Prostata: gli esami da fare

Dopo una certa età eseguire annualmente alcuni esami alla prostata permette di diagnosticare precocemente un eventuale tumore, aumentando le possibilità di guarigione.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 3 minuti
Prostata esami ecografia PSA

Ogni anno, in Italia, sono diagnosticati 30mila nuovi casi di tumore della prostata. Quando la diagnosi è fatta precocemente, ci sono ottime prospettive di guarigione. Ecco gli esami utili.

La Società italiana di urologia suggerisce di tenere sotto controllo la prostata, attraverso una serie di esami. A partire dai 50 anni in su per tutti e dai 45 in caso di familiarità per il tumore, è bene fare un check up ogni anno.

PSA

Il PSA, o antigene prostatico specifico, è una proteina che la prostata produce normalmente. Può essere un utile indicatore del suo stato di salute perché la sua produzione aumenta quando c’è qualcosa che non va.

In particolare i livelli di PSA, che si misurano attraverso un normale esame del sangue, possono risultare elevati in presenza di prostatite (infiammazione della ghiandola), ipertrofia prostatica o tumore della prostata.

La soglia d'attenzione è pari a 2,5 ng/ml (nanogrammi per millilitro) fino a 60 anni, tra 60 e 70 è di 4 ng/ml e oltre i 70 il limite da non superare sale a 5-5,5.

Quando i valori di PSA di un under 60 sono compresi tra 4 e 10 è opportuno considerare il rapporto tra PSA libero e quello totale.

Se tale rapporto è inferiore al 15 per cento si può sospettare un tumore, al di sopra un'ipertrofia benigna.

Inoltre è importante valutare le modificazioni del valore del PSA nel tempo. Il tumore si contraddistingue in genere per una crescita lenta ma costante dell’antigene nel sangue.

La maggior parte dei medici, in Italia e a livello internazionale, non considera utile uno screening di massa del PSA.

Perché valori alterati del PSA da soli non danno la certezza del tumore, semplicemente inducono a pensare che qualcosa non va come dovrebbe.

Per questa ragione, nella maggior parte dei casi occorre associare al PSA l'esplorazione digito-rettale e l'ecografia transrettale.

Esplorazione digito-rettale

L’esame consiste nell’introduzione di un dito, dopo che l’urologo ha indossato un guanto lubrificato, nell’ano del paziente.

Serve a constatare il volume e la consistenza della prostata, nonché l'eventuale presenza di noduli prostatici sospetti.

Ecografia transrettale

L’esame consiste nell’inserimento di una sonda sottile, cosparsa di gel lubrificante, nell’ano del paziente.

Serve a valutare le dimensioni e la morfologia della ghiandola, individuando la presenza di eventuali lesioni o formazioni anomale.

In genere si esegue quando i valori di PSA lasciano sospettare la presenza di un tumore della prostata.

Fausto Zappoli

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