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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Ischemia cardiaca, betabloccante e disfunzione erettile"

Ho 46 anni e nel 2008 ho avuto un ischemia cardiaca e da allora assumo betabloccante. Dopo qualche mese ho iniziato ad avere disturbi di disfunzione erettile e ultimamente il problema è sempre più insistente: sono molto demoralizzato! Posso interrompere il betabloccante? Che rischi corro?

Una disfunzione erettile a seguito di un infarto miocardico è dovuta a vari fattori. Primo tra tutti c’è il danno dei vasi che, come ha causato un problema cardiaco, può manifestarsi anche come disfunzione dei vasi del pene, condizione che provoca difficoltà di erezione. C’è poi da considerare che spesso in associazione ad una storia di infarto ci sono altre problematiche metaboliche, quali l’iperglicemia/diabete o la dislipidemia (colesterolo cattivo e/o trigliceridi alti e/o colesterolo buono basso), tutte possibili cause predisponenti a un deficit erettile. Venendo alla questione dei farmaci, è riportato un effetto negativo dei betabloccanti sull’erezione, anche se quando si vanno a considerare gli studi che prendono in considerazione un alto numero di pazienti in terapia con betabloccanti questo effetto appare poco marcato e talvolta non presente. Tra i betabloccanti, il più sicuro per la funzione erettile sembra essere il nebivololo. Nel suo caso specifico, le sconsiglio in maniera assoluta di sospendere autonomamente la terapia con betabloccante, in quanto questa risulta fondamentale per la protezione del cuore a seguito di un evento ischemico. Le consiglio invece di sottoporsi a una visita andrologica, durante la quale potranno essere prese in considerazione tutte le variabili in gioco nel problema dell’erezione, compresa la valutazione dell’assetto ormonale (è frequente il riscontro di bassi livelli di testosterone in pazienti con storia di ischemia miocardica) e della vascolarizzazione peniena.


Ha risposto Maggi Mario

Fotomggi

Mario Maggi

Andrologo e sessuologo

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Firenze, si è specializzato in Endocrinologia nel medesimo Ateneo. Dal 2005, è Direttore S.O.D. Medicina della Sessualità e Andrologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, Firenze.

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