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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Bruciore di stomaco"

Ho spesso una forte sensazione di bruciore sopra lo stomaco e a volte fatico a deglutire; ho anche rigurgiti acidi che mi causano bruciore alla gola e tosse. Con i comuni antiacido non riesco a risolvere il problema. C’è qualche soluzione per questo problema? (Ho 37 anni e sono di sesso maschile)

La sensazione di bruciore retrosternale, detto anche pirosi, è un sintomo tipico causato dal reflusso di acido gastrico che, non più trattenuto nello stomaco, risale in esofago. Tale bruciore tende a lungo andare a risalire verso l’alto, causando sintomi quali bruciore alla gola e difficoltà alla deglutizione (sintomi atipici) o anche sintomi cosiddetti extraesofagei come la tosse. Gli antiacidi, bicarbonati e alginati, sono sintomatici del dolore, per cui dovrebbero essere utilizzati soltanto quando l’iperacidità gastrica è del tutto occasionale (come dopo un pasto abbondante o caratterizzato da cibi mal tollerati oppure in seguito a uno stress che destabilizzi l’equilibrio gastrico), non possono essere una strategia terapeutica da adottare in modo sistematico. Nonostante ciò rimangono i farmaci di prima scelta in gravidanza. Oggi sono presenti farmaci più efficaci come gli antisecretivi (inibitori dei recettori H2, inibitori di pompa protonica), questi ultimi sono indispensabili ogniqualvolta ci si trovi di fronte a una patologia acido-correlata ben definita come la malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE). Il trattamento deve essere eseguito per un tempo determinato (non meno di 6-8 settimane) e a un dosaggio adeguato, sotto prescrizione del medico, o dietro consiglio del farmacista per le formulazioni senza obbligo di ricetta, in base alle caratteristiche sintomatiche individuali. Inoltre, è indicato associare alla terapia farmacologica una serie di provvedimenti igienico-dietetici che hanno la funzione di ridurre le condizioni predisponenti al reflusso: eliminare spezie, caffè, tè, nicotina (in grado di facilitare l’insorgenza di rilasciamenti dello sfintere esofageo inferiore), evitare pasti abbondanti o a elevato contenuto di grassi (che rallentano lo svuotamento gastrico), ridurre il sovrappeso, non portare indumenti attillati (condizioni che possono causare un aumento della pressione intraddominale e spingere il contenuto gastrico verso l’alto). Una discreta percentuale di pazienti (20-30%) può avere una riduzione significativa della sintomatologia semplicemente grazie al ricorso di queste semplici manovre.


Ha risposto Mazzocchi Samanta

Samanta mazzocchi

Samanta Mazzocchi

Specialista in Gastroenterologia ed endoscopia digestiva

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 2002 presso l’Università degli Studi di Pavia. Ha conseguito nel 2008 il diploma di Specializzazione in "Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva". Dal 2013 è dirigente medico presso l’Azienda Ospedaliere di Piacenza all’Ospedale di Castel San Giovanni e, in qualità di Medico Gastroenterologo, si occupa dell’ambulatorio di gastroenterologia e di endoscopia digestiva.

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