuria è quello di effettuare semplici esami di laboratorio. Si tratta di analisi di routine, che valutano la concentrazione di proteine nelle urine. Il medico potrà richiedere un campione delle urine del mattino o la raccolta delle urine nell’arco di 24 ore.

E le terapie?

Per affrontare questo disturbo è importante comprendere la situazione complessiva della persona. Per esempio, chi soffre di diabete o ipertensione ha una probabilità maggiore di sviluppare proteinuria e la terapia consiste principalmente in:

  • perdita di peso corporeo in individui sovrappeso
  • praticare attività fisica regolare
  • smettere di fumare
  • ridurre l’uso di sale in cucina.

L’obiettivo è quello di mantenere i valori di pressione arteriosa quanto più simili alla normalità (inferiori a 130/80 mmHg), come anche i valori di glicemia e di emoglobina glicata.

Esiste anche la possibilità di utilizzare alcuni tipi di farmaci che possono avere effetti positivi, tra cui gli ACE-inibitori e gli antagonisti dell’angiotensina II.

Nel caso in cui la proteinuria dipenda in modo diretto da una patologia renale, la terapia avrà l’obiettivo di risolvere la malattia, eliminando quindi alla radice l’eccessiva perdita di proteine nelle urine.

In conclusione, il modo in cui affrontare questo disturbo dipende da una serie di fattori individuali e, soprattutto, dalla causa scatenante. È quindi fondamentale che sia il nefrologo a indicare la terapia da seguire: sarà lui a prescrivervi eventualmente ulteriori analisi e valuterà i passi più giusti da percorrere.

Valentina Torchia

CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
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