Pubblicità
Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 14 minuti
Pubblicato: 13 Luglio 2020 Ultimo aggiornamento: 14 Luglio 2020

Ansia in gravidanza: come superarla con successo

La gravidanza è un periodo di forti emozioni, talvolta contrastanti, in cui non è raro avere a che fare con l'ansia. Combatterla è fondamentale per proteggere sia la propria salute sia quella del bambino.

Quanto hai trovato interessante questo contenuto?
 

Felicità, entusiasmo, nuovi progetti: la gravidanza è accompagnata da molte emozioni e sentimenti positivi, ma non manca nemmeno qualche nota dolente.

Infatti, in questo periodo le preoccupazioni per la propria salute e per quella del bambino può portare la futura mamma a fare i conti con un'ansia che, purtroppo, può essere controproducente per il suo benessere e per quello del piccolo, e che non sempre può essere tenuta sotto controllo con rimedi farmacologici o erboristici, perché potrebbero essere controindicati.

Fortunatamente, però, l'ansia può essere combattuta in sicurezza con armi diverse da farmaci e integratori alimentari.

Cause dell'ansia in gravidanza

L'ansia corrisponde a un'anticipazione di un pericolo futuro che si manifesta sotto forma di risposta emotiva.

Questa risposta emotiva può scatenare sintomi sia psicologici sia a livello fisico, in particolare paura, nervosismo, sensazione di disagio, difficoltà a rilassarsi e tachicardia.

Le donne incinte, in qualunque settimana di gestazione (sia all’inizio della gravidanza, sia in prossimità del parto), possono ritrovarsi alle prese con un disturbo d'ansia generalizzata (caratterizzato da uno stato di ansia costante e di preoccupazione eccessiva nei confronti di possibili eventi negativi di qualsiasi genere o natura) o con forme di ansia più specificamente associate alla gravidanza.

Fra le principali cause della comparsa di questo fenomeno durante la gestazione sono inclusi il timore circa il corretto sviluppo del bambino e le preoccupazioni per il momento del parto.

Per di più, sin dalle prime settimane dopo il concepimento, le donne incinte devono seguire numerose indicazioni e sottoporsi a svariati controlli medici che possono aumentare i livelli di preoccupazione. 

Non manca nemmeno la comparsa di diversi sintomi che possono scatenare piccoli o grandi dubbi circa la loro origine e le loro possibili conseguenze.

A far da padrona su tutte è l'ansia che i disturbi di cui si soffre possano essere pericolosi per la salute del bambino o essere il sintomo di qualcosa che non sta andando per il verso giusto.

Ma l'ansia di cui può soffrire una donna incinta può avere anche altre cause ed è del tutto naturale.

Infatti, la gravidanza è un'esperienza destinata a cambiare non solo il corpo, ma anche la vita della futura mamma, che non dovrebbe sentirsi in colpa per il fatto di vivere questo periodo di cambiamento con un senso di paura.

I fattori che più di frequente possono preoccupare la futura mamma sono:

  • le proprie capacità genitoriali
  • il modo in cui potrebbe cambiare il rapporto di coppia con il partner
  • l'impatto che il diventare madre avrà sulla propria vita lavorativa
  • preoccupazioni di natura finanziaria.  

A tutto ciò si aggiunge l'effetto dei cambiamenti ormonali che caratterizzano questa fase della vita della donna. Infatti, gli ormoni possono influenzare le emozioni, aumentando la vulnerabilità nei confronti delle preoccupazioni.

D'altra parte, livelli elevati di ansia possono essere associati a un aumento dei sintomi fisici tipicamente associati alla gravidanza, come nausea e vomito.

Purtroppo la società non è sempre pronta ad agevolare il percorso delle donne durante la gravidanza e la maternità. Questo, da un lato, concede alle future mamme poco tempo per prepararsi ai cambiamenti associati alla gravidanza e alla nascita del bambino; dall'altro può aumentare le preoccupazioni circa la gestione della propria famiglia e la conciliazione degli impegni a casa con quelli dell'attività lavorativa una volta che il bambino sarà nato.

Gli effetti dell'ansia in gravidanza  

Come accennato, è piuttosto naturale che la gravidanza generi delle preoccupazioni, ma se controllare i propri pensieri negativi diventa difficile, se l'ansia inizia a interferire con lo svolgimento della normale vita quotidiana, o se ci si sente costantemente tristi o depresse è bene parlarne subito con il proprio medico per trovare la soluzione più adatta al proprio caso.

I sintomi che dovrebbero spingere a chiedere aiuto a uno specialista includono:

  • una continua sensazione di ansia o nervosismo
  • l'incapacità di fermare o controllare l'ansia
  • l'incapacità di rilassarsi
  • l'agitazione e l'incapacità di stare fermi
  • l'irritabilità
  • sentirsi impaurite e pensare che tutto andrà male.

A questi sintomi psicologici possono aggiungersi anche disturbi fisici, in particolare:

  • tachicardia
  • aumento della frequenza del respiro
  • capogiri
  • sudorazione eccessiva
  • tensione, dolore o tremori muscolari
  • sensazione di addormentamento di dita o labbra.

A volte la situazione può degenerare in veri e propri attacchi di panico, rendendo indispensabile chiedere aiuto a un esperto.

Un'ansia importante può infatti essere pericolosa sia per la futura mamma sia per il piccolo.

Pubblicità

In generale, sia il disturbo d'ansia generalizzata sia l'ansia più specificamente associata alla gravidanza possono avere effetti negativi sul benessere materno, mentre l'ansia da gravidanza è più spesso associata a effetti negativi per la salute del bambino. In particolare, l'ansia sperimentata dalla futura mamma nelle fasi più avanzate della gestazione è stata associata alla riduzione sia del peso sia della lunghezza del bambino alla nascita. Anche la crescita del cranio e dell'addome può essere influenzata negativamente da ansia e depressione.

