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Io e Sally - Febbre

2 Dicembre 2022
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Tempo di lettura: 13 minuti

Febbre

Febbre:
come fa il nostro corpo
ad alzare la temperatura
corporea?

Parte tutto da una regione del cervello!

La normale temperatura interna del nostro organismo oscilla tra i 36°C e i 37°C. Ognuno di noi ha un proprio valore di temperatura normale, che viene “deciso” a livello cerebrale. Responsabile del processo di termoregolazione è l’ipotalamo, una regione all’interno del cervello che agisce ricevendo i segnali dal corpo e inviando a sua volta messaggi per regolare la temperatura corporea.
L’ipotalamo può essere considerato come un termostato, che misura la temperatura e, in caso di variazioni, si attiva per ripristinarla. Questa può variare durante la giornata, ed è il risultato di continui piccoli aggiustamenti da parte del nostro sistema nervoso.

Durante un’infezione, può capitare che si superi la soglia del 37°C: è allora che si parla di febbre. In caso di attacco da parte di un agente patogeno (virus o batterio), il nostro organismo mette in atto una risposta immunitaria, che ha lo scopo di distruggere l’intruso. Si tratta di un meccanismo complesso, che coinvolge le cellule del sistema immunitario, come i globuli bianchi, e la produzione di particolari sostanze che favoriscono l’infiammazione e il richiamo di altre cellule immunitarie.

Tra le sostanze che vengono liberate in caso di infezione vi sono le prostaglandine, che hanno diverse funzioni, tra cui quella di stimolare l’innalzamento della temperatura corporea. In particolare, le prostaglandine inducono l’ipotalamo a modificare il valore di temperatura considerato normale. In risposta, quindi, questo organo si attiva per innalzare il calore dell’organismo. Se consideriamo l’ipotalamo un termostato, le prostaglandine funzionano come manopole, che innalzano la condizione termica del corpo.

Ma quali sono esattamente i meccanismi che permettono all’organismo di innalzare la temperatura e quindi innescare la febbre?

  1. La generazione di piccoli movimenti corporei, quasi involontari: i brividi. Il movimento è infatti in grado di generare calore.
  2. La vasocostrizione, ovvero la riduzione del volume dei vasi sanguigni superficiali: questo determina una riduzione del flusso di sangue sulla superficie corporea, diminuendo quindi la dispersione di calore attraverso la pelle.
  3. Sensazione di freddo, tipica durante la comparsa della febbre, che ha proprio lo scopo di indurci a coprirci con indumenti o coperte, con lo scopo preciso di aumentare il calore dell’organismo.

La febbre, di per sé, non è dannosa. Al contrario, la sua funzione è quella di facilitare le reazioni del sistema immunitario e di inibire l’azione dei microrganismi patogeni. La febbre ci serve quindi per combattere le infezioni.
Tuttavia, quando dura troppo a lungo o raggiunge valori eccessivamente alti, può essere utile cercare di abbassarla. Esistono diverse soluzioni per ridurre la febbre, tra cui per esempio l’uso di farmaci antipiretici. Come dice il nome, queste sostanze sono appunto in grado di ridurre la febbre.

E lo fanno inibendo alcuni dei meccanismi che la provocano tra cui, per esempio, riducendo la produzione di prostaglandine e, quindi, riducendo gli stimoli che inducono l’ipotalamo ad agire per innalzare il calore corporeo. In altre parole, è un po’ come se gli antipiretici riportassero le manopole del termostato ipotalamo ai valori normali. In caso di febbre, la prima cosa da fare è sempre chiedere consiglio al proprio medico o al farmacista, per capire se e come sia necessario intervenire.

Fonti:

Febbre:
quando un sintomo
aiuta il sistema
immunitario.

Febbre: quando si presenta, la maggior parte di noi lo percepisce come un sintomo dannoso, da eliminare. Tuttavia, la febbre ha una sua funzione e non sempre deve essere combattuta. La normale temperatura del corpo umano si aggira tra i 36°C e i 37°C. Quando questi valori vengono superati, si parla di febbre. Quando il nostro organismo entra in contatto con un agente patogeno, che può essere un virus o un batterio, viene attivata la risposta immunitaria, che ha lo scopo di difenderci dall’infezione. Durante questo “combattimento” tra il corpo e l’agente infettivo, si verifica tutta una serie di reazioni cellulari e molecolari, tra cui l’attivazione dei globuli bianchi e la produzione di anticorpi. Durante la risposta immunitaria, vengono liberate alcune sostanze che determinano un aumento della temperatura corporea (la febbre, per l’appunto) e che favoriscono l’azione del sistema immunitario. Inoltre, una temperatura superiore di per sé stessa mette in difficoltà la sopravvivenza degli agenti infettivi. In poche parole, quindi, la febbre aiuta le nostre difese nel combattere contro virus e batteri. E allora, perché cercare di farla scendere? In quanto risposta naturale del nostro organismo alle infezioni, non sempre è necessario agire per ridurre la febbre, che in ogni caso tende a sparire entro pochi giorni. La cosa migliore da fare è cercare di ridurla, ma senza eliminare del tutto il sintomo. Far sparire completamente la febbre ci esporrebbe al rischio di complicazione relative all’infezione da cui siamo stati colpiti. Vi sono però casi in cui è buona norma cercare di farla scendere, come per esempio quando sale oltre i 39°C o 40°C, o quando si protrae per più di 2 o 3 giorni. Oppure, nel caso di bambini piccoli, donne in gravidanza o individui fragili. Alcuni suggerimenti da mettere in atto in caso di febbre sono:

  1. Indossate vestiti comodi, ma non troppo caldi. Fate però attenzione a non esagerare: evitate il freddo. La temperatura ambientale adatta è circa 18°C.
  2. Bevete molti liquidi, come acqua e succhi di frutta: questo è importante perché, durante una febbre, l’organismo tende a sudare molto e può quindi andare incontro a uno stato di disidratazione. Per questo motivo, sono da evitare gli alcolici e le bevande con caffeina, perché possono peggiorare la disidratazione.
  3. Riposatevi. È una buona mossa per dare all’organismo le energie necessarie a combattere l’infezione.

Gli stessi suggerimenti valgono anche per i bambini. In aggiunta, ricordate di:

  1. Tenerli a casa da scuola fino a quando non stanno meglio
  2. Date loro del cibo solo se lo desiderano e non forzateli a mangiare. Invece, incoraggiateli a bere per recuperare i liquidi persi con il sudore.
  3. Teneteli sott’occhio per individuare eventuali segni di disidratazione, come bocca secca, assenza di lacrime, occhi infossati e, nel caso di neonati, una riduzione del numero di pannolini bagnati
  4. Non è necessario svestirli o bagnarli con una spugna imbevuta di acqua tiepida; alcuni studi hanno infatti dimostrato che questi accorgimenti non sono efficaci per ridurre la febbre.

Un altro strumento contro la febbre sono i farmaci da banco, per esempio a base di acido acetilsalicilico, naprossene o ibuprofene, che hanno una specifica azione antipiretica. Importante, in queste situazioni, è scegliere il prodotto adatto, facendovi consigliare dal vostro medico o dal farmacista:

  1. in caso di febbre, utilizzare un prodotto antipiretico.
  2. in caso di febbre accompagnata da naso chiuso o altri sintomi respiratori, scegliete un prodotto che, oltre all’azione antipiretica, sia anche dotato di proprietà decongestionanti, come pseudoefedrina o fenilefrina.

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