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Diabete tipo 1 glicemia controllo

Diabete di tipo 1: glicemia sotto controllo

Monitorare i livelli di glucosio nel sangue è fondamentale. Ecco come fare.

Monitorare costantemente i livelli di glucosio nel sangue è fondamentale. Ecco che cosa fare e cosa evitare.

La glicemia, ovvero la quantità di glucosio presente nel sangue, è il parametro fondamentale che guida la diagnosi di diabete, malattia caratterizzata da un aumento della concentrazione di zuccheri nel sangue (iperglicemia).

Questo accade a causa di una insufficiente quantità o un’alterata funzione dell’insulina. Tale ormone prodotto dal pancreas consente l’utilizzo del glucosio come fonte di energia; se questo meccanismo non è efficace, il glucosio si accumula nel sangue.

Mantenere costante il glucosio nel sangue

Una glicemia il più possibile vicina alla norma (non superiore a 120 mg/dl a digiuno e a 180 dopo i pasti) e senza bruschi sbalzi è l’obiettivo a cui deve tendere una buona terapia del diabete sia di tipo 1 sia di tipo 2: è la strategia più efficace per condurre una vita normale e prevenire danni ai principali organi (le complicanze della malattia).

Per ottenere questo risultato occorre affiancare alle iniezioni di insulina, ai farmaci, alla dieta, all’esercizio fisico, il controllo quotidiano dei valori glicemici per verificare l’efficacia della cura e per correggerla se non funzionasse come previsto.

Necessario sempre, tale monitoraggio è fondamentale per il diabetico di tipo 1 o insulinodipendente che deve regolare il dosaggio delle iniezioni sull’andamento dei propri livelli d glucosio nel sangue per evitare non solo l’iperglicemia, ma anche le opposte crisi ipoglicemiche (derivanti da eccesso di insulina somministrata o da insufficiente assunzione di cibo) che possono portare fino al coma.

L’importanza dell’autocontrollo

Più che di controllo, si parla di autocontrollo della glicemia, perché il test dove essere effettuato spesso durante la giornata ed è quindi affidato direttamente a chi soffre di diabete.

Sarà il medico che, fin dal momento della diagnosi darà le opportune indicazioni su come e quando eseguire l’esame.

In linea generale l’autotest è consigliato per lo meno prima e dopo ogni pasto, prima di coricarsi, prima e dopo uno sforzo fisico intenso.

Un piano generale dei controlli da fare è deciso insieme con il diabetologo in base alle esigenze della singola persona.

Come si misura

Gli strumenti per misurare la glicemia hanno avuto negli ultimi anni un’evoluzione che li ha portati a un livello di precisione, sicurezza, maneggevolezza e facilità d’uso tali da renderli comodamente utilizzabili da parte di tutti i pazienti, in casa e fuori.

L’autotest consiste nel prelevare da un polpastrello, tramite un sottile ago pungidito, una goccia di sangue da depositare poi su una strisciolina di materiale reattivo, inserita nell’apparecchio.

Il misuratore elettronico legge in pochi secondi la glicemia e ne riporta il valore sul display. Prima di ogni prelievo, è bene disinfettare il dito e asciugarlo con cura.

Attivi e informati

Il diabetico è una persona attiva nella gestione della propria malattia: insieme con le indispensabili visite dal diabetologo e dal medico di famiglia e i periodici esami specialistici, il buon esito della cura dipende da lui, dalla sua capacità e costanza nel rispettare la terapia. L’autocontrollo glicemico è uno dei suoi compiti principali.

Molti di coloro che soffrono di diabete oltre alla tecnica di controllo imparano anche a modulare la terapia insulinica in caso di valori irregolari di glicemia o di eventi imprevisti o insoliti che possono alterarla. Anche se l’ultima parola spetta sempre al medico.

Il diario delle glicemie

Si consiglia di scrivere su un diario i valori glicemici di volta in volta rilevati, indicando terapia insulinica seguita ed eventuali episodi accaduti durante la giornata tali da influenzare la gestione del diabete (cena con amici, partita di calcetto eccetera).

Ciò permette di delineare l’andamento nel tempo dei valori di zucchero nel sangue e di valutare, con il diabetologo, se la terapia in corso è adeguata.

A cura della redazione

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Gregorio Guabello
Endocrinologo

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