Celiachia: rara la diagnosi, ma non la malattia

Sempre più persone si scoprono intolleranti al glutine.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti
celiachia diagnosi

Si credeva fosse una malattia rara. Invece, più passa il tempo e più i medici si rendono conto che la celiachia interessa un numero tutt’altro che trascurabile di persone.

Il popolo dei celiaci non è formato soltanto dalle persone che lamentano i sintomi intestinali tipici fin dall’infanzia.

Queste rappresentano, di fatto, soltanto la punta dell’iceberg del reale numero degli affetti, che comprende infatti anche molti individui che iniziano a soffrire soltanto in età adulta di malesseri più sfumati e variabili per tipologia e intensità, a carico di diversi organi e apparati o che, addirittura, stanno apparentemente benissimo.

A ridisegnare l’epidemiologia della malattia celiaca negli ultimi anni ha involontariamente contribuito l’esofago-gastro-duodeno-scopia (Egds), meglio nota semplicemente come gastroscopia, spesso effettuata nell’ambito di indagini dirette ad altri scopi.

L’indagine, però, ha permesso ai clinici di individuare per “visione diretta” (poi confermata dalla biopsia) la presenza inequivocabile di una mucosa intestinale alterata, con villi duodenali “appiattiti” e incapaci di assicurare il corretto assorbimento dei nutrienti introdotti con gli alimenti.

Che cosa implica questa nuova evidenza all’atto pratico?

Sul fronte della diagnosi, un certo dibattito rispetto all’opportunità di proporre i test sul sangue per la ricerca di anticorpi specifici per la malattia con programmi di screening estesi a tutta la popolazione o, almeno, a sottogruppi potenzialmente a maggior rischio.

A partire dai familiari di primo grado di un persona già riconosciuta come celiachia.

Ciò consentirebbe di offrire a un numero molto maggiore di persone celiache la possibilità di modificare opportunamente l’alimentazione quotidiana, eliminando il glutine dalla dieta ed evitando così non soltanto malesseri più o meno importanti nell’immediato, ma anche le più serie complicanze che potrebbero insorgere a distanza, come linfomi intestinali e osteoporosi.

Sono celiaco oppure no?

In attesa che le istituzioni sanitarie stabiliscano come procedere in via ufficiale, la probabilità di riuscire a individuare la malattia fin dall’esordio dipende dalla tipologia e dall’intensità delle sue manifestazioni e dalla sensibilità del medico che le osserva.

I test anticorpali specifici, effettuati dopo un semplice prelievo di sangue, dovrebbero essere sempre eseguiti in presenza di sintomi da malassorbimento, come dimagrimento non voluto o non giustificato, carenze nutrizionali, anemia e affaticamento.

Oppure in caso di disfunzioni gastrointestinali, come dispepsia, difficoltà digestive, inappetenza, diarrea.

Nel bambino che mangia in modo sufficiente e bilanciato, a far sospettare la malattia deve essere in primo luogo l’accrescimento stentato o non in linea con i normali parametri di crescita, specie nei primi anni di vita.

Ma non vanno trascurati neppure segnali diversi, quali instabilità umorale, irritabilità e nervosismo.

L’Egds rappresenta, invece, l’indagine considerata come “gold standard” per la caratterizzazione precisa della gravità della malattia, ed è l’unica tecnica adeguata per confermarne la presenza in quella piccola quota di persone che, pur non presentando anticorpi specifici nel sangue, restano a forte sospetto di celiachia.

Rosanna Feroldi

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Samanta mazzocchi Samanta Mazzocchi
Specialista in Gastroenterologia ed endoscopia digestiva

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Sensibilita al glutine

È un nuovo disturbo, diverso dalla celiachia anche se i sintomi possono essere molto simili.

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Glutine nascosto: i 5 alimenti insospettabili

  • Salsa di soia

    Salsa di soia

    La soia, di per sé, non contiene glutine, ed è quindi un alimento consentito ai celiaci. Lo stesso non vale però per la salsa di soia, tra i cui ingredienti possono esserci orzo o grano, utilizzati per la fermentazione della soia. I celiaci devono quindi fare attenzione a utilizzare solo le varianti “gluten-free” presenti in commercio e disponibili in alcuni ristoranti.

  • Cioccolato

    Cioccolato

    Se di buona qualità, il cioccolato non dovrebbe contenere glutine, ma è possibile che in alcuni casi tra gli ingredienti ci sia la farina di grano o di frumento. È quindi sempre opportuno controllare l’etichetta degli ingredienti, soprattutto se si tratta di prodotti a base di cioccolato che contengono al loro interno un ripieno.

  • Minestra

    Minestre e sughi pronti

    Per la preparazione industriale di questi prodotti viene spesso utilizzata la farina di mais o di frumento come addensante, in modo da renderli più cremosi. Attenzione quindi alla presenza o meno della dicitura “gluten free”.

  • Prosciutto

    Salumi

    Fatta eccezione per il prosciutto crudo, quasi tutti i salumi sono a rischio di contenere glutine, in particolare il prosciutto cotto. La contaminazione arriva principalmente da additivi utilizzati per la salagione.

  • Curry

    Curry

    Il curry in quanto tale è costituito unicamente da spezie ed è quindi da considerarsi sicuro per i celiaci. In alcuni casi vengono però aggiunti aromi, amidi o additivi: in questo caso diventa un alimento a rischio e può essere consumato solo nel caso sia presente la dicitura “senza glutine”.


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