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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Integratori ad alti dosaggi e rischio di tossicità"

Ho dei dubbi relativi all'integrazione vitaminica. Premettendo che non ne ho alcun bisogno dovuto a insufficienza, ma fumo e pratico palestra 5 giorni la settimana, mi è capitato per le mani un integratore vitaminico che contiene vitamine come B2, niacina, biotina in quantità molto elevate, superiori alle Rda. La mia domanda è se integrando in questo modo si potrebbe incorrere in problemi legati a un eccesso di vitamine.

I preparati, chiamati comunemente “integratori”, sono destinati soprattutto a chi ne ha bisogno. Quasi tutti contengono elevate dosi di principi attivi (minerali e vitamine) che superano la quota raccomandata, perché essendo a base di vitamine idrosolubili (si sciolgono in acqua e vengono eliminate con le urine) la formulazione a dosi elevate garantisce il massimo assorbimento con la minima dispersione. Tuttavia, se le vitamine contenute sono quelle liposolubili (A, D, E, K) esiste una possibile tossicità per l’accumulo di tali vitamine nel fegato. 
In pratica, non c’è alcun bisogno di assumere vitamine e minerali in forma di prodotti di sintesi, se non è stato accertato un deficit. Partendo dal principio che per tutti sarebbe meglio adottare una dieta variata e ben bilanciata, ricca di ortaggi e frutta, bisogna comunque tenere conto dei molti casi (dieta disordinata con molti pasti consumati fuori casa, stress, stile di vita malsano, abitudine al fumo e consumi eccessivi di alcolici) in cui una supplementazione può essere utile. In ogni caso, la cosa migliore è consultare il proprio medico o farsi consigliare dal farmacista di fiducia.


Ha risposto Gatti Patrizia Maria

Pgatti

Patrizia Maria Gatti

Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 1983 presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Milano si è Specializzata in Scienza dell’alimentazione (indirizzo dietetico) presso il medesimo Ateneo nel 1986. Nel 1994 ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Biochimica e la Specializzazione in Biochimica Clinica (indirizzo diagnostico) nel 1997

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