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Ipertrofia prostatica

L’ipertrofia prostatica benigna è molto frequente soprattutto dopo in 70 anni, ma può comparire anche intorno ai 40 anni.
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Che cos’è

L’ipertrofia prostatica benigna (IPB), detta anche - più correttamente - iperplasia prostatica benigna, è un aumento di volume della prostata dovuto a un incremento nel numero di cellule che costituiscono l’organo.

La sua incidenza aumenta con l’età: colpisce il 5-10% degli uomini intorno ai 40 anni di età, fino all'80% degli uomini tra 70 e 80 anni e, secondo alcuni dati, ne soffre il 90% degli uomini sopra gli 85 anni.

Cause

L’eziologia di questo disturbo sembra essere in gran parte di natura ormonale, da imputare sia agli ormoni sessuali maschili sia agli estrogeni, che possono essere presenti in elevate quantità anche negli uomini.

Questo significa che gli ormoni maschili (androgeni) sono indispensabili per l'instaurarsi dell’ipertrofia prostatica, pur non essendo necessariamente la causa diretta della patologia.

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Sintomi più comuni

I sintomi sono soprattutto di tipo ostruttivo e di tipo irritativo. Tra i primi i più noti sono la difficoltà alla minzione, l'intermittenza di emissione del flusso di urina, l'incompleto svuotamento della vescica e lo sforzo che ne deriva. Tutti fenomeni dovuti al fatto che l’ingrossamento della ghiandola comprime l’uretra.

Tra i sintomi irritativi troviamo l’aumento della frequenza nell'urinare, anche durante la notte (nicturia).

Le manifestazioni della malattia non sono correlate alle dimensioni della ghiandola. A volte, infatti, una prostata anche di osco ingrossata dà sintomi peggiori di una di grandi dimensioni.

Complicazioni

Sebbene in alcuni casi possa esistere un aumento del rischio di carcinoma prostatico, l'IPB il tumore prostatico in genere non sono correlati. Le due patologie si sviluppano in sedi diverse della ghiandola, anche se la loro coesistenza è possibile.

Tra le complicazioni più comuni dell'IPB c'è un rischio maggiore di infezioni delle vie urinarie dovute alla ritenzione dell’urina nella vescica.

Le cure

Esistono due tipi di trattamento: quelli medici e quelli chirurgici.

La terapia medica si avvale di farmaci per alleviare i sintomi, come gli alfa-bloccanti. Questi rilassano la muscolatura della prostata e del collo vescicale e aumentano quindi la portata del flusso urinario.

Oltre agli alfa-bloccanti si utilizzano gli inibitori della 5α-reduttasi. La terapia di associazione tra alfa-bloccanti e inibitori della 5α-reduttasi si è dimostrata in grado di ridurre drasticamente del volume della prostata.

In caso di fallimento del trattamento medico, può rendersi necessario un trattamento chirurgico. Questo prevede la resezione di parte della prostata attraverso l'uretra.

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Quando consultare il medico

È importante non trascurare le prime avvisaglie di un possibile disturbo alle vie urinarie e, nel caso si ravvisi una certa persistenza dei sintomi, è opportuno sottoporsi a visita medica.

Accertare precocemente la causa dei disturbi permette di intervenire prontamente per evitare o almeno rallentare la progressione della malattia verso una condizione più grave, che potrebbe avere ripercussioni sulla vita personale e sociale dell’individuo.

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Fotomggi Mario Maggi
Andrologo e sessuologo

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