Meningite: le dieci cose da sapere secondo l’Istituto superiore di sanità

L’attenzione dei media per i casi di meningite degli ultimi mesi ha messo in allarme gran parte della popolazione. L’Istituto superiore di sanità fa il punto della situazione, ridimensionando l’emergenza.

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L’attenzione dei media per i casi di meningite degli ultimi mesi ha messo in allarme gran parte della popolazione. L’Istituto superiore di sanità fa il punto della situazione, ridimensionando l’emergenza.

Il susseguirsi di notizie allarmanti sui casi di meningite ha alzato notevolmente il livello di attenzione dell’opinione pubblica nei riguardi di questa infezione.

Secondo gli esperti dell’Istituto superiore di sanità (Iss) non c’è in realtà alcuna emergenza di sanità pubblica in Italia. Esiste però, visto il dilagare di informazioni non sempre precise e corrette, la necessità di fare chiarezza, non solo sull’attuale situazione epidemiologica nel nostro Paese, ma anche su quali siano le categorie più a rischio e i vaccini disponibili.

A questo scopo l’Iss ha stilato un documento dal titolo “Meningite. Cosa c’è da sapere”, con il quale fa il punto sulla meningite in Italia, soprattutto sulla forma più aggressiva, quella di natura batterica, e sulle vaccinazioni per prevenirla.

1. Esiste oggi un’emergenza meningite?

Non esiste attualmente un’epidemia di meningite. Secondo i dati dell’Iss, nel 2015 e nel 2016 si sono verificati in Italia quasi 200 casi per anno di malattia invasiva da meningococco, la maggior parte dei quali causati dai sierogrupppi B e C. L’andamento segue il trend degli ultimi anni. In generale, la letalità riguarda il 10% dei casi.

Il vaccino deve essere somministrato solo alle fasce di popolazione raccomandate e alle categorie a rischio, in modo da mantenere alta la protezione collettiva e individuale dalla malattia. La diffusione della meningite in generale è bassa ed è rimasta costante negli ultimi cinque anni.

L’unica variazione epidemiologica negli ultimi due anni riguarda il focolaio di meningococco C presente in Toscana, che risulta però circoscritto in un’area specifica, nella quale la Regione ha immediatamente predisposto l’offerta gratuita della vaccinazione a un’ampia quota della popolazione.

2. Quali batteri causano la meningite?

Tra gli agenti batterici che causano la meningite il più temuto è Neisseria meningitidis (meningocco), oltre a Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e Haemophilus influenzae. Del meningococco esistono diversi sierogruppi: i più diffusi sono A, B, C, Y, W135, X. Fra questi, il più aggressivo è il meningococco di sierogruppo C, che insieme al B è anche il più frequente in Italia e in Europa.

3. Quali sono le categorie più a rischio di contrarre l’infezione causata dai diversi tipi di meningococco?

I bambini piccoli (al di sotto dei 5 anni di età) e gli adolescenti, ma anche i giovani adulti, corrono un rischio più elevato di contrarre l’infezione e la malattia. Per quanto riguarda il sierogruppo B, la maggior parte dei casi riguarda i bambini più piccoli, al di sotto dell’anno di età.

4. Quali sono i vaccini a disposizione contro la meningite e contro quali ceppi proteggono?

Esistono tre tipi di vaccino anti-meningococco:

  • il vaccino coniugato contro il meningococco di sierogruppo C (MenC): è il più frequentemente utilizzato e protegge solo dal sierogruppo C.
  • il vaccino coniugato tetravalente: protegge dai sierogruppi A, C, W e Y.
  • il vaccino contro il meningococco di tipo B: protegge esclusivamente da questo sierogruppo.

5. I vaccini sono obbligatori o raccomandati?

Alcuni vaccini sono già da tempo raccomandati e offerti gratuitamente, altri invece entrano in vigore con il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019.

La scheda vaccinale attualmente prevede la vaccinazione anti-meningococco C nei bambini che abbiano compiuto un anno d’età, mentre è consigliato un richiamo con vaccino tetravalente negli adolescenti. Il vaccino tetravalente coniugato è consigliato anche per gli adolescenti che non sono stati vaccinati da piccoli e dovrebbe comunque essere somministrato a chi si reca in Paesi in cui siano presenti i sierogruppi di meningococco contenuti nel vaccino (A, C, W e Y).

Al di fuori delle due fasce d’età sopracitate, il vaccino è fortemente raccomandato in persone a rischio o affette da alcune patologie (talassemia, diabete, malattie epatiche croniche gravi, immunodeficienze congenite o acquisite, asplenia, ecc.), ed è consigliato anche in presenza di particolari condizioni (lattanti che frequentano gli asili nido, ragazzi che vivono in collegi, dormono in dormitori, reclute militari, e, come sopra accennato, per chiunque debba recarsi in Paesi del mondo dove la malattia meningococcica è comune, come per esempio alcune zone dell’Africa).

