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Bruciori di stomaco dopo cena? Così li eviti

La pirosi gastrica, o bruciore di stomaco, è un sintomo frequente e spesso legato a iò che si mangia o che si beve. Ecco come evitarne la comparsa.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti
Iperacidità postprandiale bruciori stomaco dopo cena

Il *bruciore di stomaco** dopo cena è un sintomo frequente, spesso causato da ciò che si mangia o che si beve. Ma con un po’ di attenzione si può evitare.*

Il bruciore di stomaco, in medicina pirosi o acidità gastrica, è un sintomo talmente frequente che è difficile trovare persone che non ne abbiano mai sofferto, e le cause possono essere molte.

Nella maggior parte dei casi si tratta di gastrite acuta, ovvero dell’occasionale infiammazione della parete gastrica interna dovuta alla quantità e alla qualità dei cibi assunti, e si verifica vicino al pasto.

Se, invece, acidità e bruciore arrivano entro i primi trenta minuti successivi al pasto insieme al dolore, potrebbe trattarsi di ulcera gastrica.

Infine, se il bruciore si accompagna a rigurgito acido, con tutta probabilità si tratta di reflusso gastroesofageo.

Lo stile di vita…

Fermo restando che quando l’acidità di stomaco diventa abituale e si accompagna a dolore è bene parlarne al proprio medico, ecco qualche consiglio per evitare comunque che un banale disturbo sporadico, possa diventare un problema cronico e più serio.

Per prima cosa sono da evitare le cene consumate sotto stress, in piedi e troppo abbondanti, ricche di grassi e di qualche bicchiere di troppo (specie se vino bianco).

Buona abitudine è mangiare seduti comodamente, non coricarsi subito dopo il pasto (una breve passeggiata può essere utile), evitare movimenti che aumentano la pressione addominale (flessioni del busto) e non indossare indumenti troppo stretti.

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Nonché, abolire il fumo di sigaretta che possiede un’azione dannosa diretta sulla mucosa gastrica.

E poi, ricordarsi di masticare lentamente per evitare che grossi pezzi di cibo arrivino allo stomaco senza aver subito la prima, seppur parziale, digestione che avviene in bocca.

…e la dieta

Sono da evitare comunque: i cibi ricchi di grassi saturi (salumi e insaccati, formaggi fermentati, strutto, lardo, panna, burro fuso, carni rosse troppo grasse e dolciumi) e le cotture troppo speziate, elaborate, a temperature elevate o troppo prolungate (fritti, soffritti, bolliti e stracotti con vino e spezie irritanti).

Sono nemici dello stomaco anche l’alcol, il caffè, il tè, la menta, le bevande ghiacciate, colorate e troppo gasate, il succo di pomodoro, la senape forte, il ketchup, la mostarda, gli agrumi e le spremute, i succhi di frutta in generale e anche il cioccolato.

Una nota a parte merita il latte che, se da un lato è in grado di tamponare l'acidità dello stomaco e ha, pertanto, un immediato effetto positivo, dell’altro è ricco, specie quello intero, di grassi e proteine che potrebbero rallentare la digestione.

Rimedi farmacologici

Per alleviare velocemente l'acidità che compare dopo un pasto ricco o troppo abbondante si può ricorrere a prodotti a base di bicarbonato, che hanno un effetto immediato poiché tamponano l’iperacidità.

Se il disturbo invece non è occasionale o è accompagnato da rigurgiti acidi potrebbe essere utile il trattamento con farmaci diversi, che agiscono direttamente sulla produzione gastrica di acido. In questo caso è meglio affidarsi al consiglio del farmacista di fiducia o del medico.

Patrizia Maria Gatti

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Samanta mazzocchi Samanta Mazzocchi
Specialista in Gastroenterologia ed endoscopia digestiva

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Sette trucchi per digerire meglio

  • Digerire pranzo stress

    Mangia con calma

    La fretta è il peggior nemico della digestione. Meglio prendersi il tempo necessario per mangiare e masticare con calma, boccone dopo boccone. Meglio evitare quindi il panino ingurgitato in fretta e furia al bancone del bar perché è il modo migliore per sentirlo andare su e giù per tutta la giornata. Se possibile, nella pausa pranzo, vanno evitate anche le fonti di stress. Quindi niente discussioni di lavoro, almeno a tavola.

  • Digestione pantaloni

    Evita le cinture che “strizzano” la vita

    Almeno un merito la tanto vituperata moda dei pantaloni “a vita bassa” ce l’ha: lascia libero lo stomaco da inutili costrizioni, facendo appoggiare le cinture o fasce sui fianchi. Chi invece preferisce vestirsi in modo più classico deve orientarsi verso tagli più morbidi e tessuti meno rigidi. E le donne che indossano gonne o shorts e collant dovrebbero evitare di posizionare gli elastici proprio all’altezza dell’ombelico.

  • Digerire fritto

    Stai lontano dai cibi grassi

    Fritti e condimenti a base di burro sono tra gli alimenti più difficili e lunghi da digerire. Lo stomaco deve lavorare un bel po’ prima di riuscire a smaltirli. Chi soffre di problemi digestivi deve quindi evitare, a pranzo e a cena, di mettere troppi grassi nel piatto.

  • Pennicchella digestione

    No alla pennichella

    Dopo un pranzo abbondante, a volte anche dopo un pasto leggero, viene l’abbiocco. Non è nulla di grave: il sangue scorre copioso verso lo stomaco, per favorire la digestione, e diminuisce l’afflusso al cervello. Stanchezza, spossatezza, palpebre abbassate sono un fenomeno naturale. Meglio evitare però la classica pennichella se si fa fatica a digerire perché la posizione orizzontale e il sonno non facilitano il lavoro dello stomaco.

  • Acqua digestione

    L’acqua frizzante non serve

    C’è chi pensa che l’acqua gassata aiuti a digerire. Sarebbe bello, ma in realtà è soltanto un’impressione. L'anidride carbonica non ha alcuna proprietà digestiva: le bollicine si limitano a dilatare lo stomaco, favorendo l'espulsione del gas. Ma questo non certo è sinonimo di digestione.

  • Digestione freddo

    Niente sbalzi di temperatura dopo mangiato

    Anche il classico colpo d’aria allo stomaco, così come il tuffarsi in acqua, subito dopo un pasto è un deterrente alla digestione. Il freddo è un ostacolo al lavoro dello stomaco e se per alcune fortunate persone non cambia nulla, per quelli che soffrono di difficoltà digestive può rappresentare un problema.

  • Antiacido

    Un antiacido all’occorrenza

    Se dopo il pasto insorgono bruciori e dolori allo stomaco è molto probabile che ci sia un problema di iperacidità gastrica. Niente di grave, se succede di tanto in tanto. Nella gran parte dei casi può bastare un antiacido, di quelli che si comprano in farmacia senza ricetta medica. Si tratta di sostanze che reagiscono con l'acido cloridrico, neutralizzandolo. Si presentano sotto forma di compresse o granulati, come per esempio i preparati a base di carbonato di calcio e di magnesio. Neutralizzano rapidamente l'iperacidità e sono rimedi efficaci per facilitare la digestione.


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