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Obesità infantile: l'importanza del "bilancio di salute"

Un piano di prevenzione istituito dal Ministero della salute mira a contrastare il fenomeno.

Un piano di prevenzione istituito dal Ministero della salute mira a contrastare il fenomeno.

I bambini italiani sono tra i più obesi d’Europa: il 34,2% fra i 6 e i 10 anni è in sovrappeso, secondo i dati Istat diffusi a luglio, ma con un miglioramento rispetto ai 5 anni precedenti (2015/16 vs 2010/11).

Il fenomeno è sotto controllo da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità da anni: l’ultimo studio ha coinvolto 250 mila bambini europei e se nel Nord Europa (Francia, Norvegia, Danimarca e Olanda) solo circa il 7% di essi è considerabile obeso o in sovrappeso, nel Sud (Italia, Cipro, Spagna, Grecia e Malta) si avvicinano al 20%. Secondo un’indagine condotta su circa 50mila bambini e genitori nel 2016 da OKkio alla Salute, il sistema di sorveglianza nazionale dedicato a raccogliere informazioni sugli stili di vita dei bambini della scuola primaria, in Italia nel 2017 il 21,3% dei bambini era in sovrappeso, il 9,3% obeso.

Anche in questo caso il trend è in lenta ma costante diminuzione: per l’obesità si è passati dal 12% del 2008-2009 al 9,3% del 2016, con una diminuzione relativa del 22,5%; per il sovrappeso si è passati dal 23,2% del 200-/2009 al 21,3% del 2016, con una diminuzione relativa dell’8%. La buona notizia è dunque che in meno di dieci anni l’eccesso ponderale (sovrappeso+obesità) dei bambini è diminuito del 13% (passando dal 35,2% nel 2008-2009 al 30,6% nel 2016).

I bambini mangiano male e non si muovono

In Italia, secondo i dati del Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e Promozione della Salute, l’8% dei bambini salta la prima colazione e il 33% la fa in modo sbilanciato in termini di carboidrati e proteine. Inoltre a metà mattina il 53% dei bambini fa una merenda troppo abbondante e il 20% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e verdura, ma per il 36% bevande zuccherate o gassate.

Inoltre il 33,8% svolge attività fisica strutturata al massimo un giorno a settimana. E solo un bambino su quattro si reca a scuola a piedi o in bicicletta. E ancora: il 41% guarda la Tv e/o gioca con videogiochi/tablet/cellulari per più di due ore al giorno (il massimo del tempo raccomandato dagli esperti), aumentando così la sedentarietà. L’obesità rappresenta un importante fattore di rischio di malattie croniche dell’età adulta, come l’ipertensione o le malattie cardiovascolari.

Il bilancio di salute per prevenire

In Italia tutte le Regioni sono impegnate nella realizzazione del Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) 2014-2018 che, in collaborazione con pediatri di famiglia e scuole, mira anche a incrementare del 15% la prevalenza di bambini di 8-9 anni che consumano almeno due volte al giorno frutta e/o verdura e di ridurre del 30% la prevalenza di soggetti di tre anni e più che consumano troppo sale. Tutti i bambini italiani dalla nascita ai 14 anni sono sottoposti, dal pediatra di famiglia, a visite periodiche a scadenze definite: sono i “bilanci di salute” (o BdS), programmati in base a un calendario con un’alta frequenza nel corso del primo anno (0-3-6-8-12 mesi), e più ridotta negli anni successivi (18 mesi-3-6-10-14 anni). Nella valutazione dei ragazzi pre-adolescenti o adolescenti (BdS del 10°-14°) in particolare, il controllo del peso in rapporto all’altezza (BMI) porta a individuare eventuali disturbi del comportamento alimentare (magrezza-anoressia oppure sovrappeso-obesità-bulimia) e quindi permette di consigliare uno stile di vita ottimale, condiviso da tutta la famiglia, impostato su una dieta adeguata alla fase di sviluppo e sull’incentivazione dell’attività fisica quotidiana, in aggiunta agli allenamenti sportivi consueti.

Maria Eva Virga

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