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Onicomicosi: ecco a cosa fare attenzione

Ci sono comportamenti che aumentano il rischio di contrarre una micosi delle unghie.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 5 minuti
onicomicosi, micosi delle unghie

Ci sono comportamenti che aumentano il rischio di contrarre una micosi delle unghie. Vediamoli uno per uno.

Possono interessare chiunque e in qualunque momento della vita, ma alcune categorie di persone hanno una maggiore probabilità di contrarre le micosi delle unghie a causa di una particolare predisposizione individuale e/o di abitudini e comportamenti che aumentano il rischio di contagio e la loro ricorrenza dopo la guarigione di un primo episodio.

Gli anni che passano aumentano il rischio

Il principale fattore di rischio per l’onicomicosi è l’età. In primo luogo perché con l’invecchiamento tutti i tessuti dell’organismo si rinnovano più lentamente, diventano più fragili e quindi facilmente attaccabili da microrganismi patogeni.

In secondo luogo perché a partire dai 60-65 anni compaiono patologie croniche che aumentano ulteriormente il rischio di colonizzazioni della cute e delle unghie di mani e piedi da parte di funghi dermatofiti e Candida albicans.

Malattie che agevolano i funghi

Per esempio le alterazioni della circolazione periferica, il diabete, la psoriasi e tutte le forme di immunosoppressione transitoria (com’è quella associata a brevi cicli di terapia antibiotica, con corticosteroidi, farmaci immunomodulanti o chemioterapici) o cronica (conseguente, per esempio, a immunodeficienza acquisita, patologie epatiche severe, terapie immunosoppressive dopo trapianto d’organo, malattie del sangue ecc.).

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All’asciutto è meglio

Anche la tendenza a sudare molto o soffrire di iperidrosi, soprattutto a livello dei piedi, costituisce un importante fattore di rischio per lo sviluppo di onicomicosi.

La presenza di sudore, da un lato, indebolisce l’epidermide e le cuticole che circondano le unghie (rendendo più morbide e aggredibili anche le unghie stesse) e, dall’altro, facilita la creazione di un ambiente caldo-umido ideale per la proliferazione di funghi e lieviti.

A un analogo risultato si arriva se si indossano scarpe che non garantiscono una buona traspirazione del piede, o troppo strette, e calze in fibre sintetiche, incapaci di assorbire l’umidità in eccesso.

Questo è vero soprattutto se si indossano abitualmente scarpe da ginnastica o sneakers per molte ore al giorno, durante le comuni attività o praticando sport.

Stiamo attenti in piscina e in palestra

Un comportamento sbagliato, molto spesso all’origine di micosi dei piedi da funghi dermatofiti, riguarda ragazzi e adulti che frequentano piscine, palestre e centri termali: tutti ambienti a elevato rischio di contagio.

I microrganismi che determinano le onicomicosi possono sopravvivere per diverse ore sulle superfici umide dei corridoi, del bordo-vasca, degli spogliatoi e delle docce e camminare scalzi è il modo migliore per raccoglierne in abbondanza.

Discorso analogo vale per ciabatte e scarpe: per evitare contagi, mai utilizzare quelle di altre persone, anche se si tratta di familiari o amici.

Soprattutto l’igiene

Non curare adeguatamente l’igiene di mani e piedi significa implicitamente esporre le unghie (e, nel secondo caso, anche gli spazi tra le dita) all’aggressione da parte di microrganismi patogeni.

Ma il lavaggio regolare non basta: se non si procede anche a una perfetta e delicata asciugatura, l’umidità residua renderà particolarmente agevole la colonizzazione da parte di funghi e lieviti dell’epidermide e delle unghie già indebolite dalla permanenza nell’acqua e dall’uso di detergenti.

Comportamenti pericolosi

Altre pessime abitudini da dimenticare se ci si vuole tutelare da micosi (nonché da infezioni batteriche) delle unghie delle mani comprendono:

  • rosicchiare le unghie e/o torturare le cuticole che le circondano; procurarsi piccole ferite durante una manicure un po’ distratta o farla eseguire in centri estetici poco affidabili;
  • usare abitualmente lo smalto, anche per coprire macchie o piccoli danni alle unghie (che potrebbero essere il primo segno di un’onicomicosi e non vanno nascosti, ma posti all’attenzione del medico);
  • immergere le mani in liquidi contenti detersivi o sostanze aggressive senza guanti protettivi.

Leggi il dossier Onicomicosi.

Rosanna Feroldi

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Garonzi Francesco Garonzi
Dermatologo

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