Pubblicità

Malaria: sintomi, vie di contagio e terapie

Quanto è diffusa, come riconoscerla ai primi sintomi e quali sono le misure preventive da adottare.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 8 minuti

Quanto è diffusa, come riconoscerla ai primi sintomi e quali sono le misure preventive da adottare. Ecco tutto ciò che bisogna sapere sulla malaria.

È la seconda malattia infettiva al mondo (dopo la tubercolosi) per morbilità e mortalità: la malaria conta circa 250 milioni di nuovi casi ogni anno e 780 mila decessi, principalmente nell’Africa sub-sahariana, l'85 per cento dei quali bambini sotto i cinque anni.

La malaria “d’importazione” colpisce invece soprattutto Europa occidentale: ogni anno, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nella UE vengono segnalati 10-12mila casi, la maggior parte dei quali causati dal Plasmodium falciparum, un protozoo parassita trasmesso dalla femmina della zanzara Anopheles e che è il più mortale tra i cinque che causano la malaria.

Nel decennio 2000-2010 la nazione più colpita è stata la Francia, seguita da Regno Unito, Germania, Italia e Spagna. La malaria è la malattia tropicale più frequentemente importata nel nostro paese, con circa 3600 casi in cinque anni.

I numeri della malaria

L’epidemia di malaria continua a espandersi in tutto il mondo, complici i cambiamenti climatici che stanno facendo ampliare le zone in cui la zanzara vettore può vivere le persone.

La nuova frontiera della patologia è il Sud Est Asiatico, dove l’83 per cento della popolazione (oltre 1 miliardo e 300 milioni di persone) è a rischio. Sempre secondo i dati dell'OMS, la malaria è una delle tre malattie più diffuse in Africa insieme all’HIV/Aids e alla tubercolosi, ed è la principale causa di morte nei più piccoli: si stima che, a causa di questa patologia, ogni 45 secondi muoia un bambino.

In Europa i casi autoctoni sono rari. Per lo più si tratta di persone punte accidentalmente da zanzare infette, trasportate dagli aerei commerciali. Molto più esteso è il numero di casi di malaria importata, cioè di viaggiatori infettati nei paesi dove è endemica: tra gli immigrati la ragione principale dell’infezione è stato il rientro in patria per visitare familiari e amici (76,4 per cento); tra i pazienti europei una percentuale significativa era in viaggio d’affari (10,4 per cento), in visita a parenti e amici (25,7 per cento) o in viaggio per motivi umanitari (11,8 per cento).

Vie di contagio della malaria

La malaria è la più diffusa fra le parassitosi. Detta anche “paludismo” (perché in passato si credeva fosse provocata da esalazioni nocive provenienti da zone acquitrinose), è causata dall’azione di protozoi del genere Plasmodium.

I plasmodi della malaria, parassiti unicellulari, sono trasmessi all’uomo da zanzare Anopheles. L’uomo contrae la malattia quando viene punto da un anofele infettante, che aveva precedentemente assunto il plasmodio pungendo una persona già parassitata, fungendo da “vettore”, cioè trasportatore biologico.

Soltanto le anofele femmine pungono l’uomo: il sangue serve loro per la maturazione delle uova. La malaria quindi non si trasmette mai per contagio diretto: a parte le zanzare, l'infezione può avvenire attraverso trasfusioni di sangue (malaria indotta), da madre a feto (malaria congenita) o, ancora, trapianti d’organo.

I sintomi della malattia

I sintomi della malaria appaiono dopo un periodo d’incubazione che comincia con va l’infezione con la puntura di zanzara: il tempo varia a seconda della specie di plasmodium (7-14 giorni fino a tre mesi per il falciparum, 10-17 per il vivax - ma può arrivare fino ad un anno- 16-59 per il malariae...). L’attacco si ripete ogni 48 o 72 ore, in a seconda dei tempi di replicazione dei plasmodi all’interno dei globuli rossi: dura 8-12 ore e inizia con sensazioni di freddo, brividi e febbre che può raggiungere i 40°C.

