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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Sport da combattimento e apparato genitale femminile"

Praticando uno sport da combattimento in cui è previsto l'uso di calci diretti agli organi genitali (con conchiglia protettiva femminile), vorrei sapere quali sono i rischi più gravi per l'apparato genitale femminile qualora ricevessi un calcio forte e la protezione non fosse sufficiente ad attutire il colpo: dovrei preoccuparmi di eventuali traumi per il contraccolpo dei calci forti (finora non è capitato, ma il rischio esiste).

Più che a un ginecologo, questo tipo di domanda andrebbe posta a un medico dello sport che segua squisitamente gli sport da combattimento. In linea di principio piccoli traumi, anche se ripetuti, non dovrebbero portare alcuna conseguenza sugli organi pelvici. E sono certamente i piccoli traumi quelli che si possono più frequentemente presentare in questo tipo di sport. Ovviamente nella consapevolezza che i calci vengano portati in modo sportivamente responsabile, e non con il preciso intento di creare un danno all’avversario. Penso invece che non siano da immaginare traumi maggiori, con possibili danni agli organi pelvici, anche se ciò non va mai escluso nonostante la buona preparazione addominale dei muscoli del cingolo addomino-pelvico.


Ha risposto Arisi Emilio

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Emilio Arisi

Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Parma, si è specializzato in Ostetricia e Ginecologia nella stessa Università. Dal 1993 al 2010 è stato Direttore della U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Regionale “S. Chiara” di Trento dove, dall’inizio del 2002 è stato coordinatore del Dipartimento Materno-Infantile della Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia di Trento.

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