Inoltre, quando la donna vive condizioni stressanti durante la gravidanza aumenta il rischio che il bambino possa sviluppare disturbi psicomotori alla nascita e, nel corso della sua vita, disturbi neuropsichiatrici, cardiovascolari e metabolici.

A entrare in gioco è il cortisolo, una molecola nota anche come “ormone dello stress”, che trasferirebbe lo stress dalla futura mamma al bambino nella sua pancia, passando attraverso la placenta.

Nel feto il cortisolo potrebbe giocare un ruolo nello sviluppo dei meccanismi che permettono di gestire lo stress. Dato che lo sviluppo di questi meccanismi (il cosiddetto asse ipotalamo-ipofisi-surrene) si concentra durante le ultime settimane di gravidanza, gli effetti dello stress possono essere particolarmente negativi verso l'ultimo mese della gestazione.

L'aumento del cortisolo associato all'ansia e allo stress può essere pericoloso anche perché aumenta il rischio di preeclampsia, una condizione che mette in pericolo sia la vita della donna incinta sia quella del suo bambino.

Altri ormoni coinvolti nella risposta allo stress vissuto dalla futura mamma che possono avere un effetto sullo sviluppo del bambino sono l'adrenalina e la noradrenalina. In questo caso l'effetto è indiretto; infatti adrenalina e noradrenalina non passano attraverso la placenta. Tuttavia, possono limitare l'afflusso di sangue all'utero svolgendo un'azione vasocostrittrice sulle arterie che irrorano quest'organo.

Infine, alcuni studi hanno associato lo stress e l'ansia generata dalla gravidanza alla depressione post partum, un fenomeno che mette in pericolo non solo la salute psicologica della neomamma, ma anche la relazione con il proprio figlio (insieme a tutte le conseguenze negative che questo comporta).

Per tutti questi motivi è bene riconoscere la criticità della situazione e affrontarla con l'approccio più adatto a seconda della dimensione del problema.

Rimedi per l'ansia in gravidanza

In genere il cattivo umore e l'ansia associati alla gravidanza tendono a risolversi senza bisogno di particolari interventi.

Fino a che i sintomi non sono gravi è possibile evitare di ricorrere ai farmaci. Piuttosto, può essere utile cercare di ridurre l'ansia praticando tecniche di rilassamento o di respirazione, con un approccio di mindfulness, oppure rivolgendosi a un esperto di psicologia. 

La mindfulness è una tecnica meditativa che si basa sul riportare l'attenzione al momento presente, evitando ogni atteggiamento giudicante. Studi che hanno coinvolto donne nel secondo trimestre di gestazione hanno dimostrato che la sua pratica può ridurre lo stress e l'ansia associata alla gravidanza.

Benefici analoghi possono essere ottenuti anche con esercizi di rilassamento o seguendo un corso di yoga. Ciò che conta è aumentare la propria consapevolezza nei confronti della gravidanza.

L'eventuale assunzione di farmaci o integratori deve avvenire solo dietro indicazione medica. Infatti, farmaci e nutrienti possono passare dalla madre al bambino, e non tutte le sostanze sono considerate sicure per il suo sviluppo.

In particolare, l'assunzione nelle prime settimane di gestazione di alcune molecole spesso utilizzate per gestire disturbi ansiosi e come antidepressivi, per esempio gli inibitori del reuptake della serotonina (noti con l'acronimo SSRI), è stata associata all'aumento del rischio di aborto spontaneo e dell'incidenza alla nascita di anomalie dello sviluppo.

Gli stessi SSRI, se assunti durante il terzo trimestre, possono essere associati alla comparsa nel neonato di ipertensione polmonare (una rara malattia in cui il flusso del sangue ai polmoni è limitato), irritabilità, problemi di alimentazione (allattamento), disturbi del sonno e altri sintomi.

Questo non significa che la scelta migliore sia necessariamente non assumere nessuna terapia farmacologica. Prima di farlo, però, è fondamentale valutare rischi e benefici con il proprio medico.

In modo analogo, le donne in terapia con farmaci contro l'ansia prima di scoprire di essere incinte non devono sospendere o sostituire improvvisamente la cura senza averne prima discusso con il curante.

Per quanto riguarda gli integratori e i rimedi naturali, è bene ricordare che non si tratta di soluzioni necessariamente prive di controindicazioni in gravidanza. Perciò, anche in questo caso, prima di assumerli è bene confrontarsi con il proprio medico. 

Consigli per gestire l'ansia durante la gravidanza

Accanto a tecniche di rilassamento, yoga, mindfulness e assistenza psicologica, anche frequentare un buon corso di preparazione alla nascita in cui ci sia la possibilità di confrontarsi con altre donne incinte può essere di grande aiuto per chi deve affrontare l'ansia in gravidanza.

Le possibilità per farlo non mancano; è possibile partecipare insieme al proprio compagno a corsi pre-parto sia presso ospedali, sia presso i consultori familiari del sistema sanitario nazionale o associazioni private che si occupano di supporto e consigli alla donna durante e dopo la gravidanza.

Oltre ad altre future mamme, in queste strutture è possibile incontrare ostetriche, psicologi, assistenti sociali, ginecologi e pediatri che possono aiutare a risolvere dubbi e preoccupazioni che rappresentano fonti di ansia e trovare le risposte alle tante domande che possono nascere nella mente di una donna che aspetta un bambino.



Quanto hai trovato interessante questo contenuto?
 

Articolo scritto da:
Iconinstagramw 6c7b34da78053ba415ffc420808bcd527a9d6f02a55181b3833981e943f89e87
CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
Torna su