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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Tosse nei bambini piccoli, le cure"

Ho un bambino di 5 anni che è pieno di tosse grassa ed ha il nasino molto chiuso. Devo fare l'aerosol? E quale prodotti è meglio utilizzare per sciogliere il catarro?

La tosse è, di fatto, un sintomo infiammatorio delle vie aeree. È la prima causa di richiesta di consulto pediatrico: si stima che circa l'80% delle richieste di consulto pediatrico dei bambini in età prescolare siano da ascrivere alla presenza di tosse. Le infiammazioni riguardano, nella maggior parte dei casi, le vie aeree superiori (naso, faringe, laringe) e a volte anche trachea e grossi bronchi; meno spesso i polmoni. Sono quasi sempre infezioni virali, con andamento stagionale, che si propagano tra i più piccini sia per trasmissione diretta attraverso l'inalazione di particelle di aerosol, sia attraverso il contatto con superfici o mani contaminate. I più piccoli sono maggiormente esposti, anche perché hanno sempre le mani o i giochi in bocca ed è quindi più facile che si ammalino. Inoltre il sistema immunitario è in parte ancora immaturo. Da quanto detto si capisce come mai le infezioni respiratorie si riducano gradualmente con l'età. Da tenere presente che, seppure di origine inizialmente voirale, possono complicarsi per sovrapposizione di infezioni batteriche, per le quali può servire l'antibiotico. A volte, nei bimbi con iperreattività bronchiale possono accompagnarsi reazioni asmatiche, con necessità di terapia broncodilatativa. Qualunque sia la causa, la tosse disturba il piccolo, lo sveglia durante il sonno, a volte interferisce con i pasti perché provoca vomito e in genere lo lascia più agitato del solito. Per questo c'è una frequente richiesta di cure per lenire la tosse. In realtà il rischio di effetti collaterali derivanti dall'uso dei sedativi della tosse nei più piccoli non è controbilanciato da un reale beneficio. La tosse secca, accessuale, dopo un po' si calma comunque, mentre la tosse continua beneficia del trattamento delle sue cause (asma, complicanza batterica). È meglio ricorrere anzitutto ai rimedi "della nonna": umidificare le vie aeree con i fumenti oppure lenire il fastidio in gola con il miele, piuttosto che sedare indiscriminatamente un sintomo importante. Se occorre, e sempre e solo dopo prescrizione medica, si somministrano antibiotici o broncodilatori (talora, se le bronchiti asmatiche sono frequenti e il genitore le riconosce questi ultimi possono essere somministrati anche in autonomia). In generale, poi, non va dimenticato che le malattie hanno un loro decorso e lasciano una transitoria immunodepressione (soprattutto quelle virali), per cui è più facile ammalarsi nuovamente subito dopo una guarigione. Se un piccolino frequenta il nido, pertanto, non andrebbe mandato subito dopo la scomparsa della febbre, ma sarebbe meglio attendere qualche giorno in più per reinserirlo completamente guarito. Non è corretto somministrare troppi farmaci per veder scomparire un sintomo, seppur fastidioso, ma espressione quasi sempre di un evento che ha comunque un decorso benigno e autolimitantesi.


Ha risposto Battaglioli Marina

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Marina Battaglioli

Pediatra e neonatologa

Specializzata in Pediatria Generale nel 1994 e in Neonatologia nel 1996, dal 2000 assume l’incarico a tempo indeterminato presso il reparto di Patologia Neonatale e Nido dell’Ospedale Buzzi, dove attualmente è Dirigente medico di 1° livello.

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