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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Pillola e cellulite, quale legame"

La pillola può causare di per sé cellulite? E se sì, che cosa si può fare per combatterla se non si vuole sospendere la pillola?

La cellulite è un problema molto diffuso, che interessa gran parte delle donne, pur con gravità diversa da persona a persona in relazione alla presenza di fattori facilitanti o predisponenti (familiarità, dieta, sedentarietà, età ecc.). Questa diffusione elevata rende difficile definirla come una malattia, se non volessimo definirla come una “malattia moderna”, in un mondo in cui la magrezza estrema viene purtroppo vista come modello da perseguire, con tutti i guai che ne conseguono. Il suo meccanismo fisio-patogenetico è legato alla azione degli estrogeni, che fanno trattenere liquidi e facilitano il deposito del grasso, in particolare a livello di cosce, glutei, arti inferiori in generale. Siccome gli estrogeni sono prodotti soprattutto dalle ovaia, essa è ovviamente una malattia tipicamente e strutturalmente femminile. Poiché la pillola introduce un piccolo plus di estrogeni all’organismo femminile, vi possono essere alcune donne che ne risentono in corso di uso. Ma l’aumento di peso correlato con la pillola può essere di 0,5-1 kg e, dunque, insignificante rispetto alla cellulite. Peraltro la gravidanza, che la pillola evita, si accompagna spesso a un aumento notevole della cellulite. Il modo per limitarla o evitarla consiste nell'attenzione alla tavola, con una dieta corretta che faciliti le funzioni intestinali (frutta e verdura fresca), ridurre o evitare il sale, introdurre con abbondanza liquidi, in particolare acque oligominerali e nel praticare regolare movimento, nell’indossare indumenti che non stringano e calzature senza tacchi.


Ha risposto Arisi Emilio

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Emilio Arisi

Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Parma, si è specializzato in Ostetricia e Ginecologia nella stessa Università. Dal 1993 al 2010 è stato Direttore della U.O. di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Regionale “S. Chiara” di Trento dove, dall’inizio del 2002 è stato coordinatore del Dipartimento Materno-Infantile della Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia di Trento.

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