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Edema polmonare: cause, sintomi e terapie

Provocato soprattutto da problemi al cuore, si manifesta generalmente con “fame d’aria” e aumento dei ritmi respiratori. Diverse sono le terapie possibili.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti

Provocato soprattutto da problemi al cuore, si manifesta generalmente con “fame d’aria” e aumento dei ritmi respiratori. Diverse sono le terapie possibili.

L’edema polmonare è caratterizzato dall’accumulo nel polmone di liquidi provenienti dai vasi sanguigni in seguito a un aumento importante della pressione circolatoria o per danno diretto alle pareti degli stessi vasi.

Si parla di edema “interstiziale” se il fluido si concentra tra le cellule del tessuto, mentre viene definito “alveolare” se va a riempire gli alveoli, ovvero le cavità, normalmente piene d’aria, protagoniste dello scambio fra ossigeno e anidride carbonica.

Quali sono le cause dell’edema polmonare?

Le cause possono essere molte, anche se nella maggior parte dei casi l’edema polmonare è riconducibile a problemi cardiaci quali malattie coronariche, cardiomiopatie, aritmie, ischemie o ipertensione.

Oltre che da patologie cardiocircolatorie, l’edema può essere causato anche da un’alterazione strutturale del cuore stesso, in particolar modo se a essere coinvolto è il ventricolo sinistro.

In condizioni normali, infatti, l’atrio sinistro riceve il sangue ossigenato dalla circolazione polmonare passandolo poi al ventricolo sinistro, dal quale arriva all’aorta per essere distribuito.

In condizioni patologiche o di alterazione strutturale, il ventricolo sinistro espelle meno sangue rispetto a quanto accade normalmente, determinandone un accumulo a monte, cioè a livello polmonare.

L’aumento di sangue nel circolo polmonare incrementa a sua volta la pressione venosa con conseguente filtrazione dei fluidi al di fuori dei capillari.

Se si verifica una di queste condizioni, cioè se l’edema polmonare è dovuto a problematiche correlate al cuore, verrà definito “cardiogeno”.

Al contrario, si parlerà di “non cardiogeno” in caso sia riconducibile ad altre motivazioni, quali per esempio infezioni polmonari, trauma toracico, malattie renali, inalazione di sostanze tossiche o condizioni di stress respiratorio, tra cui il trovarsi ad alta quota.

Quali sono i sintomi per riconoscerlo?

È importante innanzitutto distinguere la forma acuta e improvvisa da quella cronica.

L’edema polmonare improvviso si manifesta in genere con respiro corto e difficoltà respiratorie, per poi passare, nelle situazioni più gravi, a senso di soffocamento, rantoli o sibili, sudorazione, pallore e, in alcuni casi, dolore al petto.

La forma cronica è invece caratterizzata da mancanza di respiro e difficoltà nell’atto respiratorio anche durante attività fisica lieve, gonfiore alle estremità degli arti, risvegli frequenti per apnee notturne e perdita di appetito.

Quali terapie abbiamo a disposizione?

A seconda della patologia che sta alla base dell’edema polmonare, il medico prescriverà la terapia più appropriata, anche se comunemente si mettono in atto misure per sostenere la circolazione, lo scambio dei gas e la corretta dinamica respiratoria.

Tra gli interventi di elezione troviamo l’ossigenoterapia, sostituita dalla vera e propria ventilazione assistita nei casi più gravi, e la riduzione della quantità di liquidi extravascolari attraverso la somministrazione di diuretici e antipertensivi.

Anche la morfina può essere utile in quanto aiuta a risolvere la dispnea, ovvero una respirazione difficoltosa, oltre che ad alleviare lo stato ansioso.

Silvia Radrezza

CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
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