Pubblicità

Perdite in menopausa: le possibili cause

In caso di perdite di sangue durante la menopausa è sempre necessario sottoporsi a esami diagnostici specifici, come l’isteroscopia.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 5 minuti

In caso di perdite di sangue durante la menopausa è sempre necessario sottoporsi a esami diagnostici specifici, come l’isteroscopia.

Anche noto con il nome di "spotting", il fenomeno delle perdite durante la menopausa è piuttosto comune. Può avere diverse cause, sia funzionali sia organiche, e necessita di indagini approfondite, in modo da intervenire in caso sia un sintomo di un problema potenzialmente serio.

Cosa accade durante la menopausa?

La menopausa rappresenta la fine della fertilità femminile, e si verifica tra i 45 ed 55 anni di età, ma non sono rare menopause precoci e tardive. A partire da alcuni mesi prima della cessazione delle mestruazioni è possibile notare alterazioni del ciclo mestruale (mestruazioni ravvicinate e abbondanti oppure più distanziate tra di loro). Nello stesso periodo le ovaie cessano la loro attività e, di conseguenza, diminuisce nel sangue la quantità degli estrogeni, gli ormoni prodotti da questi organi.

Quando la donna entra in menopausa, le perdite di sangue vaginali si interrompono definitivamente. In alcuni casi, però, è possibile che si verifichino delle lievi emorragie vaginali, solitamente di colore marrone scuro. Possono comparire a partire da 12 mesi dopo la comparsa dell’ultima mestruazione e assumono questo aspetto a causa dell’emoglobina ossidata di cui sono ricche. Questo fenomeno viene definito come spotting durante la menopausa.

Diverse cause

Nella maggior parte dei casi si tratta di disturbi di poca importanza, per lo più di natura infiammatoria, che potrebbero risolversi spontaneamente. Tuttavia, è bene in ogni caso rivolgersi al proprio ginecologo.

Le cause di questo fenomeno possono essere di tipo:

  • disfunzionale, come infiammazione e assottigliamento dell’epitelio vaginale o dell’endometrio, provocate dai bassi livelli di estrogeni tipici della menopausa.
  • organico, come polipi cervicali o fibromi uterini, solitamente non cancerosi, o iperplasia dell’endometrio, che può verificarsi a causa dell’obesità o in seguito alla terapia ormonale sostitutiva. Se non curata, può evolvere in un tumore.

Quali accertamenti bisogna fare?

Solo una donna su dieci di quelle che lamentano un sanguinamento durante la menopausa è affetta da tumore all’utero. Tuttavia, è buona regola sottoporsi a controlli approfonditi per fugare ogni dubbio e individuare l’intervento terapeutico più adatto alle esigenze di ogni paziente.

Gli esami consigliati sono:

  • esame pelvico, attraverso l’inserimento nella cavità vaginale dello speculum, uno strumento divaricatore che consentire al ginecologo di osservare lo stato della vagina
  • PAP test, un esame che permette di prelevare un campione di tessuto uterino per l’analisi e l’esclusione di iperplasia o tumori.

Isteroscopia: una fotografia dell’apparato riproduttore femminile

Sempre più diffuso e meno doloroso di altre metodiche, l’isteroscopia è un esame diagnostico che viene effettuato in presenza di sanguinamenti uterini anomali, sia durante la vita fertile della donna sia, in particolar modo, in menopausa.

È una tecnica che permette di osservare l’interno della cavità uterina grazie a un isteroscopio, uno strumento sottile collegato a una telecamera. L’isteroscopio viene introdotto nell'utero attraverso la vagina senza dover applicare lo speculum e senza l’utilizzo di strumenti traumatici. Questo tipo di esame, quindi, è a prova di ansia e paura, perché non è minimamente doloroso o fastidioso. Questo strumento può essere utilizzato sia per compiere una diagnosi, sia, occasionalmente, per risolvere il problema, eliminando aderenze o asportando piccoli polipi.

Valentina Torchia

Fotogallery

I cinque segreti per vivere al meglio la menopausa

  • Non ingrassare

    Non accumulare chili di troppo

    Già con l’arrivo della premenopausa molte donne hanno la tendenza ad accumulare grasso cosiddetto viscerale, ossia a livello dell’addome. Oltre a essere pericoloso per la salute, in quanto aumenta il rischio cardiovascolare, è anche un vero e proprio cruccio dal punto di vista estetico. È quindi bene tenere sotto controllo il peso fin dai primi sintomi, anche perché dimagrire diventerà sempre più difficile man mano che passa il tempo.

  • Mangiare sano

    Mangiare sano

    Un’alimentazione sana ed equilibrata è utile per tenere a bada molti dei sintomi tipici della menopausa, in particolare l’aumento di peso e le vampate. Sì quindi ad alimenti integrali, olio extra-vergine di oliva, frutta possibilmente povera di zuccheri e tutti i cibi ricchi di calcio, come pesce e legumi piuttosto che formaggi, e di ormoni naturali, come semi di lino, tofu, salvia, finocchio, riso integrale, fagioli, rafano, the verde. Al bando invece grassi saturi e sale in eccesso.

  • Attivita%cc%80 fisica

    Praticare con regolarità attività fisica

    Come l’alimentazione anche l’attività fisica è un vero toccasana per la salute, non solo in menopausa. In questo delicato periodo ha però un valore aggiunto perché aiuta a prevenire anche l’osteoporosi e gli sbalzi d’umore. È quindi consigliabile vincere la pigrizia e dedicarsi con costanza allo sport che preferite o anche semplicemente a lunghe camminate almeno 2-3 volte a settimana.

  • No vampate

    Dormire a sufficienza

    Anche se è un sintomo sottovalutato, la menopausa è spesso caratterizzata anche da una bassa qualità del sonno. Per vivere al meglio questo periodo, dormire bene e a sufficienza è invece un aspetto importante, che aiuta a migliorare la qualità della vita e il tono dell’umore. Per combattere l’insonnia è utile cenare con piatti leggeri, evitando gli alcolici, e bere tisane a base di grifonia e iperico. Anche l’attività fisica o tecniche di rilassamento come lo yoga possono ridurre questo disturbo.


CONSULTA L’ARCHIVIO DI SALUTE DONNA
Torna su