Segue poi uno stadio con sensazione di caldo, cefalea, nausea, vomito, dolori muscolari, dolori intestinali. L’attacco termina con sudorazione, spossamento e diminuzione della temperatura corporea. I sintomi però possono essere molto più sfumati e possono assomigliare a quelli di una comune influenza: è perciò importante che un viaggiatore che si sia recato in zone dove la malaria è endemica e che manifesti una febbre inspiegabile insorta tra i 7 giorni dalla prima possibile esposizione e 3 mesi dall’ultima si rivolga al medico per effettuare uno screening per malaria.

La diagnosi

La diagnosi accurata e precoce (entro 24 ore dai sintomi), identificando l'agente che ha causato i sintomi, è essenziale per la guarigione. L'esame è semplice: l’osservazione al microscopio di uno striscio di sangue opportunamente colorato.

Sono disponibili anche test rapidi immunologici (Rapid Diagnostic Test) che possono essere utilizzati anche per l’autodiagnosi nel caso ci si trovi nell’impossibilità di raggiungere velocemente un centro medico.

Chemio-profilassi prima della partenza

Chi va in aree dove la malaria è endemica, prima della partenza deve rivolgersi alla Asl per sapere se la chemio-profilassi è indicata, perché dipende dalla destinazione e dalla stagione del viaggio, perché i farmaci utilizzati possono avere effetti collaterali, a volte importanti.

Inoltre, va sottolineato che nessuna chemio-profilassi contro la malaria assicura una completa protezione. I farmaci più comunemente utilizzati sono proguanil-atovaquone, meflochina, doxiciclina.

Raccomandazioni per i viaggiatori Ci sono comportamenti che aiutano a ridurre di molto il rischio di contrarre la malattia: uso di zanzariere, repellenti cutanei e ambientali e di indumenti adatti. Il rischio di trasmissione della malaria si manifesta principalmente dal tramonto all'alba, per cui si consiglia di:

  • evitare, se possibile, di uscire tra il tramonto e l'alba;
  • indossare abiti di colore chiaro (i colori scuri e accesi attirano gli insetti), con maniche lunghe e pantaloni lunghi;
  • applicare sulla cute esposta (e sugli abiti) repellenti per insetti a base di N,N-dietil-n-toluamide o di dimetil-ftalato, ripetendo se necessario (per esempio se si suda molto), l'applicazione ogni 2-3 ore;
  • alloggiare in edifici ben costruiti e in buono stato di conservazione, in quartieri moderni e che offrano sufficienti garanzie dal punto di vista igienico;
  • dormire in stanze dotate di condizionatore ,in mancanza, di zanzariere alle finestre, curando che siano tenute in ordine e ben chiuse;
  • usare zanzariere sopra il letto, rimboccando i margini sotto il materasso, verificandone le condizioni e che nessuna zanzara sia rimasta all'interno. È utile impregnare le zanzariere con insetticidi a base di permetrina;
  • spruzzare insetticidi a base di piretro o di permetrina nelle stanze di soggiorno e nelle stanze da letto, oppure usare diffusori di insetticida con tavolette impregnate con piretroidi o serpentine antizanzare al piretro.

Le terapie

L’OMS indica le terapie basate sui derivati dell'artemisinina (ACT) come trattamento di prima scelta per la malaria da P. falciparum. Sono farmaci in cui nella stessa compressa sono presenti un derivato dell’artemisinina che produce una rapida scomparsa dei parassiti nel sangue e un secondo antimalarico che viene eliminato lentamente. La combinazione dei due principi attivi riduce inoltre la probabilità di resistenze e nella maggior parte dei casi consente una completa scomparsa dei parassiti in soli tre giorni.

Maria Teresa Truncellito

CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
Torna su