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Infertilità maschile: tutte le possibili cause

Secondo l’Oms, quando una coppia non riesce ad avere figli, in un caso su tre la colpa è del maschio. Ecco quali possono essere le cause e qualche dritta su come risolverle.

Secondo l’Oms, quando una coppia non riesce ad avere figli, in un caso su tre la colpa è del maschio. Ecco quali possono essere le cause e qualche dritta su come risolverle.

Otto italiani su dieci non si sono mai fatti visitare da un urologo. Il 95 per cento di loro dichiara di “non avere problemi”. E se oltre il 40 per cento delle ragazze sotto i vent'anni è stata già dal ginecologo, meno del 5 per cento dei coetanei è stato dal corrispondente specialista maschile.

Purtroppo i problemi invece spesso ci sono. E se una volta venivano non di rado individuati alla visita per il servizio militare, oggi è più frequente che si scoprano a distanza di anni: nel momento in cui in coppia si cerca un figlio che non arriva.

L'infertilità maschile può infatti essere causata anche da patologie silenti o troppo a lungo trascurate, che una visita andrologica avrebbe potuto individuare e risolvere precocemente.

In un caso su tra la colpa è dell'uomo

Si parla di infertilità quando il concepimento non avviene dopo almeno 12 mesi di rapporti regolari non protetti.

Rappresenta un problema dal forte impatto sociale: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità nei paesi industrializzati circa il 10-20 per cento delle coppie soffre di problemi di fertilità, e almeno nel 35 per cento circa dei casi è l’uomo ad avere una ridotta capacità riproduttiva.

L'infertilità si distingue dalla sterilità, che si accerta quando c'è un'assenza totale (azoospermia) o drasticamente insufficiente (cripto-azoospermia) di spermatozoi nel liquido seminale oppure quando non c'è eiaculazione (aspermia) o gli spermatozoi presenti nel liquido seminale non sono vitali.

Le cause dell'infertilità possono essere diverse: l’inquinamento atmosferico, una dieta scorretta e sbilanciata, uso di alcuni farmaci, il fumo, l’abuso di alcol, lo stress psicofisico, i comportamenti sessuali a rischio e altri fattori-fisiopatologici.

Sono disponibili numerosi trattamenti per aumentare le chance di un concepimento naturale, e si stima che un terzo degli uomini infertili, con cure adeguate, riesca ad avere una paternità naturale, purché si intervenga più tempestivamente possibile.

«Oggi si registra un aumento preoccupante delle patologie maschili della sfera riproduttiva e sessuale», conferma Giario Conti, direttore dell'Urologia dell'Ospedale S. Anna e segretario nazionale SIUrO,che, con AURO l'Associazione Urologi italiani, sta collaborando a SAM - Salute al Maschile, il progetto della Fondazione Umberto Veronesi per promuovere la prevenzione delle patologie tipicamente maschili e sostenere, tramite borse di ricerca, medici e scienziati che lavorano per combattere le malattie che colpiscono maggiormente gli uomini.

«Si va dal varicocele, che riguarda circa un ragazzo su quattro dai 15 ai 25 anni di età, alle sempre più frequenti malattie sessualmente trasmissibili, all’ipertrofia prostatica benigna, l’aumento di volume della ghiandola che può verificarsi in tutti gli uomini, già a partire dai 35 anni».

«Sono patologie dovute nella maggior parte dei casi a stili di vita sbagliati» aggiunge Conti « se trascurate, possono minare la qualità di vita con conseguenza importanti come l’impotenza e l’infertilità. Per questi motivi la prevenzione è fondamentale fin da una giovane età, imparando a riconoscere i sintomi sospetti, in modo da intervenire tempestivamente».

L'infertilità maschile può essere determinata da varie cause:

  • pre-testicolare (mancata o ridotta produzione spermatica da inadeguata secrezione gonadotropinica),
  • testicolare (patologie primitive testicolari, criptorchidismo),
  • post-testicolare (da ostacolato trasporto spermatico lungo le vie escretrici, da disturbi eiaculatori, da fattore immunologico...).

Altri fattori che possono determinare infertilità sono:

  • le infezioni uro-seminali. Gli stati infiammatori e infettivi delle vie seminali possono danneggiare gli spermatozoi, i canali seminali, la prostata e le vescicole seminali per la presenza di germi e di globuli bianchi.


  • le fonti di calore. Pantaloni sintetici troppo stretti possono aumentare la temperatura nell'area dei genitali e influenzare la fertilità.


  • epididimite. È un'infiammazione acuta o cronica dell'epididimo, un organo posto dietro al testicolo, importante per la produzione del liquido seminale.


  • varicocele. Consiste nella dilatazione delle vene dello scroto. Nell’85 per cento dei casi li disturbo è localizzato nel testicolo sinistro, nell’11 per cento è bilaterale e solo nel 4 per cento dei casi nel testicolo destro. Spesso non dà nessun sintomo, fino a quando non compaiono dolore localizzato e, soprattutto, infertilità (nel 50 per cento dei casi può danneggiare il DNA degli spermatozoi).


  • anticorpi antispermatozoi. La loro presenza riduce la capacità fecondante degli spermatozoi e può ostacolarne il transito nelle vie genitali femminili.


  • disfunzione erettile. Le disfunzioni legate all'erezione sono legate al 5 per cento dei casi di infertilità.


  • malattie sessualmente trasmissibili. Sono patologie provocate da vari microrganismi (virus come HIV e HPV, batteri come la Chlamydia, funghi come la Candida, protozoi come la Trichomoniasi) che passano da un partner sessuale all’altro. Interessano tutta la popolazione e i contagi sono frequenti, soprattutto, tra gli adolescenti e nella fascia d’età 20-40. 


  • farmaci. I farmaci antitumorali, quelli per la cura dell'ipertensione o dell’ipercolesterolemia rappresentano un fattore di rischio.


  • stili di vita. Il fumo di tabacco o di cannabis danneggia l'integrità del Dna degli spermatozoi e ne riduce numero e motilità. Altri fattori di rischio sono sedentarietà, sovrappeso, obesità, cattiva alimentazione, assunzione di alcolici e droghe, agenti ambientali (pesticidi, solventi, materie plastiche, vernici, radiazioni elettromagnetiche).

La diagnosi avviene così

La diagnosi dell’infertilità maschile parte da una valutazione dei caratteri qualitativi e quantitativi dello sperma attraverso un esame specifico: lo spermiogramma.

Agli esami ematologici si aggiungono gli esami ormonali, indirizzati alla valutazione degli ormoni che stimolano la produzione.

L’Ecocolordoppler scrotale e l’ecografia prostatica transrettale sono utili per valutare la morfologia dei testicoli e della prostata, l’eventuale presenza di masse, noduli, infiammazioni e altre patologie.

Nei casi in cui sia riscontrata la totale assenza di sperma nell’eiaculato o una severa riduzione è utile eseguire una biopsia del testicolo.

L’obiettivo delle terapie è quello di migliorare la qualità del seme del paziente, per determinare un aumento di probabilità di concepimento naturale.

Quando ciò non avviene, serve comunque a migliorare la probabilità di successo delle tecniche di fecondazione assistita o consentire di utilizzare tecniche meno complesse come ad esempio l’inseminazione uterina.


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