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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Influenza della pillola sull'infezione da HPV"

Ho scoperto l'anno scorso di aver contratto il papilloma virus. Non essendo grave mi è stato consigliato di aspettare un anno e rifare la colposcopia per assicurarsi la scomparsa. La mia domanda è se la pillola anticoncezionale influisce in qualche modo con questa patologia, visti i diversi pareri di esperti.

Sotto la denominazione comune di “papilloma virus” (Human Papilloma Virus - HPV) si raggruppano almeno 100 diversi tipi di virus, un gruppo dei quali può essere pericoloso perché in grado di determinare la formazione di condilomi o la trasformazione maligna di cellule a livello del collo dell’utero, dell’ano, della mucosa orale. La infezione da papilloma virus si contrae durante un rapporto sessuale. Per la protezione da questi virus sono oggi disponibili in Italia due diversi tipi di vaccino, uno bivalente (contro HPV 16 e 18) e uno quadrivalente (contro HPV 6, 11, 16, 18), che vengono comunemente consigliati alle ragazze nel corso del loro 12º anno di vita, ma che possono essere utilizzati anche fino a 26 o addirittura fino a 45 anni. Sarà presto in arrivo anche in Italia un vaccino nonavalente, cioè capace di proteggere da almeno nove diversi tipi di HPV (HPV 6, 11, 16, 18, 31, 33, 45, 52, 58). Non vi è un razionale specifico per pensare che l’utilizzo della pillola possa influenzare l’insorgenza, la diffusione e lo sviluppo di questo tipo di infezione. Corrisponde in effetti al vero che molte volte l’infezione, in situazioni relativamente iniziali e in particolare nella donna giovane, si autoelimina nell’80% dei casi per il progressivo naturale distacco delle cellule infettate, e che quindi valga la pena fare sistematici controlli per verificarne l’andamento.


Ha risposto Arisi Emilio

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Emilio Arisi

Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Parma, si è specializzato in Ostetricia e Ginecologia nella stessa Università. Dal 1993 al 2010 è stato Direttore della U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Regionale “S. Chiara” di Trento dove, dall’inizio del 2002 è stato coordinatore del Dipartimento Materno-Infantile della Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia di Trento.

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