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Influenza, ecco i lavori più a rischio

A contatto con il pubblico, open space, affollamento: ci sono luoghi di lavoro che aumentano il rischio di contrarre i classici malanni invernali.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 2 minuti
Influenza lavoro contagio

A contatto con il pubblico, open space, affollamento: ci sono luoghi di lavoro che aumentano il rischio di contrarre i classici malanni invernali.

L’influenza viaggia bene soprattutto in alcuni ambiti professionali. Fare a meno di lavorare è impossibile, quantomeno per la maggior parte delle persone.

Però è bene sapere che alcune professioni e la struttura di alcuni luoghi dove si lavora espongono a un aumento del rischio di contrarre i virus influenzali.

Open space e contagio

Secondo uno studio australiano i maxi-uffici, i cosiddetti open space, possono farci ammalare: la presenza di tante persone in un unico ambiente rende più facile il passaggio del virus tra colleghi.

Inoltre, la scarsa privacy e la confusione con cui i dipendenti devono fare i conti, aumentano la pressione provocando stress e tensioni nervose che abbassano le difese immunitarie.

Front office a rischio

Sono ancora più a rischio coloro che lavorano a sportelli o alle casse dei supermercati, perché entrano in contatto ogni giorno con un numero elevato di persone.

La trasmissione dei virus influenzali infatti avviene soprattutto attraverso le microgoccioline di saliva e muco che inevitabilmente emettiamo dalla bocca e dal naso.

Più persone incontriamo, soprattutto parlando e ascoltando, più il rischi di contagio aumenta.

Meglio stare a casa ai primi sintomi

Gli esperti concordano sul fatto che per tamponare la diffusione dell’influenza è opportuno che chi avverte i primi sintomi (febbre, malessere generale, spossatezza) stia a casa e si curi.

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Influenza, i vantaggi della corteccia del salice

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    Antinfiammatori, molecole dalle mille virtù

    Sono molti i disturbi che accompagnano i malanni invernali, ma possiamo tenerli a bada tutti affidandoci a un antinfiammatorio non steroideo (Fans), come per esempio l’acido acetilsalicilico scoperto, già nell’antichità, nella corteccia del salice da cui prende il nome. Grazie all’inibizione della ciclossigenasi riduce la produzione di prostaglandine coinvolte nella comparsa di febbre, infiammazione e dolore.

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    Quando la febbre ci abbatte

    Il rialzo della temperatura corporea è una reazione che il nostro organismo mette in atto per difendersi dalle aggressioni di virus e batteri. Ma quando sale troppo, però, causa molti disagi. La riduzione di prostaglandine mediata dai Fans, come per esempio l’acido acetilsalicilico, agisce sui centri ipotalamici della termoregolazione abbassando in breve tempo la febbre.

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    Quei dolori diffusi misti a malessere

    È esperienza comune che durante l’influenza ci si senta “tutti rotti”. L’attivazione dei nostri sistemi di difesa dalle infezioni causa infatti il rilascio di sostanze che inducono infiammazione anche nei tessuti muscoloscheletrici. Ecco perché i Fans, con la loro attività antinfiammatoria, alleviano efficacemente anche i dolori muscolari.

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    Non lasciamoci prendere per il naso

    A seguito di un’infezione delle vie respiratorie si ha un aumento dei mediatori dell’infiammazione nelle mucose, che si traduce in una congestione nasale e nella produzione di muco. La spiccata azione antinfiammatoria dei Fans è utile anche in questo caso: aiuta a ridurre la congestione e a evitare che l’infiammazione si estenda ai seni paranasali e alla gola.

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    Se a far male è la gola

    Può essere stato l’abbondante muco che cola di continuo nella gola oppure uno sbalzo di temperatura che ha favorito un’infezione, o ancora un’irritazione dovuta ad agenti esterni. Fatto sta che quando la gola brucia, si fa fatica a deglutire e anche a parlare si vorrebbe che il dolore passasse in un soffio. Anche in questo caso l’acido acetilsalicilico è in grado di ridurre infiammazione e dolore alla gola.

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    Quell’odioso cerchio alla testa

    A volte è proprio la febbre a causare cefalea, altre volte compare per l’infiammazione dei seni paranasali, ma può insorgere anche per stanchezza, stress, e per mille altre cause. In ogni caso, l’acido acetilsalicilico oltre ad abbassare la febbre e ridurre l’infiammazione ha anche un effetto antidolorifico, che risulta assai utile per spegnere in fretta il mal di testa.


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