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Allergia ai peli del gatto: i sintomi visibili sulla pelle

È un disturbo molto diffuso, ma non sono i peli il vero colpevole.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 5 minuti

È un disturbo molto diffuso, ma non sono i peli il vero colpevole.

Quando vi avvicinate a un gatto cominciate a starnutire, lacrimare e a grattarvi a causa di un fastidioso prurito: siete allergici al pelo del gatto, giusto? Sbagliato! Il vero colpevole non è infatti il pelo, ma una proteina contenuta nelle ghiandole sebacee e nella saliva del gatto. Chiamata Fel d 1, questa molecola si deposita sul pelo e provoca la famigerata reazione allergica.

Quali sono i sintomi?

Questo tipo di allergia si manifesta per lo più con fastidi all’apparato respiratorio. I sintomi più diffusi sono simili a quelli che potete sperimentare se siete allergici alla polvere o al polline, ovvero:

  • naso che cola
  • starnuti frequenti
  • occhi arrossati e che prudono
  • lacrimazione abbondante.

Tuttavia, anche la pelle può essere coinvolta, con i disturbi caratteristici di una vera e propria orticaria da contatto, come:

  • arrossamento della zona attorno al graffio da parte di un felino
  • prurito
  • macchie su viso, collo o parte superiore del petto.

Una curiosità: a volte i sintomi possono presentarsi anche dopo un periodo piuttosto lungo dall’inizio della convivenza con un gatto. Questo perché i cuccioli producono minori quantità della proteina incriminata, che potrebbero non essere sufficienti a scatenare i sintomi di un’allergia.

Di chi è la colpa?

Grazie a uno studio svolto nel 2013 dall’Università di Cambridge, negli Stati Uniti, oggi siamo a conoscenza del meccanismo che può trasformare il gatto in un compagno molto fastidioso. È un recettore presente sulla superficie esterna delle nostre cellule il responsabile della reazione allergica. Denominata TLR4, questa molecola viene attivata dalla proteina Fel d 1 e fa scattare i sintomi dell’allergia.

Al momento sono diverse le ricerche che stanno mettendo a punto un vero e proprio vaccino, per far sì che le piccoli tigri domestiche tornino a essere uno dei migliori amici dell’uomo.

E se proprio non volete rinunciare al vostro gatto…

Oggi esistono alcuni rimedi piuttosto efficaci per ridurre i sintomi dell’allergia, in modo da non essere per forza costretti a evitare il contatto con i felini o con mobili e oggetti da loro “contaminati”, come per esempio coperte, divani e stoffe su cui gli animali si sono accucciati. Ecco alcune possibili soluzioni:

  • lavarsi le mani dopo aver toccato un gatto
  • evitare di avere in casa tende o moquette, che sono un vero e proprio ricettacolo di allergeni, non solo quelli dei gatti
  • scegliere tappeti che possano essere lavati a caldo e pulirli spesso
  • installare un depuratore d’aria (o scegliere un condizionatore che possegga questa funzione)
  • passare spesso l’aspirapolvere
  • utilizzare una mascherina mentre si spolvera
  • lasciare a chi non soffre di allergia il compito di pulire la cassetta con i bisogni del gatto e di rimuovere i batuffoli di pelo sparsi per la casa.

Un aiuto anche dai farmaci

Se i rimedi suggeriti non hanno alcun effetto, una soluzione è senza dubbio quella di ricorrere al medico. L’allergologo saprà infatti indicarvi, in base ai sintomi, alla loro intensità e alla frequenza delle crisi allergiche, alcuni farmaci utili, come per esempio:

  • antistaminici, che bloccano la reazione allergica
  • steroidi, per ridurre l’infiammazione e tenere sotto controllo i sintomi più intensi
  • immunoterapia (ovvero il cosiddetto “vaccino”), che prevede la somministrazione in basse dosi dell’allergene incriminato, per “rieducare” il sistema immunitario della persona allergica.

Valentina Torchia

CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
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