Il vaccino contro il meningococco B viene oggi offerto gratuitamente ai bambini nel corso del primo anno di vita solo in alcune regioni d’Italia, ma lo sarà presto anche a livello nazionale.

6. Quali vaccini sono gratuiti e quali sono a carico del cittadino?

La vaccinazione contro il meningococco C è gratuita e il calendario nazionale prevede la somministrazione di una sola dose a 13 mesi. Il vaccino è gratuito anche per gli adolescenti e raccomandato sia a chi non è mai stato vaccinato nell’infanzia, sia a chi ha già ricevuto la dose prevista a 13 mesi. Per il resto l’offerta vaccinale varia da Regione a Regione: per esempio, alcune regioni, al posto del vaccino monovalente contro il meningococco C hanno inserito in calendario, nell’infanzia e/o nell’adolescenza, il vaccino tetravalente.

La vaccinazione contro il meningococco B prevede dosaggi diversi a seconda dell’età in cui si inizia a vaccinare, anche se il vaccino è indicato soprattutto al di sotto di un anno d’età. Con il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019 questo vaccino viene offerto gratuitamente a livello nazionale. In particolare, si prevede la somministrazione di 3 dosi nel corso del primo anno di vita, a cui si aggiunge un richiamo dopo l’anno d’età. Per il resto l’offerta vaccinale varia da Regione a Regione.

Per quanto riguarda i vaccini contro gli altri agenti batterici della meningite, la vaccinazione contro Haemophilus Influenzae B (emofilo tipo B) è solitamente effettuata, gratuitamente, insieme a quella antitetanica, antidifterica, antipertosse, antipolio e antiepatite B, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino, come da calendario vaccinale italiano. Non sono necessari ulteriori richiami.

La vaccinazione contro Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è offerta gratuitamente e il calendario nazionale prevede la somministrazione di 3 dosi, al 3°, 5° e 11° mese di vita del bambino. In alcune regioni l’offerta gratuita della vaccinazione anti-pneumococcica è stata estesa anche agli anziani. Il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019 ne prevede l’offerta attiva e gratuita ai soggetti di 65 anni d’età.

7. Quanto dura l’effetto della protezione vaccinale?

Generalmente, la durata della protezione dipende dal tipo di vaccino e dall’età a cui viene somministrato. Infatti, mentre alcuni vaccini, come quello anti-epatite B, conferiscono una protezione duratura per tutto l’arco della vita, altri, come quelli contro difterite e tetano, richiedono richiami decennali.

Per quanto riguarda i vaccini anti-meningococcici, i dati attualmente disponibili in letteratura non consentono di stabilire la necessità di un richiamo. In Italia, con il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019, è stata però inserita una dose di richiamo nell’adolescenza per rafforzare la risposta immunitaria a un’eventuale infezione. In questa fascia d’età, infatti, si corre un rischio che, per quanto rimanga comunque sempre molto basso, è maggiore rispetto al resto della popolazione.

8. Qual è il valore del richiamo vaccinale?

Il richiamo di una vaccinazione permette di mantenere elevata la protezione immunitaria individuale nei confronti di una specifica malattia infettiva e garantire, qualora i livelli di copertura vaccinale siano elevati anche nella popolazione generale, l’instaurarsi della cosiddetta immunità di gregge, una sorta di scudo di protezione, essenziale per limitare la circolazione di un determinato microbo e per evitare il riemergere di malattie ormai sotto controllo, difendendo così anche le fasce di popolazione più vulnerabili come anziani, bambini molto piccoli ancora non completamente vaccinati e soggetti a rischio.

9. Gli adolescenti devono essere vaccinati? E se sono stati vaccinati a un anno di età, deve essere somministrato un richiamo?

La vaccinazione contro il meningococco C, o meglio il vaccino tetravalente, è certamente consigliabile per gli adolescenti, in quanto rientrano tra le categorie a maggior rischio di contagio, sebbene sia comunque limitato rispetto ad altre malattie infettive molto più contagiose, come influenza e morbillo.

Per chi è stato vaccinato da bambino non è previsto attualmente alcun richiamo, anche se è comunque consigliabile effettuarlo. In alcune regioni il richiamo nell’adolescenza è già stato inserito in calendario e il vaccino è offerto gratuitamente. Anche il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019 introduce una dose di richiamo nell’adolescenza per rafforzare la risposta immunitaria a un’eventuale infezione.

10. È consigliata la vaccinazione per gli adulti che nell’infanzia non sono stati vaccinati contro il meningococco?

La vaccinazione negli adulti non è raccomandata, a meno che non siano presenti i fattori di rischio o le condizioni sopra riportate. In caso di dubbi è opportuno rivolgersi alla ASL o al proprio medico di base.

Lisa Trisciuoglio

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